Green Peace Italia, fra mostre e performance [Nuclear Anxiety]

Il nostro ciclo sta volgendo al termine, abbiamo davanti ancora un po' più di due settimane e in questa domenica ormai calda mi sembra giusto omaggiare il lavoro di Green Peace Italia.

Da sempre Green Peace si è distinta nel panorama delle non profit per una particolare inclinazione all'azione performativa: un modus operandi eredità di una cultura ecologista radicale che è empre bello vedere in azione. In questo senso le azioni di Green Peace sono delle vere e proprie performance con una narrativa ed un estetica. Per la campagna sul nucleare, che li ha visti in prima linea sul fronte del referendum, Green Peace Italia si è fatta notare.

Probabilmente ne avete già sentito parlare, "I pazzi siete voi" è lo slogan che ha contrassegnato una serie di azioni, il cui filo conduttore è riprodurre artificialmente la vita post-nucleare degli abitanti di Fukushima. I primi sono stati un gruppo di sette ragazzi che volontariamente da circa due settimane vivono chiusi dentro un appartamento: niente latte n'è latticini, niente insalata, niente pesce, tanto cibo in scatola, proprio come i loro coetanei giapponesi. La loro unica finestra sul mondo è internet, mentre una webcam ci mostra uno stream continuo dal salotto della casa. I ragazzi ci rimarranno simbolicamente fino al 13 giugno prossimo, ovvero alla scadenza del referendum. Il sito riporta un diario e, insieme allo stream live, è possibile visionare diversi video girati ad hoc. Sulla stessa linea, ma più estremo, dal 24 maggio un gruppo di attivisti si è rinchiuso in un container di 4 metri x 5, posizionato sul Pincio, dove qualche giorno fa li ha raggiunti il "Piotta" per girare il video "Mai Mai Mai (in alto). Infine da ieri sabato 28 maggio, presso il "Caffe Letterario" sempre a Roma, la mostra fotografica “Certificate No. 000358/ – Il costo umano di una catastrofe nucleare” è un reportage da quattro zone dell’ex Unione Sovietica colpite da incidenti nucleari e contaminate dalle radiazioni a cura del fotografo Robert Knoth che ci riflettere su diversi aspetti del fenomeno, in particolare::"A 25 anni dal disastro di Cernobyl, la mostra evidenzia come questa tragedia non abbia rappresentato un fatto isolato e si inserisce nel dibattito attuale intorno al nucleare e al problema dell'approvvigionamento energetico futuro."

Frattanto, per seguire le sorti del referendum, tenete sempre d'occhio Ecoblog e Polisblog.

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