Attenti a quello che buttate, potreste ritrovarvelo prima o poi sotto forma di opera d’arte. Come possiamo definire Nick Georgiou? Un virtuoso della materia cartacea sicuramente; scolpisce a suon di pagine di libri, quotidiani e giornali -scartati o di recupero,rigorosamente- le sue opere perfettamente rifinite e prodighe di dettagli.
Sono opere, quelle di Georgiou (di Tucson, Arizona), che appartengono alla strada, e posizionate negli angoli più anonimi delle città, trovano il loro habitat ideale visto che sono realizzate con migliaia di pagine che riportano notizie, gossip, storie e leggende della città stessa.
E’ un modo senza dubbio inconsueto di usare il medium carta, assemblato con la nostalgia che pervade l’era digitale rispetto al mondo stampato dei libri e dei giornali, un mondo che forse scompairà o forse no, ma il timore resta. E allora ecco venirci incontro i personaggi fantastici e le maschere archetipiche di carta, per fermare nel tempo il ricordo, attraverso quegli strani occhi cilindrici che ti osservano da dietro l’angolo.