Il Malecon di Nicolas Pascarel

El Malecòn Nicolas Pascarel

El Malecón, è una striscia tra la terra e il mare di Cuba, un confine sull'oceano, un limite che ha il sapore acre di una possibilità perduta. Questo lungomare unico al mondo è una specie di deserto buio spazzato dal sale che ha ispirato le foto di Nicolas Pascarel, che è nato a Parigi, ma l'isola ce l'ha nelle pupille, nelle braccia e nell'obiettivo. Si potrebbe quasi dire che ne ha assorbito quella lentezza che per uno strano accanito rifiuto, trasmette un moto quasi perpetuo alle sue mani. Non due arti, ma gli attrezzi di un sentire contrastato che taglia in due i colori delle sue immagini.

Ho assistito a uno scambio prodigioso che si è "fatto forma" nelle foto di Valeria Mazza a testimonianza dell'atmosfera del vernissage: un artista che si è fuso nello spazio espositivo circondante la sua creazione, un luogo che si è ricostruito e inventato come una pelle tesa a ricoprirne l'originalità. Questo luogo si chiama Largo Baracche e si è prestato all'operazione come la Napoli, città costituzionalmente incapace di presentarsi come semplice contorno, nella quale si trova. Un solo protagonista al mese, una sola delle sue opere in mostra (più qualche eventuale corollario che contribuisce in funzione unicamente completiva).

Per Pascarel questo affascinante concetto di "opera unica" era una sfida da non lasciarsi scappare, l'occasione di riflettere sul proprio lavoro e arrivare alle radici di una condensazione che è sempre anche scoperta di sé, perché è proprio alla base della sua esperienza cubana che ha attinto, rispolverando quegli orizzonti che sono stati anche suoi e che, nelle ombre di un'auto in una sera di dicembre, hanno acceso un lampo di vita in un notorio deserto.

Via | Largo Baracche

El Malecòn Nicolas Pascarel
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