
Nel cuore della Northumbria, presso la Baltic Modern Art gallery, a Tyneside, una fotografia scattata dalla celebre e controversa Nan Goldin è stata sequestrata dalla polizia locale. Il perché è nel timore che la foto possa presentare immagini pedopornografiche. Un timore che qualcuno fra gli addetti ai lavori aveva evidentemente diffuso, dal momento che la foto è stata requisita prima dell’apertura della mostra in cui doveva essere esposta.
La faccenda sta facendo ancora più notizia in quanto il prestatore dell’opera in questione altri non è che il baronetto Elton John.
Nan Goldin è nota per l’attenzione verso i nudi femminili in giovane e giovanissima età. Nel 2001 pubblicò nel catalogo di una mostra alla Saatchi Gallery di Londra una foto di una bambina che guardava fra le gambe di un coetaneo seminudo. Questa volta ad essere rappresentata a gambe spalancate è proprio una bambina, che posa al fianco con una compagna di poco meno giovane.
Non ci è dato di vedere l’opera, per il momento. Secondo voi, che limiti deve avere la fotografia nel mostrare la bellezza giovane? La sua innocenza, nell’essere colta in un istante, può essere per questo sacrificata in nome dell’arte?
via | metro.co.uk
foto | Joana Topless at the Chateau le Bastion @ Sorokko Gallery - San Francisco, CA (USA)
margherita
25 set 2007 - 16:22 - #1ma Nan Goldin non è quella dell’heroin chic, che fotografava la 18enne Kate Moss semianoressica sul divano?
giovanni de stefano
25 set 2007 - 16:36 - #2anche!
mescal°
25 set 2007 - 17:34 - #3Goldin-omane, presente!
Prima di tutto: Nan è tutt’altro che eroin-chic. Lei stessa afferma che nelle sue foto si parla, si vive di eroina. Ma di chic c’è ben poco. Ne parla, racconta le esperienze vissute in prima persona, ma nelle facce, negli ambienti, nelle situazioni c’è ben poco di chic.
Comunque, tornando alla foto “incriminata”, è del ‘98, è stata scattata a Berlino e s’intitola “Klara and Edda Belly Dancing”. Per questo voliamo vederci anche del… che ne so, incentivazione al lesbismo?
Sono due bambine che iocano, quella seminuda sta ballando, quella nuda ha le cosce aperte verso l’obiettivo, sì. Niente di più pedopornorafico di una bambina nuda che fa un castello di sabbia sulla riviera romanola.
Insomma, per come la vedo io, la censura che è stata fatta è frutto di ipocrisia allo stato puro.
Innanzitutto la foto va contestualizzata. Risale a l periodo [uno dei] di disintossicazione di Nan, periodo nel quale lei riscopre la gioia di vivere, la felicità - riflessa - della maternità. E la novità nella fotografia della Goldin di quel periodo sta in questo: inquadrare non più situazioni corrotte, di prostituzione, di malattia o di violenza… ma di bambini, di gioco, di scimmiottamento verso il mondo dei grandi.
Nello stile della Goldin, schietto, provocatorio, libero. Nude.
mescal°
25 set 2007 - 17:41 - #4p.s. se volete vedere l’opera, basta chiedere. :)
giovanni de stefano
25 set 2007 - 18:16 - #5mascal, grazie al titolo che hai indicato nel tuo primo commento, ho googlato l’opera in questione, e devo dire che ha disgustato, in parte, anche me, che non sono né anziano padre né giovincello bacchettone. se la foto è quella che segnali tu, bisogna ammettere, è un’immagine fortina, decisamente da prendere con le pinze in quanto a onestà intellettuale, almeno secondo me.
betta
26 set 2007 - 12:06 - #6io non riesco a trovarla, postate il link? grazie
giovanni de stefano
26 set 2007 - 13:08 - #7ecco, betta: è molto piccola, ma si capisce com’è composta: http://tinyurl.com/2vnulm
betta
26 set 2007 - 15:58 - #8grazie giovanni. almeno in piccolo qualcosa si vede. mi rattrista il fatto che ci si disgusti davanti a bambini nudi. oramai la testa ce l’hanno così bombardata di “pudori e paure” che rischiamo di perderci il bello delle cose per paura di vederci qualcosa che non è moralmente accettabile. innanzitutto sarebbe interessante riprendere una vecchia descussione sulla differenza tra etica e morale. e poi sarebbe saggio liberarsi o almeno lasciar libera l’arte dai preconcetti proibizionisti molto in voga in questa nostra devo dire “triste” epoca storica.
giovanni de stefano
26 set 2007 - 16:17 - #9Non penso che il mio sia un disgusto verso una bambina nuda perché è nuda: tutto qua. E’ una questione di prospettiva, non solo letteralmente, per quanto fastidio o piacere estetico possa generare la particolare posizione che va assumendo la tre-quattrenne in questione.
E poi, del resto, è anche vero che siamo in un’epoca in cui i media sono talmente forti, sulla realtà che, come sai, alcuni particolari reati sono propagati nella quantità e nella qualità da episodi del genere.
E un’artista socialmente impegnata non può ignorare faccende così. Sempre secondo me.
betta
26 set 2007 - 16:49 - #10ma l’arte deve essere sociale? non credo che la goldin voglia esprimersi in questi termini. trovo più adatta la spiegazione di mescal°. poi che a te dia fastidio o alla società, è tutta un’altra questione. trascendente. riscatto dell’arte sulla morale.
giovanni de stefano
26 set 2007 - 18:41 - #11Dimmi una cosa che non sia sociale. Anche la monacazione eremitica lo è, non solo perché pure la mancanza di comunicazione è una comunicazione in sé.
ml712
27 set 2007 - 13:51 - #12Chi si sente schifato dal corpo di una bambina/o che sta giocando è malato nella mente.
http://www.4debatetalk.com/forums/showthread.php?t=5
La foto è chiaramente un momento di gioco tra due bambine il male è solo nell’occhio/mente di chi le guarda. Per cui si curi chi ha di questi problemi, vada da uno psicologo e sciolga i suoi nodi.
Il mondo migliorerà.
giovanni de stefano
27 set 2007 - 15:30 - #13Sarò anche malato di mente, non lo metto in dubbio (fra l’altro è proprio vero). Però se le bambine avessero giocato a gambe chiuse e/o mutandine indossate, io le avrei fotografate con più facilità. Ma, chiaro, la foto non l’avrebbe mai comprata alcuna star.
Sono le gambe aperte e le mutande mancanti che mi dicono che c’è qualcosa che non va, nella buona fede della fotografa. Non il fatto che stiano giocando.
Perché è ovvio che nella mente delle bambine c’è solo il gioco, e nient’altro. E’ questo il problema.
Il mio disgusto non deriva dal loro giocare. Ma dal fatto che gli fosse richiesto di stare smutandate e a gambe aperte mentre giocavano, per una foto. Con qualche piccolo consiglio pratico perché si vedesse meglio. Compreso?
Se le avesse dipinte, non avrei obiettato neanche davanti a una delle due con indosso una parrucca alla Rosy Bindi ultimi tempi, con in bocca alcuni stoppini da Zippo intrisi di femminilità.
ml712
27 set 2007 - 16:19 - #14Dalle immagini che vedo non mi sembrano costruite, ma spontanee, e anche se fosse richiesto, e questo non lo puoi mai sapere, il problema rimane di chi guarda l’immagine, chi la fa puo’ raccontarti cio’ che vuole, ma se per te vedere due pieghe di pelle è un problema, stai attento perchè se pighi le dita in modo opportuno rischi di vedere pieghe analoghe.
Se fossi in lei mi interrogherei piu’ a fondo sul fatto che indossare delle mutande le rende più facile fare fotografie.
Le mutande ‘mancanti’ e le cosce aperte dicono solo a lei che c’è qualcosa che non va, perchè è una sua problematica, tutta sua, e che si deve analizzare e non necessariamente esternare.
Non vorrei che domani se ne andasse in giro a mettere mutande sulle statue ‘nude’.
giovanni de stefano
27 set 2007 - 17:49 - #15ml712, non ci diamo del tu? pronomi a parte, ti vorrei tranquillizzare sul fatto che non sarò il prossimo Braghettone, bensì semplicemente fingerò un po’ più di prima, per farti tranquillo, di credere alla buona fede dell’ottima Nan.
Credo fermamente però - anche - che la fotografia non possa godere gli stessi limiti che NON imponiamo alla scultura o alla pittura. Davvero.
WeR
27 set 2007 - 17:55 - #16Purtroppo i tempi attuali non permettono di osservare con gioia il candore e l’ingenuità di due bambine che, nude, scoprono se stesse, cosa normalissima a quell’età.
L’occhio dell’adulto, invece, spesso condizionato da una società malata di erotismo, e non sessualmente a posto, vede in ciò qualcosa di traviato.
E’ evidente che la foto, vista con occhi maliziosi, si presta a varie interpretazioni, tenendo presente anche che l’autrice di essa non è una persona che potremmo definire “nella norma”, per abitudini, vere o false che siano, per darsi una trasgressione, cadendo così nella banalità. Si compiace, forse, di essere l’esempio di una società che non sa trovare il giusto equilibrio fra l’esigenza del sesso e il rispetto delle regole.
Pur tuttavia, dimenticando l’autrice e coloro che vedono il male, questa foto è una celebrazione della ingenuità del gioco infantile. Non dimentichiamo che 50anni fa, alcuni di noi, bambini, senza alcuna malizia, giocavano alla scoperta di se stessi.
giovanni de stefano
27 set 2007 - 18:00 - #17WeR, d’accordo, ma mentre giocavamo alla scoperta di noi stessi, 50 anni fa, non c’era qualcuno che ci fotografava, una volta scoperto tutto lo scopribile di se stesso.
Mi vi prego di non scambiarmi per bacchettone. Non è neanche che mi disegnino, così. E’ proprio una questione di mala fede, da parte di una fotografa che cerca quelle situazioni. Alla naturalezza, aspiriamo in tutti gli altri generi e sottogeneri fotografici.
WeR
27 set 2007 - 18:08 - #18Tutto ciò conferma quanto detto prima: le bambine giocano spontaneamente senza alcuna malizia; l’artista, invece, deviata fino a un certo punto, machiavellicamente è riuscita a far parlare di sè.
giovanni de stefano
27 set 2007 - 18:21 - #19La saggezza ha parlato, credo, con wer.
Tengo altresì - e dico altresì - a farvi notare che né nel post né nei commenti ho mai sostenuto, e non sosterrei, che la foto in questione sia pedopornografia, e quindi sequestrabile e perseguibile chi ne fosse in possesso. Sostengo solo che non sia una foto onesta e in buona fede.
ml712
28 set 2007 - 15:48 - #20Credo che non sia giusto giudicare il pensiero, puo’ averla fatta anche un pedofilo quella foto, il male, che cercate di trovare è solo potenziale e nelle menti delle persone, sia che lo temano sia che lo progettino, non auguro a nessuno una società del tipo “Minority Report”, è giusto prevenire, ma non credo che per prevenire si debbano togliere delle libertà, di alcun genere.
Anzi una società più aperta mentalemente puo’ aiutare chi potrebbe diventare pericoloso per paura delle conseguenze che una società repressiva gli faccia patire.