Festa del cane 2015: Robot, il cane che aveva fiuto per l'arte

Nella giornata in cui si celebra la festa del cane, ricordiamo i cani che popolano i vari quadri celebri che spesso ammiriamo

Pieter Pander, ATTENTI AI CANI,Trittico, olio su tavola – 65 x 90 cm, 2013


Oggi, 28 aprile, è la festa del cane: la celebrazione è stata lanciata dagli amici di Petsblog e vuole ricordare i cani di razza beagle che vennero liberati dallo stabilimento di Green Hill proprio il 28 aprile (era il 2012), stabilimento che li teneva in gabbie a scopo di sperimentazione.

I cani sono di casa nell’arte: non si contano le rappresentazioni del miglior amico dell’uomo con le varie tecniche artistiche. Oggi, però, ci soffermiamo su una curiosità: un cane che per l’arte aveva letteralmente fiuto! Si tratta di Robot (nome brutto per un cane, lo ammetto) che il 12 settembre 1940, insieme a quattro ragazzi (Marcel Ravidat, Jacques Marsal, Georges Agnel e Simon Coencas) scorrazzava per le campagne vicino Montignac, in Francia. A un certo punto, Robot, con il suo fiuto infallibile, individuò un cunicolo, vi entrò facendo da guida ai quattro ragazzi e portò alla luce la celeberrima grotta di Lascaux, un complesso sotterraneo decorato con magnifiche pitture rupestri risalenti ad almeno diecimila anni fa, nota anche come “Cappella Sistina del Paleolitico”. Una curiosità: nelle grotte di Lascaux c'è il “diverticolo dei felini”.

Onore a tutti i cani dell’arte, allora, sia a quelli speciali come Robot che a quelli anonimi che popolano molti quadri che spesso ammiriamo estasiati.

Foto | Pieter Pander, Attenti ai cani, olio su tavola

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