Mentre il post pubblicato su artsblog sul sequestro - da parte della polizia inglese - di una foto appartenente ad Elton John, sta suscitando vostri commenti molto circostanziati ed interessanti, la vicenda si evolve.
Aggiorniamoci. La foto, opera di Nan Goldin, intitolata “Klara and Edda belly-dancing” (visibile qui, grazie alla segnalazione di ml712), avrebbe dovuto essere esposta alla Baltic Modern Art Gallery, in Northumbria, UK. L’occasione, sarebbe stata l’esposizione di una installazione di numerose opere della fotografa, tutte incluse in “The Devil’s Playground”, una monografia sul tema dell’infanzia dell’avvicendarsi delle fasi della crescita (thanks mescal°).
Secondo la stampa britannica, sarebbe certamente stata la direzione della galleria, in dubbio sulla legalità del contenuto, in particolare, della foto citata sopra, a contattare le polizia locale prima dell’inaugurazione della mostra. Senza però rivelare agli agenti, che nel frattempo provvedevano al sequestro della stessa, che la foto appartenesse alla collezione di Elton John.
Sarebbe stata la stella della musica a dichiarare ai giornali di esserne il possessore, solo dopo la prima fuga di notizie a riguardo. Aggiungendo, come del resto è vero, che la stessa foto è stata già esposta senza alcun problema in diverse location alle più varie latitudini e longitudini.
Come alcuni di voi hanno commentato, la pornografia in questo caso sta negli occhi di chi la guarda. Io, personalmente, aggiungerei, soprattutto in questo caso, prima ancora in quelli di chi la fotografa.
via | the times
mescal°
27 set 2007 - 20:45 - #1E per fortuna che nell’altro post veniva detto che “e non sosterrei, che la foto in questione sia pedopornografia”…
Facciamo una scommessa?
Voto “meno” anche a questo commento, perché non in linea con uno dei blogger di Artsblog? :)
mescal°
27 set 2007 - 20:50 - #2P.S. Devil’s Playground NON è una monografia sull’infanzia. :)
giovanni de stefano
27 set 2007 - 20:59 - #3@ mescal°: difatti non sostengo neanche qui che la foto sia pornografica. Ma che, nella sostanza, la pornografia sia negli occhi di chi l’ha scattata, secondo me, peccando di cattiva fede. Neanche se vedessi una famiglia di queste bambine raggiante per l’esito della foto, mi convincerei del contrario. E’ solo una questione di tatto e di “gusto” personale.
Per avere un’idea di qualche parere diverso da quello che tu giustamente esprimi (e che, come me, non si appella alla legge, perché continuo a credere che nessuno possa dare della pornografica a questa foto) leggi anche i commenti dei lettori al pezzo del Times che cito come fonte nel post.
Condivido perfettamente con uno di quei lettori, in particolare, il parere che il diritto al privato di quelle bambine, che non possono evidentemente esprimere alcun reale permesso o diniego di pubblicazione, per quella foto, sia più importante di qualsivoglia merito artistico.
Grazie per l’appunto sul tema centrale di “The Devil’s playground”. Se scrivo che si tratta di una monografia sul tema dell’avvicendarsi delle fasi della crescita., va meglio? ;)
WeR
28 set 2007 - 15:06 - #4Quella foto non è nè pedopornografica nè artistica. E’ semplicemente di cattivo gusto. Inutile nobilitarla per farla assurgere a baluardo dell’apertura mentale della società contemporanea.
adolf
28 ott 2007 - 13:08 - #5tutto sta nella mente dell’osservatore