
Gregory Crewdson è un fotografo, ma le sue immagini hanno qualcosa di speciale. Guardandole, infatti, si ha la sensazione di osservare la scena di un film, con la differenza che quello che abbiamo sotto gli occhi sarà l’unico fotogramma che vedremo.
Sì, perchè Crewdson allestisce dei veri e propri set cinematografici ma ciò che ne viene fuori è una sola, straordinaria fotografia. E’ un lavoro che richiede l’intervento di dozzine fra assistenti e tecnici, addetti alle luci, al make-up e alla post-produzione.
I personaggi che abitano gli scenari pensati da Crewdson sono spesso colti in atteggiamenti sospesi, a metà fra un prima e un dopo, e hanno dipinte sul volto espressioni di turbamento o preoccupazione, come se qualcosa di straordinario o sconvolgente stia accadendo o sia già accaduto. L’atmosfera che si respira è a tratti onirica, surreale. Scenografico l’uso della luce, quasi sempre al crepuscolo, che taglia lo spazio e l’aria aumentando la drammaticità del momento. Tra i modelli di ispirazione dichiarati dall’artista, il regista David Lynch (Blue velvet su tutti i suoi film).
Per chi fosse curioso di conoscere il percorso artistico di Crewdson dal 1985 al 2005, l’invito è a visitare la personale che il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedicherà dal 18 dicembre al 2 marzo 2008.
clickblog
06 ott 2007 - 11:37 - #1[…] […]
artsblog
09 ott 2007 - 10:23 - #2[…] […]
fede1234
05 apr 2011 - 14:05 - #3ciao, io lui l’ho scoperto da poco..grazie a fashionis magazine e questo articolo http://magazine.fashionis.com/2011/04/gregory-credwson-e-la-sua-america-sfogliabile/…mi sono super appassionata..davvero belle le sue istantanee da film!!