"Wall and Piece": il libro di Banksy

"Wall and Piece"


"Wall and Piece" è il primo lavoro di Banksy su carta. Edito da Feltrinelli, è già un libro cult, in cui l'artista racconta per la prima volta l'essenza del suo lavoro poliedrico. Di lui sappiamo solo che è nato a Bristol, che è un genio della guerrilla-fast-art, che è anche regista (immagino ricorderete la nomination all'Oscar per il suo film Exit Trough The Gift Shop) e che è lo street artist di cui probabilmente si sente più parlare. Sappiamo che a oggi i suoi lavori valgono fino a 1 milione di sterline (sarà forse per questo che la sua città natale che tanto l'ha contestato e bistrattato in passato ora cerca in ogni modo di tutelare i suoi stencil?) e che tra le sue opere più famose in molti ricorderanno quelle sul muro di separazione tra Palestina e Israele. A proposito, sono stati avvistati alcuni suoi nuovi lavori in giro per la Gran Bretagna. Dopo il salto tutte le immagini.

Dicevamo. È risaputo anche che Bansky predilige lo stencil, perché ha confessato in un'intervista rilasciata al Sun di essere troppo lento con i murales classici e molto meno bravo. Conosciamo la sua predisposizione alla contestazione, sappiamo che ama mettere in discussione tutto ciò che riguarda il capitalismo, le istituzioni e i luoghi comuni; che è un provocatore nato e che della guerrilla art è stato il pioniere. A questo punto serve davvero conoscere la sua vera identità? O basterebbe semplicemente leggere il suo libro, guardare il suo film e sperare di incappare in un suo lavoro girando per il Regno Unito?

Banksy


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