
Greg Lynn è un giovane architetto e designer americano (autore tra l’altro dell’avveniristica e accogliente poltrona chiamata “Ravioli”) che nel 1995 ha inventato l’espressione “blobitecture” per indicare forme architettoniche organiche e globulari che instillano nell’edificio un movimento morbido e sinuoso.
Il segreto delle strutture dinamiche di Lynn è un software di progettazione -Binary Large Objects (BLOB)- che permette di modificare gli algoritmi del sistema prevedendo l’evoluzione delle forme in base alla pressione esercitata dall’esterno sulle superfici.
Tra i modelli di ispirazione, il gruppo di architetti inglesi Archigram, impegnati negli anni ‘60 nell’avanguardistico progetto di applicare la tecnologia alla realizzazione di edifici biomorfi dotati di una sorta di intelligenza artificiale e capaci di muoversi nello spazio.
Erroneamente si crede invece che un edificio come il Guggenheim museum realizzato a Bilbao da Frank Gehry sia un esempio di blobitecture: in realtà, pur essendo stato lavorato con un software di progettazione analogo a quello di Lynn e dei suoi colleghi, esso è stato sviluppato a partire da modellini fisici.