Ha appena inaugurato e sarà onstage fino al 9 aprile 2012 la mostra antologica dedicata a Fausto Melotti al Museo Madre di Napoli; è una celebrazione del colosso della scultura italiana moderna e contemporanea, che era grande amico di Morandi ed è stato uno dei maggiori innovatori nello sviluppo dell’espressività dei materiali negli anni ‘30. Proprio questo era la sua arte: esprimere l’emotività attraverso i materiali e le strutture astratte, inventate; giocare con le proporzioni e i cromatismi, ammiccare ai simbolismi.
Le sculture di Melotti hanno una specie di ritmo e sembrano volare, tanto appaiono leggere ed eteree; le figure in ceramica, metallo, gesso o terracotta -per citare solo alcuni dei materiali che lui usava- riportano sempre ai riferimenti culturali; Melotti amava la poesia, musica e la letteratura, e questo amore era ricambiato: Italo Calvino per esempio lo stimava moltissimo e volle le sue opere sui suoi libri.
Ma chi è Melotti? Nato a Rovereto nel 1901, frequenta l’Accademia di Brera a Milano e poi aderisce ad alcuni movimenti di matrice astrattista sia a Parigi che in Italia. Nel dopoguerra si specializza nella lavorazione della ceramica, con la serie di vasi e di rilievi che culmina nei celebri Teatrini, ricchi di dettagli e piccole sculture smaltate e affina lo studio della figura umana, che culmina nei birilli giganti de I Sette Savi. In mostra al Museo Madre ci sono oltre 200 tra sculture e lavori difficili da classificare,