"Gold" al Belvedere di Vienna

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Gold
La bellezza sfacciata dell’oro ha attraversato buona parte dei destini dell’arte. A partire dalla consacrazione dell’Atena crisoelefantina di Fidia che ornava con i suoi mille chili dorati il Partenone, sotto forma di sfondo lucente per la maestosità delle icone bizantine, come esaltazione plastica dei fregi barocchi, o ostentazione degli stucchi sfarzosi. Con tutto il naturale contraltare di cattivo gusto, il prezioso metallo ha seguito fedelmente i destini della produzione artistica, dal suo stato di grazia del Medioevo fino alla consacrazione della seconda metà del XX secolo. Il Museo Belevedere di Vienna ha deciso di rendere onore a questo lungo percorso, ripercorrendone fino al 17 giugno, alcune tappe fondamentali.

L’esposizione al quale facciamo riferimento, non poteva che chiamarsi “Gold”, in omaggio al simbolo solare, al suo portato di splendore e di ricchezza, alle sanguinose guerre che ha originato, pomo conteso o bene-rifugio, nonché alla connotazione violenta ed impositiva che spesso ha acquisito. Ben duecento i lavori e centoventicinque gli artisti ai quali si è fatto ricorso. Nel “gruppo” riunito a cura di Thomas Zaunschirm, grandi nomi come Georg Baselitz, Yves Klein, Giandomenico Tiepolo, Victor Vasarely, Andy Warhol, ma anche una nostra “vecchia conoscenza” dal notevole portato di freschezza, del calibro di Frédérik Léglise.

Via | belvedere.at
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