Batman legato ad una sedia e imbavagliato: un’immagine inconsueta, certo, quella che Anthony Lister ha scelto per l’opera Hero hostage qui riprodotta. Lister è un ventisettenne australiano, ora a New York, che realizza dipinti e installazioni che strizzano l’occhio al mondo del fumetto, alla pop e street art oltre che all’Espressionismo e alla corrente Lowbrow, sorta all’interno delle arti visive negli anni ‘70 come manifestazione, insieme alla musica punk, della cultura underground.
Lister ha esposto in diverse collettive e in due personali, a New York e Londra. In queste occasioni ha fatto conoscere il suo mondo, abitato dalle icone dell’universo mediatico (la tv e i suoi cattivi modelli al primo posto) in cui tendiamo a rifugiarci, un mondo fatto di immagini ispirate agli aspetti meno seducenti della società, ovvero quella mitologia urbana e politica, urlante e di facciata, in cui siamo immersi, che guida con i suoi codici il nostro vivere quotidiano. E a cui anche un Batman dei nostri tempi non può che soccombere.
Per conoscere Lister un po’ più da vicino vi rimando all’intervista, con tanto di video, comparsa su Fecal Face.
Dorothy Circus Gallery, la lowbrow art ha trovato
12 ott 2007 - 16:24 - #1[…] Inaugura oggi a Roma uno spazio espositivo nuovo di zecca, dal nome buffo e un po’ carnevalesco, Dorothy Circus Gallery, nato dalle menti di Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò. Nero, bianco e rosa sono i colori di sfondo per un ambiente che si propone di essere centro propulsivo in Italia di quella corrente figurativa nata negli anni ‘60 in America con il nome di Lowbrow o Pop surrealism (ne parlavo anche ieri nell’articolo su Anthony Lister), una specie di meltin’ pot culturale con un occhio all’underground popolare e uno all’infanzia e al carnevale, il tutto condito da atmosfere noir, fumetto, musica punk, tattoo art, pop art e automatismo psichico surrealista. […]