Gli ultimi giorni a Londra per ammirare l'arte materica di Alberto Burri

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Le parole non mi sono d'aiuto quando provo a parlare della mia pittura. Questa è un'irriducibile presenza che rifiuta di essere tradotta in qualsiasi altra forma di espressione.(Burri)


Da Gennaio anche Londra si è interessata alla fase più sperimentale dell'arte italiana del dopoguerra, che non ha niente da invidiare a quella europea degli stessi anni. Sono gli ultimi giorni per visitare la mostra dal titolo Alberto Burri: Forma e Materia che prevede fino al 7 Aprile alla Estorick Collection l'esposizione di 40 opere di Burri del periodo che va dal '4o agli anni '6o, ovvero dall'astrazione fino all'informale, quando la ricerca dell'artista si concentra sul segno e sulla materia che si sostituiscono a qualsiasi rappresentazione linguistica, o espressiva. Fa ancora più piacere sapere che sarà curata dall'italiano, storico dell'arte Massimo Duranti.

Un artista così, con quotazioni di mercato molto alte, come quelle registrate da Nero Plastica , venduta a più di 2 milioni di euro a Febbraio alla Sotheby's di Londra, non poteva passare inosservato. Ma stride un pò parlare di cifre quando è protagonista un artista come Burri interessato ad una visione lirica dell'arte, momento primigenio dell'espressione umana. Infatti non smise di dipingere nemmeno durante la prigionia in un campo di concentramento in Texas, sintomo di quanto fosse importante non tanto esprimere intellettualismi da salotto, ma trovare un valido approdo alle incertezze e angosce del quotidiano.

Quando in Europa si sentì l'esigenza di superare l'astrazione, ecco che Burri fu protagonista nel 1951 del Gruppo Origine composto da Capogrossi, Bollacco e Colla. Nascono così i Gobbi, creati deformando la superficie pittorica tramite l' inserimento di frammenti di legno dietro il quadro che movimentavano la tela in uno slancio verso lo spettatore. Con i celebri Sacchi e poi negli anni '60 con le Plastiche l'artista ferisce sempre di più la materia con un gesto istintivo che l'osservatore può percepire con un'intuizione immediata. E' così che l'arte diventa azione, istinto che si trasforma in energia. Burri tramite un' illogica casualità si fa protagonista di una ricerca esistenziale che muove i primi passi verso l'origine del gesto e dell'arte.

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