Le "Altre notti a Roma" di Omar Galliani. Intervista per Artsblog

omar galliani

Omar Galliani è artista che non ha bisogno di presentazioni: già protagonista fino al 6 Maggio di una mostra a Roma dal titolo Omar, Roma, Amor, coordinata da Artribù al museo Carlo Bilotti, dal 23 Aprile all'8 Giugno sempre Artribù, ideale luogo d'incontro per artisti, ha voluto dedicargli in contemporanea una seconda mostra dal titolo Altre notti a Roma, dove saranno esposti lavori come le Nuove Tavole e Disegni Siamesi e alcuni inediti.

Un artista di talento è colui che percorre un viaggio di cui perde all'improvviso le tracce per comporre i tasselli di una nuova misteriosa esistenza. Il legame che Omar Galliani, emiliano, dimostra con Roma sembra far parte di quei legami che superano il confine dello spazio e del tempo, per rappresentare un luogo più spirituale che fisico nel quale far confluire le tante esperienze frammentarie dell'esistenza.

Convinta della necessità di una conoscenza diretta con l'artista per entrare in stretto contatto con l'esperienza dell'arte al di là delle mode e del "mercato", me ne sono convinta ancora di più leggendo le sue risposte alle mie domande. Una concezione dell'arte di Galliani che mi riporta a quella appresa tra le pagine di diario di Alberto Giacometti, libera dai confini cronologici, perchè protesa verso l'assoluto: senza "prima" e senza "dopo".

I disegni di Galliani che si associano senza difficoltà critiche ai disegni dei grandi maestri del passato, parlano in realtà una lingua che va al di là del semplice dato tecnico, per farci attraversare atmosfere più spirituali, a cavallo tra Occidente e Oriente, tra partenze e ritorni, tra punti di vista che si sdoppiano, perchè incapaci di sommarsi in una sola visuale. Il contemporaneo non esiste, perchè la mente percepisce un unico tempo e un unico spazio, quello di un viaggio inafferrabile nella sua totalità, che può solo essere percepito. Questo potrebbe essere un suggerimento per artisti e non, che si ostinano a inseguire una vuota "contemporaneità" a tutti i costi.

Ringrazio molto Artribù per la disponibilità dimostrata. Faccio a tutti un grande in bocca al lupo!

D: Altre notti a Roma, è la seconda mostra che dimostra quanto sia forte il legame con questa città. Ma nei suoi disegni emerge chiara l'influenza di altre parti del mondo, come l'Oriente. Come riesce Omar Galliani a unire tutto in un "territorio" comune artistico e personale?

R: Altre notti a Roma" era uno dei titoli pensati per la mia prima mostra a Roma al museo Bilotti. Mi piaceva l'idea di un viaggio nella "notte" romana quando le piazze e i monumenti si mischiano al traffico distratto di chi la percorre . Fermare quegli attimi in disegni "sospesi"e infiniti mi attirava . Quando l'amico Proietti mi ha chiesto per Artribù una mostra ho pensato a questo viaggio .Un viaggio che procede da Oriente a Occidente e che ha nei "Mantra" della prima stanza la propria dimora ideale.

D: Ci può parlare delle opere di questa mostra e svelarci qualche aneddoto su quelle inedite?

R: Il grande"Mantra" della stanza centrale aveva accanto al piccolo Buddha una tavola dorata oggi sostituita da 4 foglie d'oro zecchino , lucenti con incisi i 4 elementi , un grande fiore a matita le sostiene su di una notte dipinta di nero d'Avorio.Nella seconda stanza il grande "Siamese" doveva avere attorno un cielo di stelle ma poi la bellezza grezza del legno mi ha convinto nel lasciarlo naturale.

D:I tuoi lavori realizzati con tecniche tradizionali, nel panorama dell'arte contemporanea a mio parere, appaiono quasi controcorrente. Cosa pensi dell'arte digitale e dell'uso sempre più largo che si fa della tecnologia nell'arte?


R:Sono felice di essere "controcorrente" e di non essere facilmente omologabile , definibile. Recentemente da Londra a Shanghai, da Pechino a New York il "disegno" si sta riaffermando con nuovo vigore rinverdendo tecniche o poetiche che sembravano ormai obsolete. Non esiste nulla di " contemporaneo " nell'arte semplicemente perché l'arte e' sempre un passo indietro e un passo avanti nel "tempo". Ma poi , il "tempo"...esiste?

D:Qual è l'artista del passato o del presente al quale ti senti più vicino personalmente?

R: Potrei risponderti con tanti nomi, ma se devo risponderti con un solo nome ti direi Gino de Dominicis.

D: Roma città che "preferisce guardare". La contemplazione è un sentimento che si associa molto ai tuoi disegni di donne eteree, malinconiche o meditative. Quale sentimento spinge Omar Galliani da tanti anni all'arte, senza mai tradire il proprio stile?

R: Non ho mai pensato ad uno stile e neanche a mantenerne una continuità nel tempo. Lo "stile" a lungo andare finisce con il logorarti .La mia e' più una condizione di " trance" dell'opera che non trova gerarchie artistiche al suo interno.

D: Sei un insegnante dell'Accademia di Belle Arti. Quale consiglio daresti a tutti i giovani artisti dell'accademia?

R:L'Accademia in cui insegno e' a Carrara . Ecco un consiglio da dare oggi ad un mio studente : non essere omologati dalla prima rivista d'arte che si apre al mattino in treno, non pensare che l'arte possa materialmente darci da mangiare. Frequentare gli studi degli artisti . Non accettare consigli da galleristi. Andare preferibilmente a piedi! Imparare ad usare anche la mano "sinistra".

Foto| sito Artribù

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