Rêves de laque di Shibata Zeshin

Rêves de laque di Shibata Zeshin
L'universo dipinto in lacca dal pittore giapponese Shibata Zeshin, ha quell'alone lucido e brillante che affascinò l'Europa a partire dalla seconda metà del 1800. Le sue opere furono infatti presentate nel quadro delle Esposizioni Universali di Vienna (1873) e di Parigi (1889) catturando l'attenzione dei presenti con la loro esotica allure e guadagnandosi l'ammirazione di celebri collezionisti come Christopher Dresser e Samuel Bing. Uno charme dalle forme tondeggianti e scolpite, messe in valore dalla perfezione dell'esecuzione e dall'uniformità dello sfondo, a sua volta protagonista, con le sfumature piene di un nero misterioso che a volte lasciano spazio ad un rosso scuro e profondo, per un'arte silenziosa e delicata, che apre la porta ai misteri dell'Oriente, trasportando nel vecchio continente, l'atmosfera delle lontane terre del Sol levante, ma anche la loro storia. Perché la produzione di Zeshin si situa nel punto di passaggio tra due grandi epoche, quella dei samourai (Edo) e il Giappone moderno (Meiji), in uno scorcio di fine secolo (il XIX°) caratterizzato da grandi trasformazioni artistiche, politiche e sociali.

Il Museo Cernuschi, istituzione che si prodiga nella promozione delle arti asiatiche in quel di Parigi, ha deciso di svelare ai suoi visitatori quest'incanto, allestendo le sue sale con ben settanta pezzi. Un nutrito insieme di opere dipinte su diversi supporti, nei quali, tra quadri, componenti d'arredo, oggetti decorativi e quotidiani, presentati per la prima volta in Francia, fino al 15 luglio 2012, l'incanto del paese dei ciliegi emerge nelle leggere pennellate di inchiostro su carta, seta e legno di rosa.

Via | cernuschi.paris.fr

Rêves de laque di Shibata Zeshin
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