Graffiti? Ecco com'erano visti nel 1976


Su Juxtapoz lo propongono come un divertente documento storico sugli albori della street art, dategli un'occhiata: in principio c'è un ragazzo che vuole solo gridare al mondo il suo amore (sarà stato prorio così?), poi arrivano gli altri a dare il loro "tocco personale" ai muri della città, finchè i segni del passaggio dei cosiddetti writers li trovi un po' ovunque, anche sugli alberi e sulle opere d'arte.

Chiaramente il tono è polemico: Graffiti, come dice la speaker nel video, is everywhere. E questa invasione è vista come un modo per esprimere la propria identità o anche, spiegano in questa specie di documentario, una sorta di gara tra i membri delle crew per dimostrare fino a dove possono arrivare, cose che però hanno un peso notevole sulle tasche pubbliche per quando poi si deve ripulire. E tra trent'anni come verranno visti i graffiti? Secondo voi ci saranno di più o di meno?

  • shares
  • +1
  • Mail