mercoledì 17 marzo 2010

James Faulkner espone 36 cappelli realizzati da animali vittime della strada

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Stranezze Scultura Creatività Artisti


Un folle sedicente artista e fahion designer londinese, che risponde al nome di James Faulkner, ha deciso di cominciare un’attività di “scultore” di cappelli. Tutti con una caratteristica comune: sono arte povera realizzata a partire da animali vittime della strada.

James, che ha 27 anni, fa uso soprattutto di piume e pellicce, ma non mancano anche intere teste di piccoli mammiferi investiti. E’ un modo ecologico di fare moda a partire dagli animali, o è una barbarie?

Il dubbio sembra non sfiorare nemmeno il ragazzo, che ha realizzato 36 modelli da esporre a Londra in maggio, in occasione di una sfilata di moda. Sono inclusi: corvi, gazze, volti e addirittura pavoni.

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Giorgio Stockel. La fotografia come fatto mentale

pubblicato da penelope.di.pixel in: Fotografia Mostre

Giorgio StockelSi apre domani 18 marzo presso lo Studio-Galleria Embrice a Roma la mostra “Fotografia come fatto mentale”, a cura di Carlo Severati.

Giorgio Stockel, fotografo e architetto milanese di nascita ma romano d’adozione, è Associato di Percezione e Comunicazione Visiva presso la Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni, alla Sapienza. Il suo lavoro sarà esposto attraverso un percorso articolato in quattro diversi momenti: tre temi espositivi che raccontano la carriera ormai quarantennale del fotografo, e la presentazione del volume “Fotografia come fatto mentale“, che si terrà a conclusione della mostra il 26 marzo con gli interventi di Humberto Nicoletti Serra, Francesco Galli e Carlo Severati. Un piccolo appunto sull’esposizione: il terzo tema è dedicato all’Aquila, città a lungo fotografata da Stockel nel 1982, e il recente terremoto ha messo a nudo la fragilità registrata nelle immagini che oggi conosciamo.

La mostra rimarrà aperta fino al 26 marzo: l’ingresso è libero.

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I murali tratti dal cinema horror di Gary Simmons

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Pittura Aste e Mercato Gallerie Artisti


Alla Galleria Metro Pictures di New York (a Chelsea) è possibile ammirare da qualche giorno un grande lavoro di Gary Simmons, dipinto direttamente su un muro dello spazio espositivo, che rappresenta la casa in cui è ambientato il capolavoro di Alfred Hitchcock “Psycho”.

Il murale non può essere venduto se non commissionandone un altro allo stesso autore, e vale circa 250.000 dollari. Gary Simmons è presente nella stessa galleria anche con lavori di formato più piccolo, che partono dai 10.000 dollari necessari per portarsi a casa una versione su carta di uno dei suoi soggetti cinematografici horror preferiti: Non aprite quella porta.

La mostra, come potete vedere nelle immagini, è impostata proprio come se le opere fossero tele, e non murali da intonacare quando l’evento farà spazio a una nuova collezione. Il formato, di 4 metri per 9, e il fondo nero dei lavori, ricordano da vicino e da lontano lo schermo del cinema da cui traggono ispirazione.

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Until Now! Nuovo collezionismo in America

pubblicato da nabis in: Artisti Mostre

A volte è interessante buttare un occhio al di là dell’oceano, per capire quali sono i movimenti in corso e come si ’spinga’ certa arte contemporanea, piuttosto che altra. Si apre il 16 aprile al Minneapolis Institute of Arts (MIA), Until Now: Collecting the New (1960–2010), Fino ad oggi: Collezionando il Nuovo (1960-2010), un grande allestimento con opere di oltre 90 artisti che hanno saputo sfidare e modificare le dinamiche in corso all’interno delle arti visive negli ultimi cinquant’anni.

Elizabeth Armstrong, ha messo insieme un allestimento che attinge alla collezione del Museo, ma anche a diversi prestiti privati e che farà parte di alcune mostre itineranti e nuovi programmi pubblici di acquisizione. Una vasta panoramica sull’arte più attuale, tra maestri e nuovi talenti. Una speciale sezione, dal titolo Arte Remix, metterà opere d’arte contemporanea a fianco di capolavori storici. Ne nascerà un dialogo sul nostro passato più presente, tra nuove prospettive e vecchie impronte, soltanto apparentemente indelebili.

Ecco la lista degli artisti in mostra: Mequitta Ahuja, Doug Aitken, Siah Armajani, Rebecca Belmore, Ross Bleckner, Michaël Borremans, Nick Cave, John Chamberlain, Mona Hatoum, Zhang Huan, David Hockney, Alfred Jensen, Jasper Johns, Ilya Kabakov, Yayoi Kusama, Roy Lichtenstein, Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, Claes Oldenburg, Roxy Paine, Gerhard Richter, Peter Saul, Carolee Schneemann, Bill Viola, e Andy Warhol.

Until Now! - Mia - Minneapolis Institute of Arts
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Tiempos migrantes, le vacche di Ernesto Morales a Roma

pubblicato da nabis in: Pittura Artisti Mostre

Vacas Migrantes


Ernesto Morales
è un poliedrico artista argentino nato nel 1974 in Uruguay a Montevideo. Pittore, videomaker, curatore e professore di Estetica ed Architettura, si interessa alla storia, ai fenomeni sociali legati alla globalizzazione, le migrazioni e gli scambi interculturali. Morales vive tra l’Italia e l’Argentina, a Firenze, Milano e Roma, dove, dal 22 marzo 2010, l’Istituto Italo-Latino Americano organizza Tiempos Migrantes.

Video e fotografia a supporto della sua ricerca, per una personale che documenta l’ultimo periodo di lavoro sulla pittura. Vacas Migrantes (mucche migranti) è una serie di dipinti su carta in cui l’artista compone la trasposizione fantastica della sua ricerca. Lunghi paesaggi in cui si trovano spaesate grandi mucche, che sembrano quasi bisonti. Un segno semplice, ma al contempo pieno, che ricorda le pitture rupestri.

Un tavolo, un ponte, un filo sospeso sopra la strada, una serie di scale per salire al cielo (o forse nel niente), finestre e sedie inutilizzabili, stanze chiuse…e sempre le mucche. In giro, apparentemente senza un motivo, scappando o forse stando ferme. Le vacche mettono in scena questi Tiempos migrantes, dove i concetti di memoria, identità, spazio, attraversamento, si ricostituiscono sulla base di linee semplici e oggetti dal forte valore simbolico.

Vacas Migrantes
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Metasound, sperimentazioni tra arte e suono

pubblicato da nabis in: Installazioni Eventi Mostre


Un grande appuntamento tra arte e suono saluta l’arrivo della primavera al Parco Archeologico di San Vincenzino di Cecina (Villa Guerrazzi), in provincia di Livorno. Metasound va in scena sabato 20 e domenica 21 Marzo (h 16:00 – 20:00) con installazioni audio, video proiezioni e incontri che offriranno numerosi spunti di dibattito.

Almeno tre le generazioni di autori a confronto, tra studiosi, artisti e musicisti, scelti per la loro esperienza di sperimentazione nell’ambito dell’intermedialità. Massimo Bartolini, Die Schachtel, InFlux, Christina Kubisch, Sandra Lischi, Francisco Lopez, Fabrizio Modonese Palumbo, Otolab, Pietro Riparbelli/K 11, Tommaso Tozzi, Giacomo Verde. Esperienze di confine, radicali e radicate, che rispondono a nuove urgenze e vecchi impeti creativi.

Metasound, curata da Sandro Gronchi si arricchisce poi con Incontemporanea - Incontri di Arte Contemporanea, (sabato 20 Marzo dalle 16), una rassegna presentata da Vittore Baroni, che ripercorre la nascita dell’archivio E.O.N. di Viareggio, dell’etichetta multimediale Trax (1981-1987) e del progetto Bau. Nell’occasione verrà presentata la ristampa di Trax 0983 Anthems, leggendario album di inni nazionali alternativi.

Metasound
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A Genova, Isole mai trovate

pubblicato da michele in: Installazioni Video Fotografia Performance Musei Mostre

Isole mai trovate, Michelangelo Pistoletto

Fino al 13 giugno, palazzo ducale di Genova si riempie di arte contemporanea. “Isole mai trovate” è una mostra dal titolo concettuale: le isole sono quegli spazi in cui gli artisti vivono rappresentando la loro poetica. Dunque, la mostra è un contenitore metaforico che può contenere tutto. E vi si trovano molti artisti che rivestono un ruolo importante nell’arte dell’ultimo decennio.

A partire da Michelangelo Pistoletto, che concepisce la sua isola come un labirinto, anche se di carta (vedi la foto sopra); o l’isola che guarda al futuro con pessimismo, quella di Anselm Kiefer, un buco nero che sta per inghiottire una barca che naviga su una coltre di materia; ma ci sono anche le isole di Marina Abramovic, Louise Bourgeois, Tony Cragg.

Una mostra strana, perché se è vero che propone delle opere veramente interessanti, ha anche un che di pretestuoso, e proprio nel concetto fondante di isola creativa, luogo e spazio individuale dell’artista. O forse, questo, è un merito?

Isole mai trovate

Isole mai trovate, Michelangelo Pistoletto Isole mai trovate Isole mai trovate

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Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus

pubblicato da nabis in: Eventi Mostre NEWS


Agrigento e la Valle dei Templi diventano protagonisti nel mondo dell’arte contemporanea. Comincia giovedì 18 marzo all’interno del Tempio della Concordia, Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus, ideata da Luigi Zichichi e curata da Rosalia Camerata Scovazzo e Teresa Emanuele. Uno scenario unico quello di Agrigento, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, che si apre al contemporaneo per farsi conoscere ulteriormente.

La mostra, realizzata dalla casa editrice Il Cigno Gg, insieme al Mibac e al Macro, presenta artisti italiani ed internazionali. Le loro opere saranno vendute all’asta da Christie’s e il ricavato aiuterà i lavori di restauro e anastilosi del Telamone (scultura maschile in calcarenite del V secolo a.C.) del Tempio di Zeus. Proprio da qui parte il percorso espositivo, con la Bianca di Messina, il Fauno di Manzù, la Grande Figura Seduta di Greco e il gruppo mitologico dei russi AES+F.

Nel giardino della Villa Aurea i crani di Daniel Spoerri e il braccio di Aaron Young, dentro lavori di Afro, Ceccobelli, Guccione, Mitoraj, Nitsch, Shimamoto e molti altri. L’allestimento, unico nel suo genere, rimarrà visitabile fino al 3 ottobre 2010. Per domani mercoledì 17 marzo (h 12:00) è prevista la conferenza di presentazione al Macro di Roma.

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Man Ray - Robert Mapplethorpe alla Fondazione Marconi di Milano

pubblicato da nabis in: Fotografia Maestri Artisti


Inaugura martedì 23 marzo alle 19 alla Fondazione Marconi di Milano, Man Ray – Mapplethorpe. Un accostamento molto particolare, tra due artisti che hanno operato a distanza di oltre mezzo secolo. Man Ray, nel 1920 a Parigi diviene famoso come artista della fotografia con i suoi rayographs e la tecnica della solarizzazione. Lucien Treillard, suo asistente, dichiarava: “Man Ray fotografo? No, si è servito della fotografia come di altri mezzi espressivi: matita gouache, pittura a olio… Ha creato opere d’arte con l’ausilio del mezzo fotografico. Man Ray è un artista e rivendica questa etichetta. Certo, ha realizzato opere commerciali per la moda o per clienti occasionali. Ma spesso queste fotografie diventano grazie a lui opere d’arte.

Anche Robert Mapplethorpe parte dalla pittura per approdare al mezzo fotografico, usato per scolpire in bianco e nero la bellezza e la sensualità della forma. Nella sua ricerca ha cercato e in certi casi ottenuto un equilibrio tra forme classiche ed elementi contemporanei. Dal collage al riutilizzo di fotografie cestinate da altri, Mapplethorpe si fa conoscere cominciando a fotografare amici e conoscenti, che diverranno artisti famosi.

L’allestimento alla Fondazione Marconi propone fotografie, dipinti e oggetti di Man Ray, che coprono un arco di tempo che va dagli anni venti agli anni settanta, accanto a 25 lavori di Robert Mapplethorpe, realizzati tra il 1975 e il 1986. Si contrappongono così i ritratti della culturista Lysa Lyon, musa e collaboratrice di Mapplethorpe, a quelli di Woman in Bondage di Man Ray. Il dialogo prosegue accostando i rispettivi punti di vista sul nudo, l’attenzione posta su particolari, dettagli o scene corali.

L’allestimento di Milano è realizzato parallelamente alla mostra Robert Mapplethorpe. La perfezione della forma, dal 21 marzo al 16 giugno al Museo d’Arte di Lugano. Un progetto diretto da Bruno Corà, che ha firmato anche un testo introduttivo per il catalogo della mostra alla Fondazione Marconi, che parte dalle ‘qualità inedite’ di entrambi gli artisti.

Man Ray - Robert Mapplethorpe alla Fondazione Marconi di Milano
Robert Mapplethorpe- Ken, Lydia and Tyler,  1985  stampa in gelatina  d’argentoRobert Mapplethorpe - Lisa Lyon, 1981  stampa in gelatina  d’argentoRobert Mapplethorpe - Jennifer Jakobson,  1981  stampa in gelatina  d’argentoMan Ray -  Juliet   1948  fotografia Man Ray - Robert Mapplethorpe alla Fondazione Marconi di MilanoMan Ray - Robert Mapplethorpe alla Fondazione Marconi di MilanoMan Ray - Priape  1920 -1972  marmo bianco Man Ray -  Senza titolo  1959  Rayograph, vintage print Man Ray  - Nudo  1930  fotografia solarizzata new  printMan Ray -  Senza titolo  1938  Rayograph later print  applicato a tavola

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martedì 16 marzo 2010

Il castello di carte più grande del mondo, opera di un architetto americano

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Performance Scultura Creatività Architettura


Il castello di carte da gioco più grande del mondo lo ha realizzato un architetto americano. E’ fatto di 218.792 carte e riproduce in scala il Venetian Macau, il casinò cinese in cui è esposto.

Bryan Berg ha usato ben 4.051 mazzi di carte e 44 giorni per riuscire nella sua impresa, che è subito entrata nel Guinness dei primati ufficiale.

Nel video dopo il continua potete ammirare Bryan alle prese con un’altra delle sue imprese in giro per il mondo: un filmato di video art in stop motion, naturalmente realizzato con carte da gioco.

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