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Fiori sospesi in aria e fotografati

Una strana tecnica misteriosa e una macchina fotografica hanno immortalato questi fiori…

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Disegni in 3D…

Disegnare con i gessetti colorati per strada può portare a risultati decisamente…

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'Valentina…

Si apre a Palazzo Incontro di Roma mercoledì 30 maggio 2012…

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Sten e Lex a Roma e Gaeta a Maggio per una street art itinerante

Pubblicato da Eleonora Santonocito

Sten e Lex

Sten e Lex dopo il Festival Openwalls 2012 di Baltimora tornano in Italia con due appuntamenti. Il primo a Roma dove parteciparanno il 23 Maggio all’evento Presentazione di Artisti in Residenza di Urban Aren, con il writer milanese Bros, il secondo a pochi chilometri da Roma, nella cittadina di Gaeta, dove si sta svolgendo un interessante festival di street art Memorie Urbane. La coppia di artisti sarà a Gaeta dal 27 al 1 Giugno per trasformare la torretta Enel con i loro stencil e per occupare il cartellone formato 6×3 dedicato alla pubblicità.

Non sorprende che i due ragazzi dall’identità anonima soprattutto per i media, siano stati invitati dallo stesso Banksy al Cans Festival di Londra. La loro originalità è stata riconosciuta a livello internazionale. Infatti sono i primi ad aver diffuso lo “Stencil Graffiti” nelle strade, quando nel 2000 un pò per gioco e soprattutto per passione hanno scoperto questa tecnica. Hole School è una definizione che hanno dato stesso loro al genere, caratterizzato dall’effetto ottico di linee geometriche bianche e nere che solo viste da lontano vanno a formare il ritratto. Poster e Stencil dai tratti grafici riuniti dalla tecnica del decollage prediletto da grandi artisti del passato Jacques Villeglé o Mimmo Rotella. A Gaeta Sten e Lex si cimenteranno in un mix di nuove tecniche come quelle viste al Brancaleone di Roma dove le linee seguono un percorso più espressivo anzichè geometrico e tecniche già usate. Insomma, non resta che aspettare!

Sten e Lex Sten e Lex

Foto| Dal sito di Sten e Lex

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condividi condividi 0 commenti martedì 22 maggio 2012

Il vero volto della Venere del Rodano

Pubblicato da Sara R.


Bella era bella, non c’è che dire, i danni del tempo e gli insulti degli anni non sono riusciti a cancellarne il fascino, il suo collo possente le labbra carnose e gli zigomi imponenti continuano ad affascinare ancora oggi, a ben 2000 anni di distanza dalla sua “nascita”. Non si tratta in fondo di una semplice statua, non soltanto di un pezzo di “canone aureo” incarnato in fibre di pietra, bensì di un vero e proprio manuale di estetica classica che va sotto il nome di “Venere del Rodano”. Una testa magnifica, ritrovata nel letto del fiume Rodano durante la famosa campagna di scavi che ha dato luogo ad una serie di grandi esposizioni, come quella del Louvre che vi abbiamo già presentato ieri, restituita ai nostri occhi nelle sue splendide e delicate fattezze.

L’inventiva di alcuni tecnici, la volontà di riportare alla luce il volto originale di questo capolavoro ritrovato, uniti alle potenzialità del programma di grafica computerizzata ZBrush, e alla collaborazione del Musée départemental Arles antique, hanno ridato alla Venere tutto il suo charme e la sua fluente capigliatura pregevolmente acconciata.

Via | 2asm-rhone-cesar.blogspot.it

la Venere del Rodano
la Venere del Rodanola Venere del Rodanola Venere del Rodanola Venere del Rodano

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"The Great Wall of Vagina": le vagine secondo Jamie McCartney

Pubblicato da Anna Castiglioni

grande muro vagina

La serie di opere dello scultore Jamie McCartney non ha bisogno di molte spiegazioni: è un muro di vagine. In quattro anni l’artista inglese ha prelevato i calchi in gesso degli organi genitali di 400 donne, ora esposti in grandi pannelli. La mostra di McCartney in cui si inserisce il Grande Muro si intitola Skin Deep ed è stata da poco inaugurata nella galleria Hay Hill di Londra. Mera provocazione? Pornografia? Nulla di tutto ciò. Anzi, quasi un’opera a scopo sociale, che l’artista inglese ha fortemente voluto per esorcizzare ansie da prestazione, fisime e complessi derivanti dall’abuso della pornografia e dalla moda della vaginoplastica scoppiata in Inghilterra negli ultimi anni. Ecco come spiega la serie di sculture:


“È un modo per andare oltre le allusioni alla pornografia. I genitali, se considerati al di fuori del corpo, non sono per niente sexy, e quando sono così numerosi lo sono ancora meno. Inoltre i calchi completamente bianchi eliminano ogni questione di razza o colore. La gente mi chiede com’è stato lavorare con 400 vagine. Mi piace sottolineare il fatto che in realtà ho lavorato con 400 donne. Ho sentito un sacco di storie e di opinioni che di certo hanno influenzato la mia comprensione su svariatedi questioni femminili. Mi piace pensare che mi abbia aiutato a crescere un po’.”

L’idea di The Great Wall of Vagina è nata in seguito ad un’altra scultura murale dell’artista, The Spice of Life, in cui metteva a confronto 18 coppie diverse di genitali maschili e femminili e seni, compreso il suo pene:


“Temevo di non essere all’altezza, perché non nascondevo un arnese da film porno nelle mutande. Dopo aver realizzato quella scultura, mi sono reso conto di non avere nulla di cui preoccuparmi. Le donne che si sono prestate per i calchi si sono sentite esattamente come me, quindi ho pensato che potesse essere una cosa terapeutica”.

Il Grande Muro della Vagina
Il Grande Muro della VaginaIl Grande Muro della VaginaIl Grande Muro della VaginaIl Grande Muro della Vagina

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Blogo.it disponibile su Google Currents!

Pubblicato da Magno


Da oggi potete leggere le notizie di Blogo.it anche con Currents di Google, il nuovo sistema che ottimizza la lettura delle vostre fonti preferite per Android e iOS.

Oltre al nostro Blogo Today per iPad e per iPhone, potete scaricare la nuova app Currents di Blogo da questo link: avrete il flusso delle nostre notizie sempre a portata di mano, divise nelle sette categorie madre. Per chi di voi legge un solo blog del network, sono disponibili anche app singole:

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Arte e carta igienica: i ritratti di Nina Katchadourian

Pubblicato da Barbara

I ritratti nelle toilette degli aereiSiamo tutti rimasti abbagliati dalla bravura dei pittori fiamminghi e dal fascino della loro ritrattistica che ha infatti ispirato svariati film e romanzi storico/artistici; nella loro ieariticità quei ritratti continuano a ispirare l’estro creativo nei modi più impensati e adesso ne abbiamo una versione con i lavori dell’artista californiana Nina Katchadourian.

Dimenticatevi le tavolozze piene di sfumature e di pigmenti, scordatevi le moltitudini di pennelli di ogni foggia e dimensione, l’odore dei diluenti, gli stracci macchiati di ogni colore; qui l’arte ispirata al XVmo secolo, si fa con i pezzi di carta igienica, i copri-tavoletta del wc, e le salviette che normalmente trovi nelle toilette degli aerei.

Un progetto nato quasi per caso che vede la serie “Seat Assignment” comprendere 2.500 tra foto e video, tutti realizzati con un semplice smartphone (sempre più medium artistico) durante 70 voli, utilizzando solo l’illuminazione dei bagni. Un’idea originale e a suo modo geniale, che potremmo inserire in un nuovo filone tipo InFlight Art, o Toilet Performance Art? A questo punto però io farei anche una serie di ritratti sulla gente che intanto aspettava fuori in coda!

I ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina KatchadourianI ritratti nelle toilette degli aerei di Nina Katchadourian

Foto | Nina Katchadourian

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Lo spettacolo di Gauguin & Van Gogh nelle pietre della Provenza

Pubblicato da Sara R.


Se le hanno chiamate Carrières de Lumières, le cave della luce, ci sarà pure un motivo valido, o forse più di uno visto che questi luoghi, scavati nella pietra della suggestiva Valle dell’Inferno, per estrarre la bauxite e il calcare utilizzati nella costruzione del vicino Château e della Cité des Baux des Provence sono stati destinati ad un uso ben più culturale. Scoperti come scenario cinematografico negli anni ‘60 dal genio visionario di Jean Cocteau, che meravigliato dalla bellezza dell’ambiente decise di ambientarvi il suo “Testamento d’Orfeo”, e poi reinterpretati, a partire dal decennio successivo, dal progetto dello scenografo Joseph Svoboda, sono ormai pronti a ritagliarsi un ruolo di tutto rilievo nella messa in scena di spettacoli “ad alto contenuto artistico”. Le muraglie rocciose di 14 metri di altezza, che li costituiscono, rappresentano altrettanti supporti naturali per mettere in valore la luce, inglobando totalmente il visitatore che viene così trascinato in una dimensione altra.

Un teatro ideale per la valorizzazione di spettacoli audio-visuali come “Gauguin, Van Gogh, les peintres de la couleur”, un turbinio cromatico di ben cinquecento capolavori, messo a punto da un’equipe nostrana formata da Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi e esplicitato nella più grande istallazione video fissa mai realizzata in Francia. Un impianto tecnico d’eccezione per un’applicazione specifica delle competenze, che ha portato alla nascita di un viaggio immaginario e magnetico nei rapporti tra i due artisti. Peregrinazione accompagnata dagli stralci di alcune corrispondenze, come quelle tra Vincent Van Gogh e il fratelo Théo, che aggiunge la sonorità della parola agli echi delle forme.

Via | gauguin-vangogh.com

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Arles, gli scavi del Rodano e Giulio Cesare al Louvre

Pubblicato da Sara R.

Dagli scavi del Rodano al Louvre
“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio…” Ed ecco che persino il Louvre mette in valore gli scavi effettuati nella zona del fiume Rodano a due passi dalla cittadina di Arles, l’antica COLONIA JVLIA PATERNA ARELATE SEXTANORVM. La prestigiosa istituzione parigina ha lavorato in partnership con il locale museo dipartimentale Arles antica, per organizzare un grande evento congiunto. Il risultato, elaborato sotto la guida degli esperti curatori Claude Sintès e Jean-Luc Martinez, è attualmente esposto presso l’ala Richelieu e sarà visibile, sotto il nome di “Arles, les fouilles du Rhône. Un fleuve pour mémoire”, fino al 25 giugno.

L’insieme, costituito da una serie di pezzi emblematici ritrovati durante il minuzioso lavoro di scavo, ricostruisce il ruolo dello stesso fiume, selvaggio compagno carico di storia, che testimonia ancora oggi del ricco passato di Arelate, città dall’architettura imponente e dalla fiorente attività commerciale. Oggetti rarissimi, per la maggior parte in bronzo, frammenti strutturali, statuette votive, capolavori dell’oreficeria, gioielli, anfore e elmi istoriati, provenienti dagli enti organizzatori, ma anche dal musée Calvet d’Avignone e dal Museo di Torino che ha fornito quello che era considerata, fino al 2007, anno della scoperta del cosiddetto “busto di Arles”, la sola rappresentazione in bronzo raffigurante Giulio Cesare. Vent’anni di sforzi archeologici e un vero e proprio tesoro, per riscoprire un nuovo volto del celeberrimo Giulio Cesare.

Via | louvre.fr

Dagli scavi del Rodano al Louvre
Dagli scavi del Rodano al LouvreDagli scavi del Rodano al LouvreDagli scavi del Rodano al LouvreDagli scavi del Rodano al LouvreDagli scavi del Rodano al LouvreDagli scavi del Rodano al LouvreDagli scavi del Rodano al Louvre

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I dinosauri di Andy Council che si mimetizzano nella città

Pubblicato da Eleonora Santonocito

andy Council

A Bristol il 26 Maggio nascerà un altro dinosauro. Nella cittadina inglese dove la street art detta le sue regole, Andy Council illustratore e street artist, allo Zion Community Art Centre farà materializzare una nuova scultura-dinosauro, dal nome di Zionasaurus, pronto ad aggirarsi nella città certo di non essere scoperto.

Se fin’ora i dinosauri erano esseri a metà strada tra il fossile e la fantascienza, Andy Council, che ha studiato Animazione al Bournmouth’Art College li ha resi degli esseri mimetici, abitanti disinvolti delle nostre città, perfetti anche per decorare un museo come l’M-Shed di Bristol. La cosa più bizzarra delle sue illustrazioni è il gioco di contrasti, il passato anche il più remoto che si mescola al futuro. Infatti tutti i dinosauri sono della stessa sostanza di cui sono fatte le città. Città contemporanee, super illuminate, trafficate e dove la vita scorre con indifferenza. I loro corpi mastodontici portano a spasso pesanti grattacieli, strade e monumenti storici con leggerezza, sfidando ogni logica.

Oggetti di tutti i tipi, come scarpe Hot Dog, ombrelloni di spiaggia, costituiscono la prima pelle dei suoi soggetti, non sempre dinosauri, capaci di nascondersi ovunque e di far apparire il mondo un simpatico fumetto.

andy Council andy Council

Foto| Dal sito di Andy Council

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"Invisible: Art about the Unseen 1957-2012": a Londra va in mostra l'invisibile

Pubblicato da Miriam Leto

invisible art

Alla galleria d’arte londinese Hayward andrà in scena prossimamente una retrospettiva dal titolo “Invisible: Art about the Unseen 1957-2012″, dove saranno esposte le opere “invisibili” di noti artisti tra cui Andy Warhol, Yves Klein, Yoko Ono e Gianni Motti. Questa è la prima mostra “unseen” nella storia della Gran Bretagna. Dal titolo si può già intuire che questa collettiva richiederà da parte del pubblico un lavoro d’immaginazione alquanto intenso, dato che la peculiarità delle opere d’arte, in questo caso, sta proprio nell’essere “black canvas”, tele vuote, sculture trasparenti, spazi e installazioni in realtà inesistenti.

Provocazione, ironia? Una mossa decisamente coraggiosa quella della Hayward, destinata ad innescare un dibattito acceso e vivace, ma anche a diventare un must see per tanti curiosi. In realtà c’è una lunga storia dietro al movente dell’arte invisibile, già al Centre Pompidou di Parigi, c’era stata nel 2009 un’installazione di questo genere, e lo stesso direttore della Hayward Gallery, Ralph Rugoff, aveva proposto una mostra di questo a tipo anche San Francisco nel 2005. La mente dietro a tutto ciò, non può essere che l’artista Marcel Duchamp, creatore del ready-made e padrino dell’arte concettuale e di tanta arte contemporanea.

Nel 1957 Duchamp aveva infatti dichiarato che “è lo spettatore che fa il quadro” ed è la nostra risposta soggettiva all’arte che lo fa vivere. Noi non siamo spettatori passivi del genio dell’artista, ma i giocatori attivi che danno un senso al lavoro artistico. Arte generosa e creativa o arte simulata e ingannevole? A voi l’ardua sentenza.

A Londra va in mostra l'arte invisibile A Londra va in mostra l'arte invisibile A Londra va in mostra l'arte invisibile

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La Bretagna e il Festival ART ROCK

Pubblicato da Sara R.


Sarà un ricco programma di eventi, performance, esposizioni, incontri culturali, degustazioni e concerti, quello che si troveranno davanti i cittadini ed i visitatori, accorsi per l’occasione in quel di Saint Brieuc, ridente cittadina bretone arroccata sull’omonima baia. Fremono infatti gli ultimi preparativi in vista del debutto dell’edizione 2012 del Festival ART ROCK, la tre giorni interamente dedicata all’esplosione delle espressioni artistico-musicali contemporanee che registra, come una fotografia dai confini netti ed affascinanti, esponenti affermati e nuovi volti.

Si parte il prossimo venerdì, per poi proseguire durante tutto il week-end di intense sollecitazioni sensoriali, in un avvento di Pentecoste tutt’altro che religioso. Perché a Saint Brieuc, la festa coincide, ormai da parecchi anni, con uno spirito di scoperta e di esaltazione che si propone di sfidare ogni classificazione di genere, sovvertendo e miscelando linguaggi solo apparentemente distanti. Dall’arte digitale al teatro all’italiana, passando per la musica e la danza, storiche colonne del divertimento made in ART ROCK, le strade sono già pronte ad accogliere la fibrillazione e ad accendersi di sorprese! Stavolta è il turno di Charlie Winston, Dionysos, Etienne de Crecy, Puppetmastaz, Thomas Dutronc, C2C, Orelsan, Shaka Ponk, Brigitte, Stephen Marley, 1995…

Via | artrock.org

Festival ART ROCK 2012
Festival ART ROCK 2012Festival ART ROCK 2012Festival ART ROCK 2012

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