Dal 13 marzo al primo maggio la galleria ModenArte presenta una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri. “Alberto Burri: Cellotex. La strategia della materia” raccoglie una decina di opere appartenenti al periodo ‘82-’93, quando il maestro, coerentemente con la sua poetica, si è dedicato a una materia assai originale, il cellotex, uno speciale composto industriale costituito da legno compresso, utilizzato nella costruzione dei tetti.
Il cellotex si piega alle esigenze dell’artista, gli offre delle superfici piane per esprimere incontri cromatici e lavorare, ancora una volta, su un materiale, sempre al centro delle opere di Burri; esso infatti è sempre soggetto, e non strumento, dell’opera d’arte (una parte di quelle esposte nella gallery sarà compreso nella mostra).
Ad accompagnare questo ciclo, opera matura di Alberto Burri (quando le realizzò aveva circa 70 anni), vi sono 20 serigrafie realizzate tra il 1986 e il 1988, a testimonianza di uno dei percorsi più eclettici e originali della storia dell’arte italiana di oggi.

Apre oggi sabato 6 Marzo a Palazzo Reale di Milano, Fuoco, da Eraclito a Tiziano, da Previati a Plessi, un percorso diviso in undici sezioni (Fuoco creatore, Fuoco nel mito, Fuoco sotterraneo, Rinascita, Fuoco utile, Fuoco della comunità, Paure ancestrali, Luce di redenzione, Luce e tenebre, Apocalissi di conoscenza, Dis-velamento), che celebra la potenza creatrice e distruttrice del fuoco, elemento che ha influenza la vita materiale e spirituale dell’uomo.
La mostra, che resterà aperta fino al 6 giugno 2010, presenta opere di artisti come Tiziano, Gaetano Previati (nella foto Il carro del sole), Alberto Burri, Warhol, Guttuso, Leonardo, Tintoretto, Cranach, Domenichino, Bill Viola e conduce una riflessione sulla storia del pensiero occidentale. Dal culto egizio del Dio Sole ai presocratici, da Eraclito alla mistica medievale del fuoco purificatore.
La mostra si inserisce all’interno del progetto I 4 elementi, avviatosi nel 2009 con la mostra L’anima dell’acqua. Il Fuoco unirà a fine marzo Palazzo Reale con la Pinacoteca di Brera, grazie alla videoinstallazione Deserts di Bill Viola.
Dopo la mostra dedicata ad Alan Rankle e Kirsten Reynolds, aprirà il prossimo 25 marzo alla Fondazione Stelline una collettiva curata da Giorgio Verzotti sul tema dell’essenzialità nella pratica artistica.
50 le opere in mostra, e i nomi degli artisti non lasciano dubbi sulla “semplicità” dei lavori: da Richard Long a Niele Toroni, da Alberto Burri a Lucio Fontana, da Tony Cragg a Bruce Nauman, da Grazia Toderi a Luca Trevisani. Semplicità nelle relazioni e nei significati, semplicità nei materiali e semplicità nell’approccio creativo caratterizzano da sempre i percorsi degli artisti in mostra, ma le loro opere presentano sicuramente una complessità che emerge nel loro lato concettuale e nella reazione emotiva dello spettatore.
Sulla carta, un’esposizione necessaria e più che interessante, in tempi di espressioni artistiche spesso forzatamente complesse e incomprensibili alla maggior parte del pubblico. Inaugurazione il 24 marzo alle ore 18.30, mostra aperta fino al 20 giugno.
Le opere di Lucio Fontana e di Alberto Burri sono protagoniste di una mostra che, dal 15 novembre al 14 marzo 2010 a Palazzo Valle di Catania, metterà a confronto la produzione artistica dei due grandi maestri. “Burri e Fontana. Materia e Spazio” è un titolo che rende bene le caratteristiche principali di questi due artisti: Fontana, costantemente attratto dal’idea di sottrazione, dalla semplificazione dotata di risvolti metafisici e meta-artistici, e Burri, concentrato al contrario sull’idea di “spessore”, di fisicità.
Saranno esposte circa 100 opere, e una sezione sarà dedicata ai bozzetti e ai disegni preparatori, un bel modo per introdurre lo spettatore nella fucina di due degli artisti italiani che più hanno contribuito a innovare e influenzare l’arte. Un’occasione a mio parere imperdibile, quella di vedere a confronto questi due grandi geni che, ne sono quasi certo, avrebbero apprezzato molto il fatto di trovarsi faccia a faccia, a confrontare la loro arte così diversa e allo stesso tempo così importante.
“Burri e Fontana. Materia e Spazio”.
Catania, Palazzo Valle,
15 novembre 2009 – 14 marzo 2010.
Biglietti: 8 euro (ridotti 5).

Andranno all’asta l’8 dicembre (ma si potranno vedere a partire dal 5) presso Finarte la collezione d’arte di Alitalia. Si tratta di quasi 200 pezzi, che sono stati accumulati principalmente negli anni Cinquanta e Sessanta. Sono opere, tra gli altri, di Francesco Lo Savio, Alberto Burri e Lucio Fontana. Il pezzo più ambito, però, è il dipinto “Zeus partorito dal sole” di Gino Severini. Il valore minimo di tutte le opere dovrebbe essere 1 milione di euro, ma si prevede che il ricavato totale possa essere di molto superiore a questa cifra. Staremo a vedere e, agli interessati, buona fortuna.
In Abruzzo, nel borgo medievale di Castelbasso, in provincia di Teramo, aprirà il 21 giugno una personale di Alberto Burri, per la prima volta in questa regione! Che bel segnale di vita culturale, dopo il terremoto…
Quattri grandi sale di Palazzo Clemente ospiteranno circa venti opere dell’artista umbro, celebre in tutto il mondo per le sue “Combustioni” e i suoi “Cretti”, ma non solo. Non si tratta di un’antologica, ma di una mostra che vuole evidenziare l’importanza dei materiali nell’arte informale di Burri, che è sì una pittura, ma fatta di catrame, muffe, caolino, legno, ferro, sacchi, cellotex.
Alberto Burri iniziò il suo percorso creativo in un campo di detenzione in Texas, dopo esser stato fatto prigioniero dagli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Era laureato in medicina: i materiali di fortuna che trovò nel campo diedero l’impulso iniziale allo sviluppo della sua arte, e tornato in Italia si dedicò totalmente alla produzione artistica, con enorme successo. Prese parte alla fondazione del gruppo Origine, e divenne uno dei massimi protagonisti dell’arte del XX secolo.
Personalmente amo molto Burri, e i momenti passati davanti ai suoi grandi “Cretti” esposti nella mostra dello scorso inverno in Triennale li ricordo come molto “intensi”. Ma sono un po’ lontana dall’Abruzzo…
Fino al 30 agosto.

Se l’asta tenutasi da Sotheby’s il 5 febbraio scorso aveva fatto ben sperare gli addetti ai lavori su un effetto mite della crisi economica sul mercato dell’arte, la vendita tenutasi da Christie’s l’11 e il 12 febbraio ha decisamente frenato l’ottimismo.
La vendita serale è stata a dir poco fulminea: 31 lotti battuti in soli 36 minuti con un incasso di 8.392.750 sterline inglese, la cifra più bassa totalizzata da Christie’s negli ultimi cinque anni. Due delle opere di maggiore importanza sono rimaste invendute: si tratta di Man in Blue IV di Francis Bacon, e di una tela di Mark Rothko Green, Blue, Green on Blue, stimato tra i 2,5 e i 3,5 milioni di sterline.
Il fatto che i compratori abbiano snobbato due maestri del genere mette in discussione la tendenza a preferire nomi consolidati a fenomeni modaioli, rimescolando le carte in tavola nei trend di mercato. Tra gli invenduti anche artisti amatissimi come Robert Indiana, Richard Prince e Anish Kapoor.
Bene Jeff Koons, comprato da Mr. Gagosian sempre pronto a mantenere alte le quotazioni dei suoi artisti. Buoni risultati anche per artisti italiani “classici” come Alberto Burri, la cui Combustione Plastica è stata la seconda opera più pagata (825.000 sterline inglesi) dell’asta.
Il management di Christie’s parla di acquisti “più disciplinati” e di situazione non preoccupante. Pare però che il mercato dell’arte non sia definibile in questo particolare momento storico. Solo il tempo e le prossime aste sapranno svelare di più.
Continua a leggere: Sottotono l'asta d'arte contemporanea di Christie's
La Triennale di Milano presenta, fino all’8 febbraio 2009, una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri, uno dei grandi maestri dell’arte del XX secolo, assente dalla città dal 1984 (a causa di una polemica iniziata nel 1989 con l’amministrazione cittadina che aveva autorizzato la distruzione del Teatro Continuo, struttura progettata da Burri nel 1973 nel parco Sempione in occasione della XV Triennale).
Piuttosto ampia, la mostra si estende su due piani, coprendo 2500 mq di superficie dove viene illustrato in modo cronologico il percorso di Burri sia come artista che come uomo. Non sono esposti solo i capolavori più noti degli anni Cinquanta ma anche le opere successive, che mettono in evidenza la sua capacità di rinnovamento e l’impiego di materiali extrapittorici tanto influenti nelle correnti artistiche fino ai giorni nostri. Presentate per la prima volta opere inedite, alcune per l’Italia come il ciclo “Architetture con cactus”, altre in assoluto come la serie dei “Neri”.
La prima parte dell’esposizione documenta la fase iniziale dell’artista attraverso i catrami, le muffe, i gobbi, i sacchi, i legni e i ferri. Le fasi successive sono analizzate sempre attraverso i materiali che si modificano passando alle plastiche trasparenti, colorate e su cellotex, bianchi e neri, ai cellotex monocromi e colorati, neri e oro, cretti e oro.
E’ un omaggio ad Alberto Burri, la mostra antologica “Burri opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio“, curata da Bruno Corà presso la Fondazione Magnani Rocca, che possiede nella sua collezione permanente due opere dell’artista.
Accanto a lavori di grande formato sarà possibile vedere quelli di piccola dimensione insieme ad altri meno comuni come libri d’artista in edizione limitata.
Burri opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio, Fondazione Magnani Rocca, Parma, dall’ 8 settembre al 2 dicembre
Via | Tribenet

L’associazione non è immediata, ma a mio giudizio questa trovata di Valentino non è interamente farina del suo sacco. Il pannello è stato messo davanti allo showroom di via Condotti a Roma, ma questo rosso intenso, queste superfici mosse e tormentate del nastro mi ricordano qualcosa: il Grande Rosso P18, una delle più celebri combustioni di Alberto Burri, conservata alla Galleria d’arte Moderna di Roma.