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Tutti gli articoli con tag Alexander Calder

Jeff Koons dipingerà un'automobile per il BMW Art Program

pubblicato da Giovanni De Stefano


E’ una tradizione BMW che dura dal 1975 quella rappresentata dal progetto Art Car, giunta quest’anno alla sua trentacinquesima edizione. Si assegna periodicamente a un artista di fama mondiale il compito di decorare un’automobile a modo suo, dando libero sfogo alla sua creatività. E i risultati sono stati spesso sorprendenti.

Questa volta la scelta è caduta su Jeff Koons. O, meglio, è stato Koons a scegliere BMW, visto che sono anni che è un appassionato del marchio bavarese e, in più, dal 2003 attendeva di poterne decorare una all’interno dell’Art car Program. Il primo artista a partecipare al programma fu Alexander Calder, ma anche Roy Lichtenstein e Andy Warhol hanno dato il loro contributo.

L’ultimo esempio di BMW Art Car era stato firmato nel 2007 da Olafur Eliasson.

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Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti

pubblicato da Lorenzo Mazza

Si respirerà l’aria fine dell’arte dei maestri a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, dal 28 febbraio al 2 giugno 2010, dove una mostra celebra Aimé Maeght (nella foto insieme ad André Breton), editore e gallerista nella Parigi del secondo novecento. Amico di gente come Bonnard, Georges Braque, Alexander Calder, Marc Chagall, Alberto Giacometti, Fernand Léger e Joan Miró, fondò a Saint-Paul de Vence, vicino Nizza, la Fondazione che porta il suo nome, crocevia di artisti da tutto il mondo.

I curatori Tomàs Llorens e Boye Llorens hanno proposto per la mostra di Ferrara una cifra stilistica che guarda alla storia dell’arte dalla prospettiva di mercanti e galleristi. Circa 100 opere tra disegni, sculture, fotografie e ceramiche create nel periodo compreso tra il 1945 (anno dell’inaugurazione della galleria parigina) e il 1964, anno di nascita della Fondazione Maeght.

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Per grandi e per bambini: Calder e Lionni. Una storia di amicizia

pubblicato da michele

Calder e Lionni

Si è già parlato qui della mostra romana dedicata a Calder. Vorrei ora puntare l’attenzione su un’interessante iniziativa correlata: un omaggio all’amicizia tra Alexander Calder e il poliedrico Leo Lionni (pittore, scrittore, illustratore), due grandi artisti anche amici nella vita, che il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha voluto fare attraverso una serie di laboratori, dedicati, appunto, ai grandi e ai più piccini.

Durante questi incontri, il programma lo trovate qui, i più piccoli potranno visitare la mostra di Calder con una speciale guida, porre domande, farsi spiegare la genesi, la vita, le opere di questi due grandi artisti. Inoltre, potranno tastare con mano i moltissimi libri di Lionni che, ispirato a Calder, ha voluto illustrare proprio per loro. Una serie di laboratori, inoltre, li farà immergere di persona nel mondo artistico di Calder e Lionni.

Lionni, fortemente ispirato dalla poesia artistica di Calder, aveva avuto modo di conoscere l’artista americano a New York, dove si era recato per sfuggire alle leggi razziali e dove lavorava come art director per il gruppo editoriale Time. Ed è proprio la storia di quest’amicizia che sarà al centro dei laboratori e delle visite personalizzate.

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Alexander Calder: a Roma una grande retrospettiva

pubblicato da Elisa

Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni

Rimarrà aperta fino al prossimo 14 febbraio la mostra “Calder” al Palazzo delle Esposizioni di Roma, un grande tributo ad uno dei maestri dell’arte del XX secolo.

110 opere in mostra, tra cui pezzi celebri come “Gibraltar” (in prestito dal MoMA), “Tightrope” (dalla Fondazione Calder di New York), “Big red” (dal Whitney Museum di New York) e “Le 31 janvier” (dal Centre Pompidou). Oltre i suoi celebri “mobile”, emblema dell’arte cinetica che accompagnarono Calder in tutto il suo percorso artistico, in mostra le sculture degli esordi, dipinti, wire sculptures, gouaches, standing mobiles, lavori in vetro e bronzo. Sette le sezioni, a documentare l’evoluzione di Calder, dal figurativismo all’arte astratta, dall’invenzione allo sviluppo dei “mobile” e degli “stabile” (sculture statiche, così definite da Jean Arp).

Movimento, leggerezza, spazio aperto, grandezza… a volte penso che le sculture di Calder trovino la loro migliore dimensione all’esterno, negli spazi pubblici, per i quali effettivamente l’artista ha realizzato opere splendide in molte città. L’unico esempio italiano è il grande “Teodolapio” che dal 1962 occupa lo spazio antistante la stazione ferroviaria di Spoleto: si tratta del primo “stabile” monumentale di Calder, eretto in occasione del V Festival dei due Mondi.

“Pura ‘joie de vivre’. L’arte di Calder è la sublimazione di un albero nel vento”: Marcel Duchamp descrisse così l’opera di Alexander Calder del 1950. Non credo esista definizione migliore…

Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni
Alexander Calder al Palazzo delle EsposizioniAlexander Calder al Palazzo delle EsposizioniAlexander Calder al Palazzo delle EsposizioniAlexander Calder al Palazzo delle Esposizioni

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I gioielli di Alexander Calder in mostra a Dublino.

pubblicato da Elisa

I gioielli di Alexander Calder

E’ sempre interessante visitare mostre che presentano il côté meno conosciuto della produzione di un artista: fino al 21 giugno l’Irish Museum of Modern Art ospita una mostra dedicata alle preziose creazioni di Alexander Calder (1898-1976), celebre per i suoi mobiles, massima espressione dell’arte cinetica semplice.

Oltre a mobiles e sculture, Calder durante la sua vita ha progettato e realizzato oltre 1500 gioielli a partire dal 1920, quando adornò la bambola di sua sorella con del cavo di rame raccolto per strada. Calder spesso regalava le sue creazioni a familiari e amiche, come Peggy Guggenheim, o a mogli di amici come Mirò, Chagall, Buñuel e Duchamp. Peggy Guggenheim, meravigliosa, diceva “Metto un orecchino di Calder e uno di Tanguy per dimostrare la mia imparzialità tra l’astratto e il surrealismo”.

I gioielli di Calder sono realizzati a mano in ottone, argento, oro, e sono spesso decorati con materiali di recupero com pezzi di ceramica, legno, ciottoli o legno. Da questi meravigliosi pezzi emerge la stessa semplicità lineare e tridimensionale dei suoi mobiles, oggetti d’arte senza tempo, attuali e stravaganti, sicuramente poetici.

Nessuno dei pezzi è entrato nella produzione di serie, non ci sono multipli. Collane, bracciali, anelli, orecchini, che hanno sicuramente una relazione con i mobiles e le sculture di Calder: curvilinei, biomorfi, leggeri, si muovono e si animano una volta indossati. Un filo li lega e li genera, proprio come gli immortali mobiles.

I gioielli di Alexander Calder
I gioielli di Alexander CalderI gioielli di Alexander CalderI gioielli di Alexander CalderI gioielli di Alexander Calder

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