Dal 26 marzo al 6 settempre al Guggenheim di New York si potrà vedere un’interessante mostra fotografica e video: “Haunted: Contemporary Photography/Video/Performance”. L’intento è quello di riflettere sull’ossessione delle immagini, sul processo che, partito dagli anni ‘60 con Warhol, ha riportato la fotografia alcentro della composizione artistica.
Ma l’ossessione è anche (e soprattutto) quella verso il passato: attraverso una sessantina di opere di artisti affermati o nuovi nomi. E la fotografia si sposa, a partire dagli anni ‘70, con la performance: ne crea un repertorio visivo che coglie l’istante che, per la performance più di qualsiasi altra arte, è fuggente.
E così ritroviamo le immagini di performance di Marina Abramovic, Ana Mendieta e Gina Pane; ma anche gli scatti di Spencer Finch, Ori Gersht, Roni Horn, Luisa Lambri. Una mostra che riflette sull’immagine fotografica - la forma d’arte che è più vicina alla sensibilità di oggi - partendo dalla radice, dalle origine, mostrandoci che molto spesso, dietro all’opera d’arte, ci sono delle vere e proprie ossessioni.

Una mostra per scoprire il lato femminile nell’arte contemporanea degli anni ‘70, non è un’operazione nostalgica, ma un percorso per conoscere quelle artiste che per prime si concentrarono sull’utilizzo della corporeità, sulle differenze di genere e sulle tematiche legate all’identità femminile.
Donne. Avanguardia femminista degli anni ‘70, sarà allestita dal 19 febbraio alla Gnam - Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea di Roma. La mostra è curata da Gabriele Schor e Angelandreina Rorro, gode della collaborazione della collezione Sammlung Verbund di Vienna e sarà visitabile fino al 16 maggio 2010.
Ecco i nomi delle sedici artiste che partecipano all’esposizione, presentando un totale di oltre 200 opere. Helena Almeida, Renate Bertlmann, Eleanor Antin, Valie Export, Birgit Jürgenssen, Ketty La Rocca, Suzanne Lacy / Leslie Labowitz, Suzy Lake, Ana Mendieta, Martha Rosler, Cindy Sherman, Annegret Soltau, Hannah Wilke, Francesca Woodman, Nil Yalter.