La neonata Jerome Zodo Contemporary di Milano (ve ne abbiamo parlato qui), dedicherà dall’ 11 marzo al 17 aprile una mostra all’artista statunitense Andrew Schoultz (classe 1975), dal titolo Crisis.
Dodici opere di grandi dimensioni accoglieranno lo spettatore: quadri dalla tecnica mista, nella quale si fondono pittura, intaglio, collage, graffiti, pittura miniaturistica, e tipici dell’artista americano, famoso anche per le sue sculture e per i suoi murales. Una mostra che vuole innanzitutto essere una critica alla società moderna, o quanto meno il simbolo di una crisi che investe l’uomo contemporaneo.
A rappresentare questo concept, le sale della galleria sono state predisposte in maniera molto particolare: delle lamiere, simili a quelle dei tralicci telefonici, saanno accatastate qua e là a simboleggiare non solo la crisi della comunicazione (almeno, di quella vera), ma anche un disastro naturale (quello di Haiti) e politico.

Si chiama Jerome Zodo ed è una nuova galleria che aprirà i battenti il 21 gennaio 2010 a Milano in via Lambro 7. L’appuntamento inaugurale è la collettiva (Ex)communicate, che unisce artisti italiani e internazionali come Simmons & Burke, Terry Chatkupt, Zackary Drucker, Ben Grasso, Tigran Khachatryan, Simon Senn, Andrew Schoultz, Federico Solmi, Bertold Stallmach.
La galleria Jerome Zodo si trova proprio a ridosso della cerchia dei Bastioni di Porta Venezia ed è stata progettata dallo studio di architettura A++ di Milano. Non soltanto uno spazio neutro, uno spazio espositivo bianco, ma anche un luogo che sa diventare protagonista offrendo contenuti.
(Ex)communicate è pittura, fotografia, video, performance e installazione e si concentra quindi su un gruppo di artisti intenti a restituire un ruolo centrale al fruitore dell’opera d’arte, ciascuno offrendo la propria visione da completare. Più che opere quindi meccanismi. Per l’inaugurazione, giovedì 21 gennaio, alle 20.00 si terrà la performance di Zackary Druker.