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Tutti gli articoli con tag Andy Warhol

Paris Photo: "Des hommes et des lieux" della JPMorgan Chase Art Collection

pubblicato da Sara R.

Des hommes et des lieux

“Des hommes et des lieux” è una selezione di fotografie tratte dalla JPMorgan Chase Art Collection, “un’imponente assortimento” di più di 30000 opere d’arte esposte in 450 uffici sparsi sul globo. Un considerevole échantillon di quella che è considerata come “la più grande collezione d’arte d’impresa esistente, è esposto in questi giorni nell’ambito della quindicesima edizione di Paris Photo.

Si tratta di quattordici fotografie e “opere derivate” che rappresentano l’arco di tempo dell’ultimo cinquantennio, riunite intorno al tema: “Uomini e luoghi”. Ogni opera è accompagnata da un ritratto del suo autore. Il risultato è un ampio ventaglio che include alcuni lavori dei maggiori artisti contemporanei. Un insieme che mette “fianco a fianco”:

Lisa K. Erf, la direttrice della JPMorgan Chase Art Collection, riassume così la filosofia che ispira l’intera raccolta:

Da J.P. Morgan, pensiamo che l’arte e la cultura arricchiscono le comunità nelle quali lavoriamo e e viviamo, incoraggiando la la gente a considerare differenti prospettive e a esprimere le proprie idee. E’ in questo spirito che rendiamo omaggio a Paris Photo, che da 15 anni mette l’accento sull’innovazione, la creatività e l’eccellenza fotografica proveniente dai quattro angoli del globo.

Des hommes et des lieux
Des hommes et des lieuxDes hommes et des lieuxDes hommes et des lieux

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Buon Compleanno Julian Schnabel!

pubblicato da Sara R.

Julian Schnabel ha sessant’anni oggi!

Sessanta primavere per il regista newyorkese di origine ebraica. I suoi film hanno lasciato bocche aperte e occhi carichi di meraviglia. I suoi personaggi complessi, rotondi, pieni di genialità e di mania si sono ricomposti in mille rivoli e hanno dato vita a spaccati reali di quotidianità sofferta e trionfante. Suo uno dei portrait più convincenti di Basquiat (1996) dagli esordi alle cartoline al successo, con un occhio particolare all’intenso rapporto con Andy Warhol e allo choc per la morte di quest’ultimo (una specie di triste presagio della prossimità della fine che travolgerà anche Jean-Michel)…

… ma suo anche Prima che sia notte (2000), dipinto del poeta e romanziere cubano (costretto ad emigrare negli Stati Uniti a causa della sua omosessualità) Reinaldo Arenas, che portò il protagonista, uno straordinario Javier Barbem, dritto alla conquista del Leone d’argento alla 57ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

… e suo Lo scafandro e la farfalla (2007), magistrale adattamento dell’omonima monografia di Jean-Dominique Bauby, che gli è valso il premio per miglior regista al 60° Festival di Cannes. Commuovente descrizione della vita dell’autore dopo un ictus che lo ha completamente immobilizzato, trasposta negli sguardi profondi di un Bardem che apre orizzonti immensi con un solo battito di ciglia.

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Washington celebra Andy Warhol

pubblicato da Anna Castiglioni

Andy Warhol

Washington rende omaggio al maestro della pop art con due mostre dal titolo “Warhol on the Mall”, site lungo il National Mall, il viale di tre chilometri che si estende dal Campidoglio al Lincoln Memorial. Una è dedicata all’ossessione di Andy Warhol per i media, “Warhol: headlines” al National Gallery of Art fino al 2 gennaio 2012 e l’altra ospita un’unica opera mai esposta prima per intero lunga 150 metri, “Andy Warhol: shadows”, Hirshborn Museum fino al 15 gennaio. Quest’ultima, in particolare, comprende tutte le stampe dell’omonima serie realizzata tra il 1978 e il 1979, che a causa delle limitazioni di spazio, il museo newyorkese che acquisì le opere dall’artista nel 1979, non ha mai potuto esporre la serie nella sua interezza, ma solo a tranche di 72 pezzi.

La mostra alla National Gallery è stata ispirata da un pezzo nella collezione permanente del Museo, «A Boy for Meg» (1962), che annuncia la nascita del figlio della principessa Margaret. Ma anche e soprattutto dalla sua passione per i titoli dei quotidiani, dalle notizie sensazionalistiche e dagli scoop, tant’è che spesso ha tratto ispirazione dalle testate giornalistiche e dalle celebreties. La mostra è itinerante e basti sapere che prossimamente toccherà anche il nostro paese: proseguirà, in ordine, al Museum für Moderne Kunst di Francoforte, alla Gnam di Roma, e all’Andy Warhol Museum.

Andy Warhol - Shadows
Andy Warhol - ShadowsAndy Warhol - ShadowsAndy Warhol - ShadowsAndy Warhol - Shadows

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Cornelia Parker e i colori dell''arte politica'

pubblicato da Daniele

Dal 16 settembre al 4 dicembre sarà in mostra una selezione di opere della Government Art Collection curata dall’artista Cornelia Parker. Si tratta di 70 opere scelte tra la sterminata collezione in base alla dominante cromatica che le caratterizza - questo il criterio originale e personale che si è imposto la Parker - e disposte nello spazio prestigioso della Whitechapel Gallery. Il titolo ricalca la formula mnemonica per i colori in uso in Gran Bretagna Richard Of York Gave Battle In Vain (il cui acronimo può essere utilizzato anche per: Red, Orange, Yellow, Green, Blue, Indigo, Violet).

La Parker ha selezionato le opere i cui toni dominanti vanno dal lussureggiante tendaggio rosso del Ritratto a figura intera di Lady Anne Montagu (1626) di Daniel Mytens al giallo brillante della scultura al neon Things (2000) di Martin Creed, dal vivido Shelf-like n ° 5 - Green (1999) di David Batchelor, allo sfondo blu reale del ritratto della regina Elisabetta II (1985) di Andy Warhol. La mostra include anche opere acromatiche (almeno nella matrice) come ad esempio la divertente incisione in bianco e nero For a Politician (2005) di Grayson Perry.

La Government Art Collection ha promosso l’arte e gli artisti britannici per più di cento anni e include dipinti, sculture e altre opere d’arte dal sedicesimo secolo fino ai giorni nostri.

La selezione di Cornelia Parker dalla Government Art Collection
La selezione di Cornelia Parker dalla Government Art CollectionLa selezione di Cornelia Parker dalla Government Art CollectionLa selezione di Cornelia Parker dalla Government Art CollectionLa selezione di Cornelia Parker dalla Government Art Collection

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La fine del film

pubblicato da Daniele


In fondo sono le piccole e semplici intuizioni che generano i contenuti più interessanti del web. Il tipo che ha aperto il sito The Final Image ha avuto una di queste trovate: raccogliere in un blog-archivio l’ultimo fotogramma dei film. Ne viene fuori una galleria che regala allo spettatore vaghe reminiscenze, lampanti riconoscimenti ma anche parecchie sorprese. Così questa semplice intuizione si rivela un’idea geniale, che qualche artista capace avrebbe potuto sviluppare e sfruttare. Perché quando si entra nel mondo del linguaggio si è già dentro l’arte e se proviamo a guardare in questa prospettiva The Final Image ci accorgiamo che in fondo proviene dalla lezione di Duchamp e poi di Warhol e dell’arte situazionista. E’ vero, la decontestualizzazione di oggetti e segni è ormai acquisita a pieno titolo dall’arte contemporanea, è anzi uno dei suoi principi guida, ma è sorprendente scoprire come sia possibile impiegarla in forme sempre nuove.

In questo caso, che cosa diventa un film quando è riassunto nell’ultimo frame? Il cinema, che per statuto si fonda sulla presenza-assenza di ciò che appare sullo schermo, scompare ulteriormente, si eclissa, ma parla di sé in modo ancora più evocativo. Quello che si vede prima dell’ultimo cut è un attimo sospeso ma anche definitivo, che una volta “congelato” e riprodotto come se fosse una fotografia, comunica un senso di alterità inaspettato. Ci si sorprende ad esempio, considerata l’importanza che il nostro senso estetico dà agli incipit e ai finali delle opere narrative, di quanto alcuni di questi fotogrammi appaiano incongrui e inusuali, nel momento in cui sono sottratti al flusso temporale del film che gli conferisce senso. E di come alcuni final frame famosissimi - come quello riprodotto qui sopra, da Sentieri Selvaggi (1956) di John Ford - siano dei veri e propri quadri, più belli di qualsiasi manifesto o locandina, ma anche di molta sedicente arte.

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La nuova frontiera del restauro dei quadri passa per l'ossigeno atomico della Nasa

pubblicato da Lorenzo Mazza


Al Glenn Research Center della Nasa non si studiano soltanto nuovi prototipi di navicelle spaziali. I progressi derivati dalla ricerca astrofisica vengono applicati anche sulla terra e così gli scienziati hanno scoperto che l’ossigeno atomico è davvero utile nei processi di restauro dei dipinti antichi.

Lo hanno potuto sperimentare gli esperti del Cleveland Museum of Art. Nella foto sopra, a sinistra, vedete un dipinto restaurato utilizzando cloruro di metilene e acetone per pulire e ripristinare la pittura. I risultati sono piuttosto scarsi. Nella foto a destra, il dipinto dopo l’intervento con la tecnica dell’ossigeno atomico per pulire la pittura.

L’ossigeno atomico non esiste naturalmente sulla superficie della terra, perché è poco stabile. Ma nello spazio, dove vi è abbondanza di radiazioni ultraviolette, le molecole di O2 sono più facilmente disgiunte per creare ossigeno atomico.

Il rivoluzionario sistema ha contribuito a già contribuito al recupero di una serie di dipinti che si credevano irrimediabilmente danneggiati. Tra questi, una copia eseguita in Italia de La Madonna della Seggiola di Raffaello, un dipinto danneggiato dal fuoco di Jackson Pollock e un altro di Andy Warhol.

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Love You Live - Andy Warhol a Terni

pubblicato da Lorenzo Mazza


Andy Warhol a Terni? Alla Galleria Canovaccio (Largo F. Micheli, 20) dal 5 al 20 Febbraio 2011 una piccola mostra si pone l’obbiettivo di riportare al pubblico della provincia parte dell’esperienza artistica di Andy Warhol. Litografie e serigrafie provenienti dalle serie di Marilyn Monroe, Ladies and Gentlemen, Campbell’s Soup, Flowers e Mao.

Poi un campionamento di “arti applicate”, le cover di alcuni album dei Rolling Stones realizzate dal maestro della pop art, magazine e riviste edite da Warhol e un pezzo unico, 13 Most Wanted Man N°11 Joseph H. 1967 (Trial Prove).

La mostra è ad ingresso gratuito e presenta anche tanti memorabilia: i numeri del Times firmati dall’artista, biglietti d’invito autografi, litografie e foto. Tutte le opere appartengono ad una collezione privata e soltanto poche sono acquistabili.

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Se ne va Graziella Lonardi Buontempo

pubblicato da Lorenzo Mazza

Se ne è andata stanotte a Napoli Graziella Lonardi Buontempo, collezionista e mecenate protagonista della stagione contemporanea di Roma negli anni settanta. Proprio lo scorso gennaio il Macro di Roma le aveva dedicato una retrospettiva all’interno di Macroradici del Contemporaneo.

Nata nel 1928, era amica di Joseph Beuys, Achille Bonito Oliva e Andy Warhol, che la ritrasse anche in un suo quadro. A partire dal 1970 diresse a Roma gli Incontri Internazionali d’Arte a Palazzo Taverna, che avrebbero poi dato luogo ad un archivio dedicato all’arte contemporanea.

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Joseph Beuys & Andy Warhol: Napoli come New York (1980)

pubblicato da penelope.di.pixel

Esce fuori come per magia dagli archivi di mamma RAI questo vide del 1° aprile 1980. Un insolito documentario con i colori e la narrazione di una tv che abbiamo dimenticato, mi regalato un frammento di storia nascota che voglio condividere con voi.

Più volte sottolineato dalla voce narrante, una Napoli che vuole essere come New York, ospita l’incontro di Joseph Beuys e Andy Warhol. Il tutto si svolge in notturna, in un noto locale di jazz, il City Hal Café (1980 - 2001): il video ha le musiche di sottofondo di Pino Daniele.

Ma l’anima di questo incontro, luomo dietro le quinte (e nemmeno troppo) che desiderava portare la brezza dell’avanguardia artistica nella sua città, è Leopoldo Mastelloni. Per chi non lo ricordasse, attore di teatro, regista e cantante, Mastelloni è uno dei volti della cultura queer italiana: partendo da Artaud per approdare al varietà televisivo sin dagli anni ‘70, ha più volte recitato en travesti dichiarando apertamente la sua omosessualità.

Che dire: una punta di nostalgia per questa Italia? Forse…

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Coca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle aste

pubblicato da Lorenzo Mazza

Torniamo ancora a parlare di Andy Warhol oggi. Il fascino del genio della pop art non finisce mai di stupire a livello di mercato. Nell’asta di ierisera da Sotheby’s, Contemporary and Post-war Paintings la sua Coca-Cola (4) (Large Coca-Cola), ha superato di oltre 10 milioni le stime di prevendita, arrivando ad essere battuta per 35.360 milioni di dollari.

Nella notte di lunedì invece, da Phillips de Pury & Company, un quadro del 1962 di Warhol, Men of her life (Gli uomini della sua vita), che ritrae una giovane Elizabeth Taylor in mezzo ai suoi mariti, è stato battuto per 63,3 milioni dollari.

Si tratta il secondo prezzo più alto mai pagato per un Warhol, dopo i 71.700 milioni di dollari raccolti da Christie’s per Green Car Crash (Green Burning Car I - 1963)” nel 2007. Proprio da Christie’s stasera è in vendita un’altra Campbell Soup… e direi che le case d’asta devono ringraziare il fascino che questo artista continua ad avere tra i collezionisti.

Coca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle aste
Coca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle asteCoca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle aste

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