Mat Collishaw, Angelo Filomeno, Yasumasa Morimura, Tony Oursler e Sissi saranno protagonisti, dal 22 gennaio al 27 marzo, di una mostra alla Byblos Art Gallery di Verona organizzata intorno al tema, appunto, del trucco, della falsificazione dell’immagine, della maschera.
“Il trucco e le maschere” vede esposti i lavori di alcuni dei più affermati artisti contemporanei. Da segnalare innanzitutto Yasumasa Morimura, che gioco con il tema della perdita della soggettività sovrapponendo il proprio volto a quelli di personaggi storici.
Ma merita un discorso a sé anche Tony Oursler, uno dei primi sperimentatori della cosiddetta “Arte multimediale”: scultura, proiezioni, registrazioni audio creano una sorta di angoscia nello spettatore, che si ritrova a ragionare (e a vivere) in uno spazio angosciante.

Sono otto i nomi degli artisti presenti nella collettiva intitolata Senso unico, in corso a New York fino al 7 gennaio 2008: Paola Pivi, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft, Rä Di Martino, Paolo Canevari, Angelo Filomeno, Pietro Roccasalva e Adrian Paci (sette italiani e un’albanese adottato dall’Italia).
Ospitati con le loro opere dal P.S.1 Contemporary Art Center (affiliato al MoMA) per rappresentare il nostro paese in un’esposizione che li vede per la prima volta riuniti nello stesso contesto, gli artisti in mostra intrecciano linguaggi e percorsi formativi diversi, fornendo una dimostrazione della vitalità delle giovani voci dell’arte italiana, attive negli ultime dieci anni.
Tra le opere esposte, di cui potete vedere qualche esempio nella galleria, Life Is Great di Paola Pivi (un grande orso ricoperto di piume gialle), due ritratti luminosi di Vanessa Beecroft e la serie intitolata Il vangelo secondo Pasolini di Adrian Paci.
via | Panorama.it
foto di apertura | flickr
Alcune opere presentate alla mostra



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Fra tutti gli artisti presenti all’Arsenale della Biennale di Venezia è l’italiano Angelo Filomeno il mio favorito. Perdonate la qualità delle foto, ma purtroppo non è che la luce fosse delle migliori. In ogni caso a poco servono le foto per rendere giustizia a queste magnifiche tessiture cariche di simbolismo.
Fra l’altro, ho notato una certa tendenza alla rivalutazione della figuratività in tutta la Biennale rispetto alle ultime edizioni, e ciò mi ha consolato non poco perché ho una repulsione per tutte le videoinstallazioni di tante pretese e poco talento.
Tornando a Filomeno ho trovato anche un’intervista audio e una breve recensione del New York Times che approfondisce un attimo il tema della morte nelle sue opere.
Opere di angelo filomeno alla biennale di Venezia



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