
Veramente interesante un piccolo tour nelle review internazionali di Art Basel. Come vi avevo scritto in un precedente articolo dedicato a questa grande kermesse di arte mondiale, c’è una sottile tensione e un costante paragonare questo evento con la Biennale, di cui abbiamo già visto analogie e differenze in grandi linee. Bisogna dire che che in generale si nota un certo entusiasmo dei commentatori nei confronti della di Art Basel, che quest’anno riceve maggiori consensi. eccovi alcuni esempi di review tratti dalle principali testate del mondo (per limitatezza linguistica trattero solo giornali di lingua inglese, francese e spagnola).
Partiamo con il NY Times che titola “Stars of Venice Shine in Basel”, un lungo e accurato articolo di Carol Vogel che si focalizza sul cuore reale dela manifestazione: l’andamento del mercato dell’arte. Ci ritroviamo diversi pareri di autorevoli personaggi, galleristi, e collezionisti del livello di Gagosian secondo il quale “Gli affari vanno meglio dell’anno scorso perchè l’economia è più forte“. Diverso il tono di Le Monde che sin dal titolo si foalizza su un giudizio più complessivo: “La Foire de Bâle est bien plus excitante que la terne Biennale de Venise”. L’articolo di Harry Bellet non lascia spazio a interpretazioni, Art Basel vince nettamente su Venezia come proposta artistica, culturale e persino espositiva dove, sempre secondo il giornalista, almeno “ci sono delle opere“: particolarmente apprezzato è infatti lo spazio “Art Unlimited” dedicato alle installazioni monumentali di cui ritroviamo una lunga e dettagliata descrizione. Per Les Echos quest’anno Basel è “quella dei miliardari”, ma è interessante (quanto a mio avviso condivisibile) il taglio dell’articolo scelto dalla giornalista Judith Benhamou-Huet secondo la quale a Basel c’è tutta l’esperienza del museo, ma con un dettaglio in più: i prezzi ono esposti e le opere si possono comprare (lettura molto consigliata). L’Experss titola “Art Basel: les happy few de l’art contemporain” (ovvero: i pochi felici dell’arte contempornea), anche qui un articolo che mette in risalto l’ottimisomo verso un mercato dell’arte apparentemente in ripresa. Infine El Pais apre con un titolo molto diverso: “Art Basel: feria europea, sueños asiáticos” (Art Basel: fiera europea, sogni asatici). L’inviata Fietta Jarque mette i riflettori sull’imminente espansione della manifestazione in Hong Kong, sottolineando una presenza molto forte di Ai Weiwei.
Il tutto aspettando l’edizione statunitense di Miami, di cui ci occuperemo nei prossimi mesi.
[Nella foto in alto: Manny Simkowitz e Bill Acquavella davanti a una tela di Lucio Fontana]

Paragonata alla Biennale di Venezia, nota al secolo come i “Gioghi Olimpici dell’arte mondiale”, Art Basel è la kermesse tutta svizzera di arte contemporanea che completa un giugno denso di appuntamenti internazionali.
L’evento, arrivato alla sua quarantaduesima edizione (il primo Art Basel è stato inaugurato nel 1970), sarà aperto al pubblico dal 14 al 19 giugno prossimo, in attesa della manifestazione gemella che dal 2002 si svolge a Miami Beach (Florida) in dicembre. Eccovi intanto qualche numero della manifestazione: 300 galleriae da 5 continenti (Nord America, America Latina, Europa, Asia, Africa); 2,500 artisti rappresentativi dell’arte moderna e contemporanea, fino agli emergenti; 62,500 è infine l’ottimo risultato di affluenza raggiunto da Art 41 Basel (edizione dell’anno scorso).
Rimanendo in tema di analogie e differenze con la Biennale, la prima cosa che salta agli occhi è la strutura che supera l’idea della rappresentazione “per nazioni”, tipica del modello Esposizione Universale. Più che le nazioni, i protagnisti dell’esposizione sono le gallerie. Il programma comprende una serie di filoni tematici, come Art Feauture (presentazioni e mostre monografiche u tei specifici); Art Statement (stand dedicati a un singolo artista emergente i una galleria); Art Unilimited (piattaforma sperimentale lanciata nel 2000 per dare spazio a grandi installazioni, video proiezioni, performance, insomma tutto quello che non è strettamente un quadro o una scultura); Art Parcour (10 location delo storico quartiere St. Alban di Basel trasformate da performance e installazioni site specific); Art Editions; Art Film, Book, Magazine (selezioe di film, libri e riviste); Art Recrds (sezione speciale inaugurata nl 2007 all’interno di Art Unlimited dedicata al vinile com mezzo di espressione artistica, producendo edizioni speciali e limitate per l’evento); e gli Art Basel Special Exhibition + Talks. Infine gli sponsor, dove campeggia fra tutti il colosso bancario UBS (ricordo che ad esempio il Padiglione Italia è gestito dal Mibac).
Art basel, dunque, un evento-fiera post-nazionale sostenuto e gestito con finanziamento prealentemente privato. Per farsi un’idea del programma, ache qui sterminato, è possibile conultare il catalogo online a questo link. È inoltre disponibile l’applicazione smarphone (da iPhone a Blackbarry) con mappa interattiva 3D, a quello che si legge sul sito.

Qualcuno di voi è poi riuscito a vedere Exit through the gift shop, il film di Banksy in corsa per gli Oscar? Io l’ho visto a Berlino qualche settimana fa e devo dire che sono un po’ diviso. Da una parte mi ha entusiasmato e divertito, dall’altra l’ho trovato troppo ridondante e autocelebrativo.
Se avete avuto la fortuna di vederlo, saprete che il protagonista è un francese, Thierry Guetta, che vive a Los Angeles. Cugino dell’artista urbano Invader, Guetta da alcuni anni gira il mondo con la sua videocamerina, realizzando interviste e reportage su alcuni famosi street artist. Dunque Banksy ha fatto presto, ha reso il simpatico francese il motore narrativo del suo docufilm, potendo così usare l’immenso archivio girato da Guetta.
Ma non finisce qui. A un certo punto lo stesso Banksy gli dice: “visto che se i così dentro al giro, perché non diventi anche tu uno street artist?” Una provocazione? Un gioco? Fattosta che dopo poco Thierry Guetta diventa Mr Brainwash (MBW). La prima personale, Life is Beautiful, a Los Angeles nel 2008, ottiene subito grande successo di pubblico e vendite. Nel 2009 poi arriva la cover art per l’album Celebration di Madonna e nel febbraio di quest’anno, la consacrazione. La mostra Icons a New York tiene aperti i battenti per nove mesi e in ottobre una sua opera viene venduta all’asta a Londra per 90 mila euro.
Ma in cosa consiste l’arte di Mr Brainwash? Sia per strada che in galleria, ritocca e rivisita famose fotografie, alcune anche coperte dai diritti d’autore. Madonna, Marilyn, i Beatles, Elvis con un fucile in mano, la Campbell Soup che diventa una bomboletta spray… molto pop in chiave urbana, ma a mio avviso niente di particolarmente geniale o intuitivo. Se pensiamo poi che Brainwash ci mette solo le idee, e a realizzarle lavora un team di grafici…allora capiremo di più sull’intera operazione. Almeno però Guetta lo fa con simpatia. In questi giorni infatti è in coroso la sua nuova mostra a Miami. Per Art Basel ha affittato un vecchio edificio fatiscente e l’ha risistemato. Apre i battenti la sera, quando la fiera chiude e chiude tardi la mattina, quando la fiera apre.
Vi abbiamo parlato qualche mese fa della nuova edizione di Art Basel, una delle mostre mercato più importanti del mondo. Tra il 16 e il 20 giugno la città di Basilea ospiterà qualcosa come 2500 artisti provenienti da tutto il mondo, che si potrebbe tradurre in 300 gallerie e più di 60.000 visitatori.
Quest’anno le esposizioni ospitate, tra quelle di maggior prestigio, saranno dedicate a Matthew Barney, Jean-Michel Basquiat, Félix González-Torres, Gabriel Orozco. Ma è tutta la città ad animarsi con eventi e performance. E per darvi un timido assaggio di alcune delle opere che si potranno vedere, ve ne mostriamo alcune in questa gallery.

Anche quest’anno arriva Art Basel in Svizzera, sulle rive del Reno, al confine traFrancia e Germania, quello che ormai è divenuto uno dei più importanti appuntamenti nel mondo dell’arte moderna e contemporanea. Più di 300 gallerie da quattro continenti (Nord America + America Latina, Europa, Asia e Africa), rappresenteranno un totale di più di 2.500 artisti, dai grandi maestri dell’arte moderna alle piccole stelle emergenti.
Sculture, disegni, installazioni, fotografie, videoarte per una mostra-mercato che ha come primo protagonista il pubblico: 61.000 i partecipanti alla precedente edizione, la numero quaranta di Art Basel. Nella seconda metà di giugno la Basilea, con i suoi musei, le sue sculture all’aperto, i suoi teatri e le sale da concerto, diverrà un palcoscenico ideale per la cultura e l’arte da tutto il mondo.
Architetture medievali e nuove soluzioni urbanistiche, un’affascinante atmosfera di scoperte e di contrasti riempie questa città tradizionale, con l’innovazione e la ricerca contemporanea. Oltre ad Art bAsel ci saranno mostre ed eventi in tutta la regione.
Si dice che uno dei pochi meriti della crisi sia il ritorno alla selezione, alla ricerca della qualita’; a giudicare da questa edizione di Miami Art Basel inaugurata ieri questo apparirebbe un concetto piuttosto vero.
Magari non si vedono pezzi memorabili, ma la qualita’ media c’e’ ed e’ pure alta, sia a livello di grandi nomi che di gallerie piu’ piccole. In termini assoluti le opere piu’ importanti si vedono nel Moderno o nello storicizzato, rispetto al vero e proprio contemporaneo, e questa e’ gia’ una novita’ rispetto alle ultime edizioni; peraltro sembra che anche sotto l’aspetto vendite il 900 abbia piu’ successo, ma qui siamo in un campo difficile da giudicare dove girano piu’ leggende che verita’ (si favoleggia di un Magritte venduto nella prima ora di fiera).
Certo e’ che rispetto a qualche edizione fa dove dopo un paio d’ore di “first choice” la fiera pullulava di pallini rossi di “venduto”, oggi come oggi la varicella sembra passata e non pare che i collezionisti facciano risse per arrivare primi agli stands.

E’ difficile commentare il nulla se non si è filosofi o politici, quindi non ci proviamo neppure. Tuttavia è cosa rara sentire un numero di commenti così unanimemente negativi come invece è accaduto in occasione dell’inaugurazione di Design Miami, la più importante tra le manifestazioni satellite di Art Basel, mai come quest’anno iper pubblicizzata e sbandierata dalla sua musa Ambra Medda.
Poche gallerie, molte cose già viste allestimento mediocre così come gli spazi. Anche il festeggiato, il “designer of the year” Maarten Baas si presenta in veste dimessa e con pezzi conosciuti. Molta mondanità di contorno e l’immmancabile Naomi, ma contenuti veramente modestissimi. Del tutto improponibile un qualunque confronto col salone del mobile, con cui non c’è neppure gara.
Non molto meglio le cose al MOCA, che inaugurava con “the Reach Realism” , una mostra non certo indimenticabile. Bella come sempre, invece, l’opening da Perrotin, intelligente, colto, simpatico e con una galleria stupenda sia architettonicamente che per i pezzi esposti; il fatto poi di fare una festa open e non con lo snervante sistema degli inviti, delle carte, dei Vip, gli vale un bonus.

In tempi di crisi la situazione è magra anche per la ricerca scientifica e l’esplorazione. Niente paura, ci pensano gli artisti! Artic Circle è un progetto di ricerca a cui partecipa anche l’italiano Andrea Galvani che unisce scienza, architettura e attivismo artistico.
Il programma prevede una spedizione di 17 giorni (dal 5 al 22 ottobre) a cui partecipano marinai, artisti di varie discipline, scienziati ed educatori. Il vascello è uno Schooner a due alberi, attrezzato con aree comuni per la collaborazione creativa e tecnologicamente avanzato. Il percorso di navigazione, variabile a seconda delle correnti artiche e delle condizioni atmosferiche prevede la circumnavigazione dell’intera Calotta Artica, attraverso Nord Europa, Alaska e Russia.
La spedizione è sostenuta da una fondazione canadese ed il lavoro prodotto durante la navigazione e nei mesi successivi verrà presentato con il supporto di Scope Foundation a cinque importanti appuntamenti fieristici mondiali: Art Basel Miami 2009, Arco Madrid 2010 Armory NY 2010, Art Basel 2010, Frieze London 2010.
Tre fiere contemporaneamente, tutte a Basilea. Un tour de force. Quest’anno la Biennale di Venezia concentrarà molta dell’attenzione, ma, come ogni anno, a giugno apre anche Art Basel, la più importante fiera d’arte del mondo, alla sua quarantesima edizione. Ma non solo.
Per Art Basel, 300 gallerie selezionate su 1100 candidate (l’anno scorso erano 1000), 22 italiane. 2500 autori del XX e XXI secolo, produzioni di ogni forma artistica, dalla pittura alla performance. Vari i settori della mostra, tra cui Art Galleries, Art Statements (gallerie emergenti) e Art Unlimited, che dal 2000 con le sue grandissime opere fuori-formato è uno dei cult della kermesse. Tra VIP ed esponenti del gotha dell’arte contemporanea internazionale, prezzi (non solo) altissimi, pubblico eterogeneo, eventi collaterali, camminate chilometriche. E la crisi? Vedremo. Dal 10 al 14 giugno.
Con un giorno di anticipo, a dieci minuti a piedi da Art Basel, apre anche Liste, alla sua tredicesima edizione. Giovane nella storia e giovane anche nei contenuti, Liste è un’altra fiera d’arte, a cui partecipano gallerie che non esistano da oltre 5 anni e artisti di età inferiore ai 40. Atmosfera solitamente molto cool, location molto bella (un’antico stabilimento di Warteck, produttore di birra), è divertente aggirarsi alla ricerca della qualità artistica, riflettendo sul futuro (?!) dell’arte… Dal 9 al 14 giugno.
Per concludere, Design Miami nell’annuale e attesa trasferta svizzera. Sempre vicino alla sede di Art Basel, nel padiglione 5 della fiera, largo al mercato del design internazionale, più stabile rispetto a quello dell’arte contemporanea. Business, ma anche cultura del progetto, dal 9 al 13 giugno.
Con il welcome reception al Delano è ufficialmente iniziata la settima edizione di Miami Art Basel, la prima del dopo Samuel Keller.
Un gelido vento che ha completamente ripulito il cielo ha regalato un tramonto da cartolina sull’albergo più chic di Miami, e ha consentito il party in piscina, scacciando i timori di un opening al chiuso, che non sarebbe stata comunque una pessima idea considerando che oltre al cielo azzurro il vento ha regalato temperature da St Moritz Art Basel (prima o poi se la inventeranno).
Non tutto il male vien per nuocere e almeno ciò ha consentito di distinguere i galleristi e collezionisti italiani ed europei da quelli americani, i primi con completi alla Tony Manero, i secondi con visone e doppiopetto con gilet, ben preparati sulla rigidità, anzi sulla variabilità del tempo in zona.
Organizzazione, cibo e bevande come sempre impeccabili; il tema era il Brasile per cui delle disgraziate (viste le temperature intendo perchè per il resto disgraziate non erano proprio) in abiti succinto cercavano, con discreto successo, di allietare i presenti con balli sudamericani.
Continua a leggere: Art Basel Miami 2008 - Live - lo spettacolo inizia