Bernini, Caravaggio, Canaletto, insieme a molti autori italiani e stranieri sono i protagonisti dell’allestimento inaugurale della Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma. Con il restauro del secondo piano di Palazzo Barberini, il museo che raccoglie i capolavori della pittura italiana è finalmente completato. In mostra 500 opere, metà delle quali mai viste dal pubblico, dislocate fra 34 sale.
Un percorso espositivo che parte dal 1100 e finisce nel 1700. Il Narciso e Giuditta e Oloferne di Caravaggio, l’Adorazione dei Pastori e il Battesimo di Cristo di El Griego, la Fornarina di Raffaello, Venere e Adone di Tiziano e decine di altri capolavori di maestri come il Bronzino, Giovanni Baglione, Guido Reni.
A fianco dell’allestimento principale, nato dalla congiunzione tra collezioni private e statali, che sviluppa anche una vocazione didattica, nei prossimi mesi si aspetta l’inaugurazione di un’area dedicata a mostre temporanee, che dovrebbe aprire con una mostra sul Guercino, in memoria del collezionista Denis Mahon.
Bernini, Caravaggio, Canaletto protagonisti alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma






Vittorio Sgarbi è il curatore di Meraviglie del Barocco nelle Marche, un grande percorso espositivo che si snoda nei saloni di Palazzo Servanzi Confidati, nella Pinacoteca e nella Chiesa della Misericordia a San Severino, in provincia di Macerata. La mostra aprirà i battenti dal 25 luglio al 12 dicembre prossimi, presentando 90 opere tra dipinti, sculture e oggetti in oro.
Tesori custoditi nel maceratese e nelle zone dei Monti Sibillini, tra San Severino, Camerino, Matelica e Fabriano. Commissionati da importanti famiglie patrizie romane, questi lavori sono una grande espressione del clima culturale sotto lo Stato Pontificio. Tardo-manieristi come Pomarancio e Andrea Lilli, caravaggeschi come Orazio Gentileschi, Giovanni Francesco Guerrieri, Valentin de Boulogne e Ribera, nonché classicisti del calibro di Guido Reni, Guercino, Sassoferrato, Paolo Marini.
Naturalmente, non poteva mancare anche il Bernini, in un allestimento ricco di eventi collaterali, che celebra un’epoca (il seicento) e un territorio, quelle Marche che si sviluppano tra collina e pianura, dove rocche, abbazie, palazzi rinascimentali e ville neoclassiche creano un paesaggio unico e inconfondibile.