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Tutti gli articoli con tag Botticelli

Quando l'arte salvava l'anima

pubblicato da Daniele

dipinto
Dal 16 settembre a Palazzo Strozzi, a Firenze, sarà in mostra un interessantissimo allestimento curato da Ludovico Sebregondi e Tim Parks: Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità. Si tratta di un’indagine sul rapporto fra arte e denaro nella Firenze del Quattrocento, quando la città era diventata la capitale economica del paese, perfezionando il sistema delle cambiali e conquistando con il fiorino il primato fra tutte le altre valute. Ma cosa c’entra l’arte? C’entra nella misura in cui l’etica cristiana tormentava i nuovi banchieri: come conciliare la ricchezza e il Vangelo, il capitale e la morale? Quando Cosimo De’ Medici aveva sottoposto il quesito a papa Eugenio IV si era sentito rispondere “Investi 10mila fiorini nel restauro del convento di San Marco”.

Del resto l’arte moderna è nata di pari passo con l’affermazione della borghesia e la nascita del sistema creditizio. Così i banchieri da una parte si ingegnarono a nascondere il peccato dell’usura con un sistema di cambiali che all’apparenza serviva unicamente a facilitare i trasferimenti in denaro, nascondendo gli interesse sui prestiti. Dall’altra si prodigarono in opere di beneficenza e soprattutto in commissioni di opere d’arte, soddisfacendo così anche l’umana vanità del ricco mecenate che si circonda di bellezza favorendo arte e cultura. Tutto questo finché l’implacabile Savonarola, con le sue veementi prediche, accese l’odio per la ricchezza fino a far bruciare, letteralmente, molte opere d’arte in una lunga serie di “falò delle vanità”.

La mostra raccoglierà i “documenti” di questo complesso rapporto. Da una parte i ferri del mestiere dei banchieri (casseforti, chiavi, bilance, monete e lettere di cambio) dall’altra le sfavillanti tavole dipinte uscite dalle botteghe dell’Angelico, di Ghirlandaio, di Botticelli. E proprio quello di Botticelli è il nome più rappresentativo di questa storia, avendone attraversato in vita tutte le fasi, fino alla scelta personale di abbracciare l’austerità e il rigore, toccato nel cuore e redento dalle parole di Savonarola.

Via | Sole24ore

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Con Google Art Project i musei a portata di mano

pubblicato da Lorenzo Mazza

Se vi siete divertiti con Google Street View a vedere le piazze e le strade dove siete stati, a ’spiare’ dove abitano i vostri amici e a localizzare i più bei graffiti… beh, adesso le cose si fanno ancor più interessanti. Proprio ieri è stato lanciato Google Art Project, la trasposizione virtuale dei 17 musei d’arte più importanti al mondo. Tra questi c’è il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York, la Tate Britain e la National Gallery di Londra, e il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Museo Reina Sofia di Madrid e, naturalmente, gli Uffizi di Firenze.

Trattandosi di Google, la storia che sta dietro a questo progetto non poteva che essere particolare. Un piccolo gruppo di dipendenti del colosso di Mountain View (California) con la passione per l’arte, ha partorito l’idea di rendere più accessibili i musei d’arte di tutto il mondo. Ecco come è nato Googleartproject.com, il più grande museo dei musei del mondo, con oltre 1000 opere d’arte di più di 400 artisti può essere visto.

Tutto ciò è possibile grazie ad una tecnologia fotografica ad altissima risoluzione (si parla di gigapixel, ogni immagine ha circa 7 miliardi di pixel), con cui si possono ingrandire i quadri per vedere i dettagli delle pennellate. Il sito è già funzionante e vi invito a provarlo… date un’occhiata alla Nascita di Venere del Botticelli e vi accorgerete da soli di che strumento abbiamo di fronte! Ingrandimenti impossibili ad occhio umano (soprattutto quando ci sono di mezzo i vetri)!

Saranno contenti tutti gli studenti d’arte che devono fare delle copie dal vero… con l’ausilio di un proiettore si possono raggiungere risultati impressionanti.

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Falsi, errori e scoperte alla National Gallery di Londra

pubblicato da Lorenzo Mazza


La National Gallery di Londra dal 30 giugno al 12 settembre, va in scena con una mostra unica nel suo genere, Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries (Uno sguardo da vicino: falsi, errori e scoperte). L’allestimento è il frutto della stretta collaborazione fra scienziati, restauratori e storici dell’arte della National Gallery.

Fondata nel 1934, col tempo questa istituzione è arrivata a ricoprire un ruolo centrale nello studio dei materiali e le tecniche della pittura europea ed occidentale. Raggi X, infrarossi, microscopia elettronica e spettrometrie, tecniche che hanno saputo smascherare falsi e attribuzioni errate e che hanno portato alla nascita di questa mostra. 40 dipinti di cui si racconta la singolare storia in sei sezioni: Inganno e frode,; Trasformazioni e modifiche; Errori; Segreti e enigmi, Riscatto e recupero; ed infine un’intera sezione dedicata al Botticelli.

Tra gli altri, in mostra ci sono opere di Raffaello, Dürer, Gossaert e Rembrandt ed altri. A volte la ricerca di scienziati ed esperti ha portato a risvolti tragici per alcuni colleziuonisti. Un dipinto acquisito come un lavoro del 15° secolo, si è dimostrato essere un falso dipinto ai giorni nostri, dopo l’analisi scientifica dei materiali utilizzati. Ma sono ancora molti gli enigmi irrisolti.

Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries
Close Examination: Fakes, Mistakes and DiscoveriesClose Examination: Fakes, Mistakes and DiscoveriesClose Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries

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Virtù d’amore - Pittura Nuziale nel Quattrocento Fiorentino

pubblicato da Lorenzo Mazza


Prosegue il programma di Firenze 2010 – Un anno ad arte. Alla mostra su Caravaggio e Caravaggeschi e a quella sui Tesori dei Medici si aggiunge Virtù d’amore - Pittura Nuziale nel Quattrocento Fiorentino. Prenderà il via martedì 8 giugno alla Galleria dell’Accademia e al Museo Horne un allestimento che si compone di oltre 40 tavole lignee accomunate dalla tematica amorosa e nuziale. La vita di coppia, il ruolo della donna, le usanze delle corti… una mostra sulla Firenze pre-rinascimentale che al contempo è un’indagine storico-antropologica.

Tavole facenti parte di oggetti più complessi, lussuosi arredi come cassoni, spalliere, letti, realizzati appositamente per le nozze e destinati alla camera degli sposi. Si può parlare quindi di vera e propria pittura da camera che ci aiuta a capire molti degli aspetti della buona società fiorentina del ‘400. Il rituale della vita familiare era una complessa sintesi di regole e sentimenti, dove i tempi, i contatti e soprattutto i compiti e i ruoli erano precisamente stabiliti.

Il pezzo che dà il via alla mostra è il cosiddetto Cassone Adimari, realizzato dal fratello di Masaccio, Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia, che presenta un ballo rinascimentale. In esposizione anche opere di Pesellino, Bartolomeo di Giovanni, Filippino Lippi e Sandro Botticelli, fra gli altri.

Virtù d’amore - Pittura Nuziale nel Quattrocento Fiorentino
Virtù d’amore - Pittura Nuziale nel Quattrocento FiorentinoVirtù d’amore - Pittura Nuziale nel Quattrocento FiorentinoVirtù d’amore - Pittura Nuziale nel Quattrocento Fiorentino

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I disegni dei grandi maestri rinascimentali in mostra al British Museum

pubblicato da margherita

Andrea del Verrocchio, testa di donna - c. 1475. - © The Trustees of the British Museum

Il British Museum ha raccolto una serie considerevole di disegni rinascimentali appartenenti ai più grandi artisti italiani dell’epoca, per una mostra che a Londra sta entusiasmando più di un critico. Fra Angelico to Leonardo: Italian Renaissance Drawings, iniziata da pochi giorni e in programma fino al 25 luglio, offre l’opportunità di scoprire l’evoluzione che il disegno ha avuto nel XV secolo, tanto da rappresentare una tappa fondamentale nella preparazione dello stile di maestri come Michelangelo e Raffaello.

Quello che era iniziato come un mezzo per conservare idee, divenne un modo ideale per perfezionare la prospettiva e una forma stilistica più naturale.
Studi recenti in campo conservativo, dimostrano inoltre come il disegno abbia permesso ai pittori, di sperimentare con una libertà non sempre permessa nei lavori finali.

100 i disegni esposti che portano il nome di Leonardo da Vinci, Fra Angelico, Jacopo e Gentile Bellini, Botticelli, Carpaccio, Filippo Lippi, Mantegna, Michelangelo, Verrocchio e Tiziano.

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Alla National Gallery in mostra 40 falsi entrati per sbaglio nelle sue collezioni

pubblicato da Giovanni De Stefano


Un avvenimento senza precedenti alla National Gallery di Londra: alcuni dipinti contraffatti, acquisiti dall’istituzione museale nel corso degli anni per errore, saranno in mostra presto, in un’esposizione a loro dedicata.

In un atto di straordinaria sincerità (e quasi “perverso orgoglio“, come nota l’Indipendent), i direttori della National Gallery hanno ammesso i loro sbagli, fra cui quello, destinato a diventare celebre, del falso Botticelli, comprato per una cifra addirittura superiore a quella per cui, negli stessi giorni, ne fu comprato un altro autentico.

Anche un Hans Holbein di particolare bellezza, anche nella versione “taroccata” sarà esposto alla mostra “Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries”, che sarà distribuita in ben 6 stanze del museo, per un totale di 40 opere. La domanda che ci viene in mente, naturalmente, è questa: “Quante altre opere per cui paghiamo il biglietto sono in realtà false?”.

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Gli Uffizi "partono" per la Cina

pubblicato da Lorenzo Mazza


Se avevate intenzione di recarvi agli Uffizi per vedere opere come l’Adorazione dei Magi del Botticelli, la Venere della pernice di Tiziano o la Leda e il cigno del Tintoretto, dovete pazientare ancora per diciotto mesi. A partire dal prossimo 10 marzo 82 opere della collezione degli Uffizi di Firenze sarranno in mostra allo Shanghai Museum. Il viaggio per la Cina proseguirà fino all’otobre del 2011, per promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale della Toscana e dell’Italia nel paese del dragone.

In realtà dagli Uffizi rassicurano tutti i visitatori in procinto di arrivare a Firenze: le opere partite per Shangai, Shenyang, Guangzhou, Chengdu e Pechino “sono tutte conservate in luoghi fuori dal circuito delle sale aperte al pubblico di ogni giorno” e quindi le opere presenti agli Uffizi non cambieranno.

Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi è curatore della mostra, coadiuvato da a un team composto da Contemporanea Progetti di Firenze, società specializzata nell’organizzazione di mostre di artisti italiani all’estero e China Italy Museum League di Beijing. In mostra opere di Lorenzo di Credi, Guercino, Filippo Napoletano, Claude Lorrain, Francesco Albani, Canaletto, Gaspar van Wittel, Bartolomeo Bimbi, Giulio Aristide Sartorio e Giacomo Balla, all’interno di tre sezioni: Paesaggio, Natura morta e Ritratto.

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I tesori dei Medici, Leonardo, Michelangelo e Botticelli

pubblicato da Lorenzo Mazza


Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici aprirà i battenti il 25 marzo nel Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra riporta alla luce alcune pratiche in voga presso le corti nel Rinascimento, come il collezionismo di gemme, che scatenò il fervore di nobili, papi, e cardinali, pronti ad elargire cifre da capogiro per accaparrarsi cammei e intagli.

Un fenomeno che sicuramente trovò uno dei suoi fondamenti nella maestria degli artigiani orafi e delle pietre preziose di Firenze, capaci di fantastiche incisioni su pietre dure. La collezione dei Medici, voluta da Cosimo, Piero e soprattutto Lorenzo de’ Medici, puntava a riscoprire gemme del passato, come il fantastico Sigillo di Nerone, una corniola con Apollo e Marsia, da cui molti letterati e artisti dell’epoca (Lorenzo Ghiberti, Donatello e Sandro Botticelli, per fare qualche nome), trassero ispirazione.

In mostra ci saranno quindi anche disegni di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti ed un bellissimo quadro a tempera su tavola, Ritratto femminile, di Sandro Botticelli, proveniente dallo Städel Museum di Frankfürt am Main.

Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici
Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei MediciPregio e Bellezza – Cammei e intagli dei MediciPregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici

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La pittura Sacra a Montecitorio

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il Parlamento apre al pubblico e lo fa con una mostra d’arte sacra. La pittura Sacra a Montecitorio, dipinti dal ‘400 al ‘600 della collezione Pallavicini sarà allestita nella sala della Regina della Camera dei Deputati dal 10 dicembre 2009 fino al 15 gennaio 2010. Botticelli, Signorelli, Zanobi Machiavelli, Barocci e Rubens in un percorso attraverso l’evoluzione della rappresentazione dell’immagine sacra.

La mostra è stata sponsorizzata da Ams – Sisal con i ricavi del nuovo gioco Win for Life! - Vinci per la vita, che sta sostenendo la ricostruzione in Abruzzo. La Camera non è nuova ad iniziative del genere nel periodo delle feste. Nel Natale 2008 era toccato a Michelangelo giovane, il Crocifisso ritrovato.

Locandina

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Le case museo di Milano, queste sconosciute

pubblicato da michele

Case museo. Casa Boschi. Sala Sironi

C’è un sorprendente tesoro, disseminato per Milano, ignorato ai più. Mi riferisco alle opere e agli oggetti d’arte esposti nelle 4 case museo della città. Ma cos’è una casa museo? Purtroppo, non solo le case museo sono quasi del tutto ignote ai turisti , ma anche agli stessi milanesi. Ebbene, mi piacerebbe parlarvene, perché racchiudono un patrimonio artistico non indifferente, e che vale la pena di prendere in considerazione. Innanzitutto bisogna chiarire cosa sono queste case museo. Esse sono, niente più, che abitazioni trasformate in museo.

Alcune antiche famiglie di Milano, per passione, sono arrivate ad accumulare dei grandi patrimoni artistici. Acquistavano le opere per collezionismo, e le esponevano nelle stanze delle loro case, così come fan tutti. In seguito, al posto di rivenderle a privati, hanno deciso di donarle alla città, e le loro abitazioni, appunto, sono diventate dei musei. A Milano ce ne sono 4: Casa Boschi, il museo Poldi Pezzoli, Villa Necchi Campiglio, e Villa Bagatti Valsecchi. Da qualche tempo, fanno parte di un circuito museale: questo il sito. Di queste case, brevemente, vi voglio parlare.

Casa Boschi (di cui vedete uno scorcio qui sopra, e nelle prime foto della gallery) è uno dei fiori all’occhiello di questo circuito. Si trova in una traversa di corso Buenos Aires, e prende naturalmente nome dall’omonima famiglia di collezionisti illuminati, come a Milano ne sono rimasti pochi. Ebbene, tra il salotto e la sala da pranzo, sono custodite opere appartenenti dal primo Futurismo agli anni Cinquanta. Stiamo parlando di Carrà (nella stanza degli ospiti), Sironi (vedi foto sopra), Morandi, De Pisis, Lucio Fontana, De Chirico e Savinio. Niente male come collezione privata, o no?

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