
Pensare Caravaggio, 15 artisti per Michelangelo Merisi è l’omaggio che l’arte contemporanea fa al grande maestro del seicento. A Monforte d’Alba, nei locali della Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16), dall’11 dicembre 2010 al 30 gennaio 2011 va in scena un diverso omaggio a Caravaggio, ideato da Caterina Bottari Lattes.
Da una parte un’indagine sui “sapori caravaggeschi” nella pittura contemporanea, dall’altra la ricerca all’interno dei topoi del pittore lombardo. Aimone, Chessa, Ferroni, Francese, Garel, Guccione, Mattioli, Morlotti, Ruggeri, Saroni, Scalco, Soffiantino, Tommasi Ferroni, Ventrone e Vespignani, quindici autori nati nella prima metà del Novecento e legati da un rapporto creativo col Caravaggio.
La mostra scorre in parallelo col festival musicale Cambi di Stagione 2010, diretto, presso la fondazione, da Nicola Campogrande.

Vi ricordate della mostra che raccoglieva tutto Caravaggio ai Mercati di Traiano di Roma? Allora c’erano 63 riproduzioni digitali ad alta definizione. Ieri invece si è aperta a Milano, a Palazzo della Ragione Caravaggio una mostra impossibile.
Fino al 13 febbraio 2011 il visitatore si troverà immerso in un allestimento interattivo, curato da Roberto Longhi, che unisce 65 opere (comprese due ulteriori attribuzioni) del maestro lombardo e un piccolo “esercito” di performer in costume. Un percorso cronologico nella breve parabola artistica del Merisi, che raccoglie opere dislocate in 25 città del mondo.
Certo, niente a che vedere con l’esperienza della visione degli originali, ma gli attori che interpretano Caravaggio nelle varie fasi della sua esistenza rendono la visita coinvolgente e diversa. Completa il percorso, sul sito della Rai una serie di descrizioni dei dipinti realizzate da importanti storici dell’arte e altro materiale multimediale.

Proseguono le iniziative per le celebrazioni dei 400 anni dalla morte di Caravaggio. A Napoli sabato 30 ottobre al Museo di Capodimonte, che ospita la Flagellazione del maestro lombardo, approda per la prima volta Bill Viola.
Nella suggestiva Sala Causa del Museo, il videoartista installerà sei opere in un dialogo a distanza con la sensibilità del Merisi.
L’allestimento sarà visitabile fino al 31 gennaio 2011 nella splendida Sala Causa. Nel frattempo, fino alla fine dell’anno, nel museo sarà possibile visitare la collezione di arti applicate di Mario De Ciccio.

Con Caravaggio e Guercino. Artisti per il Cardinal Del Monte, si apre un weekend all’insegna dell’arte a Monte Santa Maria Tiberina, comune a cavallo fra le province di Perugia e di Arezzo. Il Castello Bourbon, appena restaurato, ospiterà una mostra con due opere del Caravaggio e tre del Guercino.
Da venerdì 1 ottobre a domenica 3, si terrà il seminario dal titolo Francesco Maria del Monte e Caravaggio: Roma, Siena, Bologna. Opere, biografia e documenti, promosso dalla Libera Accademia di Studi Caravaggeschi.
In mostra ci sarà un quadro non troppo conosciuto del Merisi, la Caraffa di fiori di palmi due, una tela di 44,68 cm realizzata con la tecnica della velatura. Appartenuta al Cardinal del Monte, sarà esposta assieme a una versione coeva del Sacrificio d’Isacco (quello della Princeton - Collezione Johnson), che vedete nella foto sopra, e tre opere del Guercino, Marte trattenuto da Venere, Madonna del Cardellino con bambini e San Giovanni Evangelista.

Un attento esame dei documenti conservati presso l’Archivio dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, ordine religioso dipendente dal Vaticano, ha rivelato il motivo principale per cui Michelangelo Merisi da Caravaggio fu espulso dall’organizzazione.
Secondo Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, dirttore dei lavori di esumazione delle spoglie del pittore a Porto Ercole e Ravenna, si trattò semplicemente di una goliardata.
Non furono perciò guai derivanti dalla sua condotta a portarlo fuori dall’Ordine, ma un semplice scherzo. La notizia stempera anche l’opinione comune diffusasi negli anni, secondo cui il Caravaggio avrebbe avuto una personalità disturbata, criminale, omicida.

Della serie ‘fare e disfare’ con le proprie mani. La notizia era circolata proprio sulle pagine dell’Osservatore Romano, giornale di Città del Vaticano, che ci fosse la probabilità di aver scoperto un nuovo Caravaggio, Il Martirio di San Lorenzo. Ieri invece il capo dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, ha scritto sul quotidiano che si potrebbe trattare di una copia di un originale di un caravaggesco.
Dunque tutta un’operazione mediatica in un momento di dilagante Caravaggiomania? Un titolone che si è gonfiato e sgonfiato da solo, ma quel che è certo è che abbiamo di fronte un lavoro di qualità modesta, afferma Paolucci, sottolineando in particolare che le mani sono completamente fuori di prospettiva ed anche i nudi sullo sfondo sono stati realizzati con una tecnica pittorica inadeguata.
Dunque manca la qualità del maestro, come aveva saputo dire, subito nei momenti dopo la scoperta, Maurizio Marini, studioso del Caravaggio che aveva espresso dubbi circa l’autenticità del lavoro in un’intervista con Associated Press. Il dato fondamentale da cui partire è che il San Lorenzo non era un soggetto conosciuto da Caravaggio, ma molto probabilmente in un primo momento al Vaticano hanno voluto chiudere un occhio, per lanciare la notizia (bufala).

Sembra qualcosa di più d’una coincidenza, che un quadro potenzialmente attribuibile al Caravaggio sia stato scoperto proprio nel 400imo anniversario della sua morte. Un dipinto che rappresenta il martirio di San Lorenzo di Roma, che fu bruciato o messo sulla graticola nel 258, durante la persecuzione dei cristiani ordinata da Valeriano, è sotto i microscopi degli esperti.
Il quadro appartiene all’ordine della Compagnia del Gesù a Roma e la notizia del suo ritrovamento è stata data dall’Osservatore Romano di ieri, dove, la storica dell’arte Lydia Salviucci Insolera, parlava di un dipinto stilisticamente impeccabile. La luce e lo sfondo scuro fanno pensare, se non a un Caravaggio, almeno a un caravaggesco della prima ondata.
Le analogie con alcuni capolavori di Caravaggio, tra cui la Conversione di San Paolo, il Martirio di San Matteo e Giuditta decapita Oloferne, ci sono, ma gli stilemi della rappresentazione, secondo alcuni, farebbero pensare di più ad un autore appartenente alla Compagnia del Gesù.

Per celebrare l’anniversario dei 400 anni dalla sua morte, avvenuta il 18 luglio 1610 a Porto Ercole, la città di Roma offre una visita gratuita a 20 capolavori di Michelangelo Merisi. La notte di Caravaggio, dalle 19:00 di sabato 17 luglio fino alle 9:00 di domenica 18, con navette gratuite in partenza dalla Galleria Borghese per le chiese.
La Basilica di Sant’Agostino, la Chiesa di San Luigi dei Francesi e la Basilica di Santa Maria del Popolo, che custodiscono capolavori come la Madonna dei Pellegrini, il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo, la Vocazione di San Matteo (nella foto), la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo.
Dopo la grande scorpacciata della mostra che a portato più di mezzo milione di visitatori alle Scuderie del Quirinale, Roma dedica una notte al Caravaggio. Nella città eterna il pittore lombardo lavorò e visse per quasi quindici anni.

Si chiude idealmente una grande stagione di celebrazioni del Caravaggio con l’appuntamento in Toscana, a Porto Ercole. Proprio qui, nella parte meridionale del promontorio dell’Argentario, Michelangelo Merisi trovò la morte nel luglio 1610. Era partito da Napoli, dove si era rifugiato, sfigurato in volto, dopo aver ucciso un uomo, alla volta di Roma, con tre dipinti da regalare al Cardinale Scipione Borghese, in cambio di una sua particolare intercessione.
Giunto a Palo, nella costa laziale, venne arrestato e rilasciato dopo due giorni. Si lanciò alla ricerca della feluca su cui aveva viaggiato, nel disperato tentativo di recuperare i suoi preziosi dipinti. Distrutto dalla fatica arrivò a Porto Ercole (capolinea del tragitto dell’imbarcazione), dove morì a soli 39 anni, molto probabilmente a causa di una forte febbre dovuta ad infezioni intestinali. Il 16 giugno 2010 gli esperti dell’Università di Ravenna hanno individuato le spoglie mortali del Caravaggio, grazie anche alla grossa quantità di piombo (con cui erano composti i colori a tempo) rinvenuta nelle ossa.
Michelangelo Merisi da Caravaggio, chiuder la vita, a cura di Valeria Merlini e Daniela Stortinella, inaugura questo sabato 17 luglio e sarà visitabile fino al 18 agosto nella chiesa di Sant’Erasmo a Porto Ercole. Pezzo forte della rassegna il San Giovanni Battista della Galleria Borghese, proprio quel dipinto che doveva servire al Merisi come merce di scambio per ottenere la grazia.
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Eccomi di ritorno da un’intensa visita alla mostra ‘Caravaggio e Caravaggeschi a Firenze‘. Un percorso emozionante, visitabile fino al 17 ottobre 2010, che si snoda in due sedi espositive di altissimo livello: la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, con un’appendice (Caravaggio e la Modernità. I dipinti della Fondazione Roberto Longhi) nella nuova sede espositiva di Villa Bardini, nei pressi del meraviglioso Piazzale Michelangelo, dove si trova Il fanciullo morso da un ramarro.
Confesso che in un primo momento la scelta sede espositiva mi ha un po’ spiazzato. Vado a vedere Caravaggio e devo passare all’interno degli Uffizi… impossibile non fermarsi almeno qualche istante di fronte ai capolavori di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Botticelli. Lentamente, dribblando studenti d’arte giapponesi, intenti nelle loro copie dal vero dei quadri, la modernità si dipana attraverso il segno dei maestri e ci conduce dalla parte opposta degli Uffizi.
L’allestimento si basa su tappezzeria e pannellature di un bel rosso porpora, l’ideale per mettere in risalto la natura emozionale e sanguigna della pittura caravaggesca. All’ingresso ci accoglie il tondo de la Testa di Medusa, un gioiello che unisce rigore formale e potenza della raffigurazione emotiva. I veri protagonisti di questa sezione della mostra sono i Caravaggeschi, protagonisti della pittura del primo Seicento a Firenze. A partire da Artemisia Gentileschi, figlia del pittore pisano Orazio Gentileschi, alla cui figura si ispirò anche il movimento femminista degli anni ‘70.
Caravaggio e Caravaggeschi a Firenze




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