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Tutti gli articoli con tag Cina

Ai Weiwei: "I giovani rischiano molto più di me"

pubblicato da Daniele


Un anno fa Ai Weiwei era un celebre artista, il cui Sunflower Seeds apriva la Tate Modern per acclamazione popolare. Oggi è famoso per gli 81 giorni trascorsi in carcere, quanto per il suo lavoro. Nel tentativo di metterlo a tacere, le autorità cinesi sembrano aver amplificato la sua voce.

La sua improvvisa scomparsa, dopo aver attraversato l’aeroporto di Pechino il 3 aprile, ha scioccato anche gli amici, che hanno temuto per lui. Il suo alto profilo d’artista, e il fatto di essere figlio di un celebre vegliardo, il poeta Ai Qing, gli avevano assicurato una certa protezione fino ad allora. Per i gruppi in difesa dei diritti umani la sua detenzione dimostrava che nessuno era immune. L’avvenimento suscitò un moto di indignazione globale di cui egli stesso ha ammesso di esserne stato sorpreso. “Non avrei mai immaginato che potesse accadere. Penso che questo dimostri che stiamo vivendo un’epoca molto diversa, attraverso internet, i media. Avevo comunicato così spesso con il mondo esterno da rendere molto chiaramente quello avevo in mente”.

Anche se dice di aver imparato da questa esperienza, è altrettanto chiaro nel riconoscere quanto lo abbia danneggiato. “Avverti dal primo momento che non loro non hanno alcuna intenzione di agire nel rispetto della legalità … mi sono sentito molto dispiaciuto per la mia famiglia, mio ​​figlio, le persone a me vicine”. Weiwei ha sempre insistito nel considerare la Cina la sua casa, ma nei suoi momenti peggiori ha avuto dei dubbi su questo. “Mi sono chiesto: ‘Sei stato tanti anni negli Stati Uniti e non hai mai preso la cittadinanza, come puoi essere così stupido?’ E’ pericoloso.’ Ma l’artista si ritiene anche fortunato “Sono abbastanza vecchio. Credo che i più giovani possono essere più danneggiati, più provati’”.

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Shanghai a Venezia con il progetto SHAVE

pubblicato da penelope.di.pixel

Si inaugura sabato 3 dicembre presso ‘l”A+A. Centro Espositivo Sloveno” di Venezia la mostra “SHAVE – Visions of Shanghai”.

La mostra, che rimarrà aperta al pubblico dal 3 al 5 dicembre a ingresso libero, riflette sui temi dell’identità, interrogandosi sul concetto di “cinesità” e “internazionalità”. La metropoli di Shanghai ne diventa il laboratorio, o meglio il punto di partenza per stimolare un dibattito oggi di particolare interesse (pensate solo al ruolo politico ed economico che la Cina contemporanea ha assunto, a livello globale ma anche per il nostro paese). Nei mesi scorsi un bando internazionale rivolto a giovani artisti ha chiesto loro esprimere una visione sulla metropoli cinese. Il risultato della selezione è un variegato panorama che ci mostra Shanghai da diversi punti di vista (quello dello straniero, del visitatore outsider, dell’abitante e così via). Gli artisti selezionati e presentati alla A+A sono: Nicola Baruzzi, Abby Fitzgibbon & Golriz Alsgari, Terence Lloren, Girolamo Marri e Yi Shen, con la partecipazione starordinaria del poeta Yang Lian.

SHAVE fa parte di un progetto più ampio, che ha già visto l’allestimento dell’esposizione “Eyjafjallajökull - From Venice to Shanghai and back” presso glispazi espositivi dell’East China Normal University di Shanghai a settembre 2010. La mostra, a cura di Calma Zen (Letizia Calori, Violette Maillard e Giulia Zennaro), nasce con il supporto di numerose istituzioni fra cui l’Istituto Confucio, l’Università Ca’ Fo-scari, lo IUAV, Lab-Yit.

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Il passo silenzioso: riscoprire Chen Zhen

pubblicato da Daniele


A San Gimignano fino al 28 gennaio sarà in mostra Les pas silencieux, un’antologica dell’opera di Chen Zhen, artista cinese scomparso nel 2000. L’esposizione, che avrà luogo nella Galleria Continua di Via del Castello, raccoglie le opere realizzate negli ultimi dieci anni della sua vita. Zhen ha lavorato per molti anni in Occidente, dove ha sviluppato, proprio a partire dagli incroci culturali e dall’esplorazione di nuovi orizzonti, il suo modello di pensiero transculturale, applicato all’arte con il concetto, da egli stesso formulato, di transesperienza. Pittura, scultura, installazioni sono per Zhen la messa in forma di concetti legati alla trascendenza, alla cooperazione, al superamento dei confini e al concetto tutto orientale di armonia. Tra mente e corpo, natura e artificio, oriente e occidente:

“La Rivoluzione Culturale ci aveva insegnato come trasformare la materialità in energia mentale. Dalla cultura tradizionale abbiamo appreso la capacità di superare i problemi della vita grazie allo spirito di dematerializzazione liberandoci così dei nostri tormenti […] I materiali naturali sono lì per purificare gli oggetti dopo il loro utilizzo, per sublimare uno spirito latente, per provocare un nuovo destino alla fatale conclusione di questi oggetti”.

Oggetti comuni assemblati in modo simbolico e non funzionale (come nei noti “paesaggi” di mobili, sedie e tavoli) ma anche le piccole costruzioni di Un village sans frontières (micro architetture costruite con candele e sedie per bambini) riflettono una volontà di calarsi nella sfera dell’umano per restituirla all’immaginario. Attraverso questi processi di elaborazione perfino l’oggetto più ordinario diviene altro, conduttore di anima e spirito, in continua tensione con gli altri elementi e con lo spazio circostante. Ma non mancano riflessioni attinenti alla sfera dell’organico, alla medicina e al corpo, nel solco di una tradizione culturale, quella orientale, che vede nell’equilibrio e nella conservazione energetica il segreto dell’integrità.

Via | Insideart

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Weiwei torna a far parlare di sé

pubblicato da Daniele

portrait
Il silenzio non si addice ad Ai Weiwei. Uscito di prigione, l’artista più famoso della Cina è tornato ad oltrepassare i limiti. Quando fu rilasciato nel mese di giugno, dopo due mesi e mezzo in isolamento, le autorità dichiararono di averlo liberato perché malato e per aver confessato il reato di evasione fiscale (in realtà era accusato anche di pornografia e bigamia). Allo stesso tempo gli fu intimato di smettere di rilasciare interviste provocatorie e di non utilizzare Twitter come mezzo di informazione politico. Così Weiwei ha tenuto un profilo basso per un po’ di tempo. Poi ha ricominciato a dare segni di irrequietezza. Quando ha aperto un account nel mese di luglio sul nuovo social network, Google +, si è presentato nel suo profilo come “un sospetto appassionato di pornografia ed evasore fiscale”.

All’inizio era tornato su Twitter, dove ha quasi centomila seguaci, in punta di piedi, prima con messaggi sul cibo, il suo peso e, all’occasione, qualche foto bizzarra. Poi ha cominciato a rispolverare alcuni dei suoi temi più familiari: “Se non parli in nome di Wang Lihong e Ran Yunfei (entrambi attivisti e blogger cinesi anti regime) non solo sei una persona che non si distingue per senso di equità e giustizia, ma sei anche uno che non ha rispetto di se stesso”.

“Al momento non è conveniente accettare interviste”, ha detto sua moglie alla Associated Press, usando un’espressione tipicamente cinese, dove ‘convenienza’ si usa indistintamente per declinare un invito a cena o per evitare un grosso rischio. Su Twitter, Weiwei ha inoltre lamentato il trattamento subito dalla polizia da quattro suoi amici che erano stati arrestati per mesi insieme a lui. Ha descritto così l’incontro con il suo amico Liu Zhenggang: “Ha parlato del periodo della sua detenzione per la prima volta: ebbene quest’uomo dalla volontà d’acciaio aveva le lacrime che gli solcavano il viso… Ha avuto un improvviso attacco cardiaco durante il suo periodo di detenzione ed era quasi in fin di vita”.

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Ai Weiwei sotto tortura si dichiara colpevole di crimini fiscali

pubblicato da Lorenzo Mazza


Arriva dalla media company di Hong Kong RTHK la notizia che l’artista cinese Ai Weiwei ha confessato sotto tortura di aver evaso le tasse. Un articolo del quindicinale Human Rights in China riporta che “Ai con riluttanza ha ammesso il crimine dopo essere stato torturato dalla polizia. Portato via dalla polizia all’aeroporto di Pechino, da più di due settimane non si avevano notizie su di lui”.

La notizia non è ancora pienamente confermata, ma la tortura è un metodo largamente utilizzato contro i milioni di dissidenti cinesi. Governi di tutto il mondo, non ultimo quello tedesco, hanno ri chiesto formalmente la scarcerazione dell’artista al presidente Hu Jintao.

Oltre che per reati fiscali, Weiwei è accusato anche di bigamia e diffusione della pornografia sul web. Vedremo se riusciranno a farlo confessare anche per questi crimini.

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Una casa a forma d'uovo contro il caro affitti

pubblicato da Lorenzo Mazza

Dai Haifei - Mobile Egg House

Il problema della sovrappopolazione in Cina ha portato all’emergenza abitativa in numerose città dove si concentrano i distretti produttivi. Così, come accade già da tempo in Giappone, la gente si inventa soluzioni abitative estreme, unità modulari, bivacchi urbani.

Dai Haifei, un architetto di 24 anni, ha costruito a Pechino la sua Egg-shaped house, una casetta mobile a forma d’uovo. Ha così risolto il problema degli affitti alti, progettando una casa da zero. Alta circa 1,80 m, si alimenta ad energia solare ed è fatta di bambù, legno e sacchi di juta contenenti panetti di terra e semi di erba, che ricoprono il tetto per formare un prato che favorisca l’impianto termico in estate e inverno. Dentro un letto, un serbatoio d’acqua e una lampada.

Il costo della casa? Circa 720 euro. I suoi genitori, una cameriera e un operaio edile, gli avrebbero voluto comprare un appartamento, ma per farlo avrebbero dovuto pagare un mutuo per trecento anni. Da ottobre Dai Haifei vive dunque nella sua Mobile Egg House, che si adatta bene ad essere piazzata sui marciapiedi. Giorno dopo giorno sta cercando di effettuare migliorie: lo smaltimento dei rifiuti, la coibentazione, il design interno.

L’idea gli venne in mente quando visitò la Biennale di Shanghai 2010 e scoprì il progetto City’s Egg. Da allora lavora per completare il suo prototipo, che un giorno spera qualche azienda possa mettergli in produzione. Per ora lo tiene posteggiato in strada, sotto il suo ufficio.

Photos –> Dai Haifei

Dai Haifei - Mobile Egg House
Dai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg HouseDai Haifei - Mobile Egg House

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I cinesi ricostruiscono il paesaggio di Dalì a Cadaqués

pubblicato da Lorenzo Mazza


Eravamo abituati a sentire notizie di questo tipo provenienti dal Giappone o da Dubai. Oggi invece sono i cinesi ad uscire con un’idea alquanto stravagante. Il nuovo progetto di sviluppo della Baia di Xiamen, prevede che il territorio, le colline circostanti, assumano l’aspetto dei paesaggi in cui era immerso Salvador Dalì a Cadaqués, in Costa Brava, in Catalogna. Un ambiente mediterraneo dai colori accesi e brillanti, ma allo stesso tempo profondi e cinerei.

In questa prima fase dei lavori, gli esperti cinesi stanno effettuando delle ricognizioni in Spagna, per ricreare a circa 6.500 chilometri di distanza un villaggio turistico in stile mediterraneo-surrealista che dovrebbe ospitare circa 15.000 visitatori. Non si tratterà però esattamente di una copia esatta, ma sarà aggiunta un’isola artificiale.

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'6 pieces', la Toscana va in Cina con Olivo Barbieri

pubblicato da Lorenzo Mazza


Sempre di più il mondo dell’arte e quello dell’economia e del turismo di intrecciano. Ecco che il fotografo Olivo Barbieri ha realizzato una grande opera per il padiglione toscano dell’Expo di Shangai del 2010. Si tratta di una videoinstallazione immersiva attraverso cui il visitatore può entrare in contatto con alcuni luoghi significativi del paesaggio e della cultura toscana.

6 pieces è il titolo del lavoro, che sarà presentato in anteprima all’Ex3, il nuovo Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze dal 1 al 31 luglio. Il territorio, raccontato attraverso riprese aeree, sarà il vero protagonista del lavoro, a partire dai siti impegnati nella produzione di energie alternative. La centrale geotermica di Larderello in Maremma, il Parco Eolico di Montemignaio nel Casentino, la diga di Vagli e la centrale idroelettrica di Torrite in Garfagnana e il parco solare del Cicalino nel grossetano.

Spazio anche per la Torre di Pisa, il David di Michelangelo e i grandi tesori del patrimonio artistico toscano, perché se la toscana del futuro guarda alla sosteniblità e all’autosufficienza energetica, quella del presente deve continuare ad ispirarsi alla bellezza del suo paesaggio, all’armonia delle sue linee ed all’asprezza di certi scorci che fecero innamorare non pochi artisti.

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I due Imperi. Roma e Cina a confronto

pubblicato da Lorenzo Mazza


Inaugura ufficialmente domani venerdì 16 aprile a Palazzo Reale di Milano I Due Imperi, Roma e Cina a confronto. Obiettivo puntato sui secoli di massimo splendore (dal II sec a.C. al IV sec d.C.) dell’Impero Romano e delle dinastie cinesi Qin e Han.

L’allestimento, nato dallo sforzo congiunto del Mibac e del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, è promosso da Credit Suisse e presenta 450 capolavori italiani e cinesi, che ricostruiscono i momenti salienti di due storie così lontane e parallele.

Spazio quotidiano, spazio pubblico e condiviso, tecniche e stili nell’arte e nelle scienze saranno oggetto di un confronto prima di tutto antropologico e culturale, che porterà alla luce molte divergenze ma anche alcune straordinarie similarità. Due Imperi di grandezza simile, 4 milioni di km quadrati, e una popolazione di 60 milioni ciascuno.

Sono quasi 50 le istituzioni museali coinvolte nei prestiti per la mostra, visitabile fino al 5 settembre, la cui sezione latina è curata da Stefano De Caro, mentre quella cinese è da Xu Pingfang.

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Liu Ren, Lu Yuwei. La giovane arte cinese a Napoli

pubblicato da Lorenzo Mazza


In mostra fino al 3 aprile all’Area 24 Art Gallery di Napoli Liu Ren, classe 1980 e Lu Yuwei, classe 1977. Il primo reinterpreta il segno della crepa, che la cultura occidentale considera principio di decadimento. Per l’artista cinese la crepa è quella nel guscio d’uovo che si rompe e annuncia nuova vita. In questo processo si preserva il passato in sensazione del futuro.

Liu Ren propone l’immagine della crepa all’interno di una schematica serialità, in cui ogni volta scopre l’impossibilità di ridurre l’individuo. Lu Yuwei invece porta le sue figure tranquille e malinconiche, vincolate ai cardini della rappresentazione prospettica dei quadri.

Due artisti sicuramente interessanti, che, pur appartenendo a quella generazione che si è ‘occidentalizzata’, mantengono un’originalità di spirito e la capacità di mescolare e ricombinare elementi simbolici diversi.

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