Oggi cade il 125° anniversario della nascita di Diego Rivera. Il Doodle di oggi (vi rimando a Google per i dettagli) ce lo ricorda con una mini rappresentazione dell’artista alle prese con un murales. Vi avevamo già parlato tempo fa di una sua opera al Detroit Institute of Arts. Prendetevi del tempo per scoprire almeno virtualmente uno degli artisti messicani più importanti del secolo, vale il prezzo del biglietto. Sarà quanto meno una scusa per chi non avesse voglia di preparare l’albero di Natale. Rivera nacque nel 1886 e visse principalmente tra Messico, Spagna e Italia. Ebbe una relazione piuttosto burrascosa con Frida Kalho, con cui si sposò due volte e divorziò una, e frequentò i più importanti intellettuali e artisti dell’epoca, tra cui Modigliani (che gli fece anche un ritratto) e Picasso.
Il suo lavoro si concentra per gran parte della sua carriera su temi sociali e politici, che trovano voce su grandi murales dai colori vivi e dai tratti molto semplificati; le sue opere ritraggono spesso momenti cruciali della Rivoluzione Messicana e diventano dissacranti quando si tratta di politica o di chiesa. Iscritto al Partito Comunista Messicano, Rivera non non risparmia nessuno, tanto da scatenare polemiche negli Stati Uniti, dove viene chiamato per realizzare diverse opere. Una su tutte - che venne in seguito distrutta : un murale al Rockefeller Center di New York raffigurante Lenin. Artista dissidente e sovversivo, può considerarsi uno dei pionieri di quella che oggi è per noi la street art: il suo scopo era quello di riappropriarsi di spazi pubblici (tant’è che la maggior parte dei suoi lavori si trova su facciate di edifici pubblici) e di intendere l’arte come impegno sociale.
Diego Rivera - meraviglioso il suo nome completo: Diego María de la Concepción Juan Nepomuceno Estanislao de la Rivera y Barrientos Acosta y Rodríguez - è stato un importante artista messicano. Nato il 13 dicembre 1886 e scomparso il 24 novembre 1957, lo si ricorda oltre che per le sue opere per la sua compagna, una certa Frida Kahlo.
Rivera ha dipinto moltissimi murales in patria, in Messico, ma è stato anche un artista da esportazione. Ha lavorato anche negli Stati Uniti, a volte per committenti prestigiosi: per fare un nome, Edsel Ford - figlio di Henry Ford, capostipite della dinastia - per il quale affrescò tra il 1932 e il 1933 una sala interna del Detroit Institute of Arts.
Abbiamo visitato lo splendido palazzo domenica scorsa, ospiti dell’evento FordGreen, e in effetti la vista della sala affrescata da Rivera è incredibile. Uno stile sovietico applicato all’iconografia della catena di montaggio fordista, una simbologia complessa e affascinante ricchissima di allegorie. Ovviamente, non siamo i primi ad accorgerci di questa meraviglia…
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Se avete programmato una vacanza in Austria o magari siete in cerca di qualche idea per il mini-ponte di Ognissanti, allora una gita a Vienna potrebbe fare al caso vostro. L’occasione è ghiotta per visitare (fino al 5 dicembre), la grande retrospettiva che Bank Austria - Kunstforum dedica a Frida Kahlo. Si tratta della più grande mostra (60 dipinti, 20 oggetti e 80 opere su carta) mai organizzata in Europa, dedicata all’artista messicana.
L’esistenza della Kahlo fu lacerata dalla sofferenza fisica e mentale in seguito all’incidente sull’autobus a 17 anni e fu travagliata dal punto di vista sentimentale. Infatti per due volte di sposò con Diego Rivera.
Cominciò a dipingere ancora allettata, negli anni ‘20, grazie ad uno specchio che aveva fatto posizipnare sopra il letto, la serie degli autoritratti ispirati dalla pittura rinascimentale. Negli anni ‘30, tra Nuova Oggettività e surrealismo, dette vita ad uno stile complesso, rappresentativo della sua vita interiore, che si evolse verso un espressionismo caratterizzato dalla potenza elettrica del suo sguardo.

Il governo del Messico ha reso pubbliche le fotografie di 48 edifici storici associati ad eventi che hanno profondamente segnato il destino del paese da la Conquista (dell’Indipendenza, 200 anni fa, nd), alla Rivoluzione (100 anni fa).
L’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) ha segnalato, tra gli altri, anche una casa con vista sulla costa di Acapulco, di proprietà degli eredi del collezionista Dolores Olmedo. La casa ha alle pareti la bellezza di cinque dipinti murali di Diego Rivera e il Governo sta seriamente pensando di acquistarla e farne un centro culturale, con attività didattiche, spettacoli e concerti.
Costruita nel 1940 e conosciuta col nome di Exekatlkalli o La Casa de los Vientos, ha una superficie di 3.000 metri quadrati e circa 600 di questi sono occupati dalla costruzione.

Alcuni di voi forse conosceranno José David Alfaro Siqueiros, pittore del realismo sociale messicano, conosciuto per la sua attività di muralista insieme a Diego Rivera e José Clemente Orozco. Oggi il Molaa - Museo di Arte Latinoamericana di Long Beach, vicino Los Angeles, presenta una prima ricognizione nell’attività di pittura del paesaggio di Siqueiros.
Conosciuto per l’audacia estetica e politica, si dedicò spesso alla pittura a cavalletto, arrivando a concepire un lirismo bucolico dagli esiti visionari e futuristi. Città colte all’interno dei loro dinamismi, luoghi e scene allegoriche, sperimentazioni su tecniche e materiali.
La mostra aprirà i battenti nel settembre 2010 e presenterà circa la metà dei 150 paesaggi che Siquieros dipinse, oltre a circa due dozzine di disegni. Opere create tra il 1930 e il 1974. Mai prima d’ora ci si era spinti così a fondo nelle esplosive tavolozze di colori di Siquieros, pittore in cui in ogni quadro nascita e morte, creazione e distruzione, convivono.

Tre libri d’arte per Natale, per ogni tasca e per (quasi) tutti gli interessi: il primo libro che vi sottoponiamo è il catalogo della mostra di Edward Hopper (Skira, 240 pagg.; 47,20 euro), tuttora in corso a Milano. Un libro molto bello, sia perché presenta 190 opere, tra oli, acquerelli e disegni, sia perché è arricchito di un ottimo apparato. Spesso, infatti, alle opere finite viene accostato il bozzetto preparatorio, permettendoci di entrare nella fucina dell’artista. E scopriamo che, quelli che appaiono ritratti immediati di vita quotidiana, sono invece frutto di approfonditi studi e di accostamenti di progetti differenti.
Il secondo libro, Diego e Frida (Saggiatore, 187 pagine; 9 euro), è un saggio che si legge con la passione di un romanzo, scritto da Le Clézio, premio nobel della letteratura nel 2008. E’ la ricostruzione del matrimonio tra la geniale artista Frida Kahlo, giovane ragazza dalla salute precaria, e Diego Rivera, maestro dei muralisti messicani molto più vecchio di lei. Una ricostruzione della loro vita entusiasmante, che ripercorre la loro esistenza, la passione rivoluzionaria, i viaggi, quella loro storia d’amore che li ha portati a diventare delle icone.
E infine, anticipando il cinquecentenario della morte del grande artista, vi proponiamo un libro su Botticelli, a cura di Cristina Acidini Luchinato, sovrintendente dei musei di Firenze e, pertanto, una dellle personalità senz’altro più preparate a celebrare il grande maestro. Vengono raccolte 75 opere, con una fondamentale introduzione che ci ricorda il contesto culturale nel quale visse Botticelli (Electa, 280 pagg; 65 euro). Molto belli i dettagli delle opere, che ci mostrano al pieno la bravura di questo grande artista. Aspettando le celebrazioni del 2010.

Comincia da oggi su Artsblog un nuovo ciclo di interviste che ci porterà a conoscere da vicino alcune delle voci più interessanti della scena contemporanea. Artisti, direttori, critici per una ricognizione che parte dal basso, alla ricerca di quella ‘genuinità del sentimento artistico’ che troppo spesso sembra perduta.
Al di là dei recinti di un mercato sempre più fervente nel depositare strati e strati di pecunia sopra tele, statue, video, romanzi d’avventura e occupazioni spettacolaristiche del mediascape nazionale - tutti oggetti protagonisti di un’arte sempre più lasciva ed autoreferenziale, esistono nuovi dispositivi economici, altri mezzi ed obiettivi perseguibili, nuove modalità relazionali per operatori e cittadini dell’arte.
Il nostro percorso comincia da Fupete, un pittore che seguiamo da tempo per l’originalità della prospettiva e dello stile. E d’altronde con le premesse di cui sopra non potevamo che iniziare con il fascino e la disponibilità di un artista che dichiara: “Quando faccio, voce del verbo fare, arte, rendo fede ad un accordo tacito di svelare segreti e raccontare sogni al prossimo. È un accordo tacito che ho fatto con l’universo quando ho accettato il dono dell’arte”.

I grandi murali che Diego Rivera dipinse nel Palacio Nacional di Città del Messico, i più “governativi” della sua produzione, realizzati dal 1922 fin sull’inizio degli anni ‘50 dello scorso secolo, sono finalmente sotto restauro (anche questo governativo).
Le cadute di colore saranno colmate con colori ad acquerello e una soluzione alcolica delicata sarà usata per eliminare al meglio tracce di sporco e di polvere. Il Los Angeles Times presenta un interessante video che illustra ulteriormente la natura del lavoro di restauro.
Ci auguriamo che anche il resto dei murali dipinti da Diego Rivera per la sua capitale possano prima o poi ricevere lo stesso trattamento. Non sempre sono di minore qualità rispetto allo sforzo di Palacio Nacional.