
C’è tempo fino al 2 aprile a Roma alla Dorothy Circus Gallery per visitare What a WonderFood World. La mostra presenta il lavoro di due giovani -ma molto apprezzate - artiste, l’iraniana Nouar e l’illustratrice spagnola Laura Watcher.
Nouar si è diplomata all’Art Center College of Design di Pasadena, in California. Il suo lavoro attinge dalla cultura visiva americana della metà del secolo scorso, in particolare dall’illustrazione pubblicitaria, rivisitata in chiave noir. Laura Watcher, da Malaga, propone il suo sguardo pungente e critico, confrontandosi con una serie di dipinti dalle grandi dimensioni.
Per Ludwig Feuerbach, l’uomo è ciò che mangia. In questa mostra il cibo è da vedere, da sentire e da ‘incorporare’. Pesante ed essenziale e leggero, spirituale. Cibo “de panza”o cibo dell’anima, cibo che parla, cibo che continuamente racconta la sua storia. Basta essere disposti ad accoglierla.
“Yes We Can”, lo slogan che è diventato la fortuna e la condanna (in quanto stracitato) della campagna elettorale di Barack Obama, è il titolo della mostra che la Dorothy Circus Gallery di Roma ha scelto per chiudere la stagione espositiva.
La mostra, che inaugura oggi 13 maggio e chiude il 10 luglio, presenta una ventina di opere di 5 artisti americani del Pop Surrealism, secondo un percorso studiato da Gianluca Marziani. Proposte diverse e combinazioni particolari, come quelle di Ron English, che ha unito secondo lo stile pop warholiano, il viso di Obama con quello di Lincoln. E poi Camille Rose Garcia, Kris Lewis, Ken Keirns e Francesco Lo Castro.
La serata inaugurale prevede dalle 21 una sessione di live painting con Tim Biskup, Flying Förtress, The London Police e Elio Varuna. Ma la giornata inizia nel pomeriggio a partire dalle 17, con una serie di iniziative di solidarietà promosse da Dorothy Circus Gallery. Saranno allestiti dei corner attraverso i quali tre associazioni: “Il Colore del grano”, “Millepiedini” e “Armonia”, presenteranno al pubblico le proprie attività di solidarietà, piccoli progetti sostenuti da Dorothy Circus Gallery attraverso la donazione di opere d’arte e oggetti di merchandising d’autore che le associazioni venderanno sul posto. Inoltre, sarà devoluto in beneficienza, a sostegno dei terremotati dell’Abruzzo, una parte del ricavato dalla vendita delle opere d’arte della galleria.
Yes We Can - Dorothy Circus Gallery di Roma




Continua a leggere: Yes We Can. A Roma il Pop Surrealism ai tempi di Obama
Al tema della nostalgia e a quello dei fantasmi “quale metafora del sentimento nostalgico che succede alla morte, così come all’abbandono o al distacco” è dedicata “Inside Nostalghia”, la mostra che la Dorothy Circus Gallery di Roma terrà dal 31 ottobre al 30 dicembre, in collaborazione con la Johnathan LeVine Gallery di New York. L’evento coincide, tra l’altro, con il primo compleanno della galleria.
I tre artisti principali, Esao Andrews, Tara McPherson e Travis Louie, saranno affiancati da un folto numero di nomi tra i più in vista nel panorama pop surrealista. Chiamati a partecipare, anche diversi artisti emergenti.
L’inaugurazione, prevista per le ore 20, sarà seguita alle 22 da un breve concerto tenuto dai musicisti Andy (Bluvertigo) e Christian Rainer, che si esibiranno nell’ambiente espositivo. Considerata l’affluenza prevista, si consiglia di tenere sotto controllo la waiting list che sarà pubblicata online il 28 ottobre.
Le opere dei tre artisti principali



Continua a leggere: Inside nostalghia. La notte di Halloween alla Dorothy circus gallery di Roma
Il viaggio nel paese delle meraviglie, iniziato dalla Dorothy Circus Gallery nel mese di ottobre 2007, intraprende il 21 giugno alle ore 20 un viaggio attraverso lo spazio cosmico, intitolato “What if you get lost in space” e guidato da Jonathan Pannacciò e Aaron Jasinski, già presenti alla mostra inaugurale.
Pannacciò, giovane artista romano, è autore di un’arte visionaria in cui l’intero spazio entra a far parte di uno stesso immaginario, fatto di forme naturali e fantastiche allo stesso tempo. Come un astronauta di ritorno da galassie lontane, l’artista non si limita a descrivere la realtà ma crea nuovi pianeti dai colori vivaci e dalle forme geometriche che prendono spunto dall’interiorità.
Di Jasinski ho parlato diffusamente tempo fa, quindi stavolta riporto una sua interessante dichiarazione sull’arte e sul rapporto tra la sua opera e il pubblico: “L’arte dovrebbe stimolare il pensiero della gente. Voglio che le persone portino le proprie storie e significati nell’arte che faccio. Voglio che le persone partecipino alla “creazione”. Sento di raggiungere il mio scopo quando sento le spiegazioni degli altri riguardo alla mia arte.”
La mostra si concluderà il 10 agosto.
Dal 16 maggio la Dorothy Circus Gallery a Roma ospiterà “The New Mithology”, una collettiva curata da Nathan Spoor (già presente nella prima mostra della galleria) e che vede come protagonisti diversi esponenti della Lowbrow art.
Ognuno di loro conduce una personale ricerca finalizzata all’individuazione di soluzioni innovative nel campo della figuratività e del narrativo, tessendo in questo modo la trama di un universo parallelo, di una nuova mitologia, appunto, nutrita dalla creatività e dalle emozioni che ne derivano.
La mostra, che si concluderà il 15 giugno, vedrà la partecipazione di Lola, Travis Louie, Dan May, Michael Page, Naoto Hattori, Colin Johnson, Kevin Peterson, Chris Ryniak, Ken Keirns, Joe Vaux oltre, ovviamente, allo stesso Nathan Spoor.
Continua a leggere: The new mythology. Nuova collettiva alla Dorothy Circus Gallery
Avevo già incontrato le sue opere alla mostra inaugurale della Dorothy Circus Gallery, ma in questi giorni le ho riscoperte e ve le propongo. L’artista in questione si chiama Jonathan Viner (o Weiner, come preferite), è americano e vive e lavora a New York.
Le sue tele presentano molteplici influenze, dai maestri del passato alla pittura pop americana contemporanea (pop surrealismo e low brow art). Gli sguardi taglienti dei personaggi ritratti esplorano in particolare la forza e il potere delle relazioni, il disagio e la malinconia che ne derivano.
Ad accrescere il senso di tensione è la gamma cromatica scelta da Viner, fredda, chiara e dai contrasti intensi, con linee di contorno nette e forti. Non trascurate la sezione dei disegni, molto interessante.
Alcuni lavori di Jonathan Viner



Continua a leggere: Le algide inquietudini di Jonathan Viner
Vi parlo ancora una volta della Dorothy Circus Gallery, la nuova nata in Via Nuoro 17, specializzata in surrealismo pop e low brow art, e ne approfitto anche per inserirla nel novero delle gallerie romane più interessanti e, in questo caso, vista la giovanissima età, più promettenti.
Apre oggi i battenti, infatti, alle ore 19 (ma per amanti e collezionisti è possibile un’anteprima su prenotazione dalle ore 12 alle 18.30) tra le mura rosa e il pavimento nero, il secondo capitolo della mostra Stories from the wonderland, la cui prima parte, conclusasi il 16 novembre, era stata battezzata in concomitanza con la galleria il 12 ottobre.
Alla ribalta questa volta altri sette nomi internazionali: Kathie Olivas, Tim McCormick, Damon Soule, Andrea Ambrogio, Ahren Hertel, Nicoletta Ceccoli e Josh Clay, che condurranno per mano gli spettatori nei loro universi colorati e popolati di creature un po’ reali e un po’ no.
Continua a leggere: Gallerie romane - Dorothy Circus Gallery
Per chi avesse avuto la fortuna di vedere le sue tele alla Dorothy Circus Gallery e per chi ha perso l’occasione ma non ne ha abbastanza di low brow art, questo è il post che fa per voi e Aaron Jasinki il nome che dovete ricordare.
Illustratore e musicista, Jasinski nella sua produzione visiva si divide tra dipinti su tela ed elaborazioni digitali che gli hanno permesso di vincere anche qualche premio internazionale. Da qualche parte ho letto l’espressione “surrealismo dark” in riferimento alle sue opere ed effettivamente c’è da essere d’accordo.
L’atmosfera che aleggia in queste tele, infatti, nonostante i colori quasi sempre vivaci e pastosi, è un po’ cupa per via delle espressioni malinconiche ed enigmatiche disegnate sui volti dei personaggi ritratti (che potete vedere, oltre che nel suo curatissimo ed elegante sito, anche su Myspace e Deviantart).
Continua a leggere: Solitudine, musica e surrealismo nelle opere di Aaron Jasinski
Inaugura oggi a Roma uno spazio espositivo nuovo di zecca, dal nome buffo e un po’ carnevalesco, Dorothy Circus Gallery, nato dalle menti di Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò. Nero, bianco e rosa sono i colori di sfondo per un ambiente che si propone di essere centro propulsivo in Italia di quella corrente figurativa nata negli anni ‘60 in America con il nome di Lowbrow o Pop surrealism (ne parlavo anche stamattina nell’articolo su Anthony Lister), una specie di meltin’ pot culturale con un occhio all’underground popolare e uno all’infanzia e al carnevale, il tutto condito da atmosfere noir, fumetto, musica punk, tattoo art, pop art e automatismo psichico surrealista.
Il risultato è un’arte figurativa luminosa e a volte chiassosa, popolata da moderne lolite, figure più simili ad automi che ad esseri umani, buffi animali e scene alquanto visionarie. Un punto di svolta dopo la seriosa stagione minimalista, una corrente volutamente antitetica rispetto alla cosiddetta Highbrow (l’arte alta, quella ufficiale) e a lungo bistrattata e ignorata dalla critica.
Dorothy Circus Gallery la ospita, con l’intento di avvicinarla al pubblico e fornire agli appassionati un punto di incontro e di confronto, in cui scoprire tutte le novità che l’underground è in grado di offrire. L’evento inaugurale, Stories from the Wonderland, è diviso in due capitoli, come dichiarato nel sito, il primo a partire da oggi, il secondo dal 30 novembre. Due mostre in cui troveranno spazio artisti soprattutto americani ma anche europei (e non mancheranno anche nomi italiani).