Fino al 31 agosto la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ospiterà la mostra “21×21. 21 artisti per il 21° secolo“. Si tratta di una mostra dedicata alla giovane arte italiana, realizzata dalla Confindustria per festeggiare i suoi 100 anni. Apprezzabile l’idea di dare spazio ai giovani talenti, al posto di chiamare i (sempre apprezzabili) Cattelan & Co.
Alcuni di questi ragazzi (età media intorno ai 25-30 anni), sono già affermati a livello internazionale, e qui parliamo di Paola Pivi, Patrick Tuttofuoco, Roberto Cuoghi, Giuseppe Gabellone; ma molti altri sono all’inizio della loro ricerca, e questo forse rappresenta il lato più interessante della mostra.
C’è chi, come Alberto Tadiello, ha costruito una specie di tromba dal suono assordante; e c’è, tra glia ltri, Martino Gamber, che mette in atto un’operazione di distruzione-recupero della memoria artistica italiana, costruendo un tavolo creato a partire da quelli di Gio Ponti, opportunamente distrutti.

Apre venerdì 19 marzo (h 19) alla Galleria T293 di Napoli Col Sole in Fronte, opere di Patrizio Di Massimo. Si entra al piano terra accolti dal video Duetti per Cannibali, commissionato all’artista dal Comune di Milano e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il video ritrae un ragazzo africano che vive in Italia di nome Abdullay Kadal Traore e si sviluppa come una sorta di dialogo sulle possibilità ed i limiti di ‘questa’ operazione artistica.
Al primo piano una doppia videoinstallazione dal titolo Faccetta Nera, Faccetta Bianca. Differenze e indifferenze, soprattutto errori di interpretazione riguardo due canzoni. Faccetta Nera, composta all’alba dell’invasione coloniale italiana dell’Etiopia, nel 1935, era una canzone che si augurava un felice incontro tra italiani e abissini. Faccetta Bianca invece fu la canzone riparatrice, che il regime impose nel 1936, considerando Faccetta Nera, un’apertura troppo grande alla ‘bella Abissina‘.
Infine la mostra è dedicata al sole, il sole in fronte di chi canta beatamente, il sol dell’avvenire, il sole che ride, il petrolio del Belpaese. Una mostra che si insinua nel recente passato coloniale italiano e che fa luce su molti aspetti dell’italietta che stiamo vivendo oggi. L’esposizione, visitabile fino al 30 aprile 2010, presenta inoltre una ricca selezione di disegni realizzati da Patrizio di Massimo durante il 2009.
Torino non si scorda dei giovani. Martedì 2 febbraio, dalle 19 fino alle 21, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo va in scena Greater Torino. Si tratta di una nuova piattaforma espositiva dedicata alle giovani generazioni di artisti che hanno scelto Torino come luogo di formazione o di lavoro.
Apre la rassegna una doppia personale di Paola Anziché (nella foto un suo lavoro) e Paolo Piscitelli, che presenteranno il loro lavoro con opere edite ed inedite. La mostra, a cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto, proseguirà fino al 4 marzo.
A partire dalle 19, Greater Torino è dj set, celebrazione dei 15 anni di attività della Fondazione Sandretto (nuovo logo e nuovo sito web verranno presentati) ed un’esclusiva degustazione di birra per gli Amici della Fondazione su Facebook.
Divertentissimo video caricato in questi giorni sul canale youtube della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Una clip che documenta la video-incursione avvenuta nel 2007 ad opera del gruppo-pirata ConiglioViola alla Fondazione. Renato Zero, ospite della Fondazione per un giorno, prende il posto di Patrizia Re Rebaudengo e comincia a girare per le stanze proponendo una versione ad hoc di uno dei suoi celebri pezzi.
Il video diventa l’occasione per una riflessione ironica sulle assurde logiche che compongono il mercato dell’arte.“Trova un artista, un curatore di più, per farmi stare su. Dammi una lambda, dammi un lightbox semmai, dammi i pennelli tuoi. Poi, dimmi che superquotazione hai…”

Da tempo volevo dedicare un post a Glenn Brown, artista inglese vincitore del Turner Prize nel 2000. Avevo visto una sua mostra un paio di anni fa alla Gagosian Gallery a New York e i suoi dipinti mi erano rimasti molto impressi.
Finalmente anche in Italia arriva una grande retrospettiva del pittore, dal 28 maggio alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. La mostra, che attualmente è ospitata dalla Tate Liverpool, includerà sessanta dipinti che ripercorrono tutta la carriera dell’artista.
Ai tempi ero rimasta turbata dalle opere di Brown che attraverso colori acidi, deformazioni e stesura pastosa del colore crea immagini davvero inquietanti, personaggi che potrebbero essere protagonisti dei nostri incubi: familiari ma terribilmente spaventosi.
Le suggestioni sono molteplici, dal Rococò a Dalì, dai romanzi di fantascienza alla tradizione paesaggistica inglese. La capacità di manipolazione e fusione di elementi tanto lontani e la tecnica inconfondibile rendono Brown un artista davvero unico sulla scena contemporanea, e la mostra un evento da non perdere.
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Negli spazi espositivi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, fino all’11 maggio, 25 artisti raccontano l’allarme ambiente nella mostra “Greenwashing. Ambiente: Pericoli, Promesse, Perplessità”. Il tema è, come sappiamo, attuale, così discusso da media e non da essere diventato argomento di moda. Il che non è proprio un fatto positivo.
Da un lato tutti ne parlano e usano termini come ecologia, ambientalismo, natura, emissioni, impatto zero, dall’altro pochi ci capiscono e dubbi sempre maggiori nascono su onestà delle intenzioni e possibili ed efficaci alternative.
Greenwashing è un neologismo indicante la virtù ambientaliste di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un’immagine positiva per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. Gli artisti chiamati non offrono soluzioni ma visioni sulla questione ambiente.
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