Quando si parla di illustrazione in Italia, Lorenzo Mattotti è uno dei nomi di riferimento. Il suo stile inconfondibile è apprezzato a livello internazionale, confermato da collaborazioni con pubblicazioni quali New Yorker e Le Monde.
Se fossi nei dintorni di Venezia, quindi, non perderei la sua personale alla Fondazione Bevilacqua la Masa che inaugura il prossimo 18 aprile. Il tema della mostra è proprio la città veneta, e vengono presentati i disegni originali prodotti per il libro “Scavando nell’acqua”.
Col tocco architettonico e pulito di Mattotti ne esce una Venezia inedita, lontana dei luoghi turistici, ma sempre suggestiva e unica.
Il disegno come fondamento di ogni campo di produzione artistica: questo il tema della mostra che inaugurerà tra meno di un mese alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Il progetto, intitolato “Nudisegni”, è curato da Annalisa Tornabene e sarà un punto di incontro per giovani creativi provenienti da campi diversi. I protagonisti infatti sono gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia (ABBA), della Facoltà di Arti e Design e di Architettura dell’Università IUAV.
Una collettiva fresca, per scoprire i talenti del futuro partendo dal confronto con carta e matita. Dal 4 aprile al 3 maggio nella sede della Fondazione, Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, Venezia.
Il disegno alla Fondazione Bevilacqua La Masa



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Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa a San Barnaba, Venezia, ospita dal 30 novembre al 16 gennaio 2009 la mostra “(REPEAT) from the beginning / Da Capo” dell’artista sudafricano William Kentridge, che per l’occasione ha realizzato disegni, sculture e un’installazione di tre video dai titoli “Breathe”, “Return”, “Dissolve”.
Inoltre l’artista parteciperà ad altri due eventi. Il primo riguarda la proiezione (sempre il 30 novembre) del video (REPEAT) from the beginning / Da Capo, sul sipario frangifuoco del palcoscenico del Teatro La Fenice. Il secondo riguarda la direzione, come regista, dell’opera di Claudio Monteverdi “Il Ritorno di Ulisse” al Teatro Malibran.
A chiusura delle giornate veneziane dedicata a Kentridge, a Palazzetto Tito e al Teatro La Fenice verranno esposte le sei tazzine da caffè e le sei tazze da cappuccino della serie “illy art collection“, disegnate dall’artista in occasione del 75° anniversario di illy arte.
(REPEAT) from the beginning / Da capo - William Kentridge - Fondazione Bevilacqua la Masa




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Con la collettiva “Opera 2008” si conclude l’esperienza dei sette giovani artisti e dei due gruppi che hanno usufruito degli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa (BLM) di Venezia, nel 2007/2008.
L’esposizione, alla Fondazione dal 5 al 23 novembre, si dividerà in due parti. Nella prima sezione, sperimentale e di ricerca, verranno raccolti i lavori degli artisti che hanno vinto il concorso e hanno condiviso gli spazi per 12 mesi. Ognuno porterà un progetto concluso e uno ancora in opera. Nella seconda sezione, verranno presentati due progetti speciali. Si tratta di un lavoro collettivo sviluppato insieme a Moleskine ed esposto nella Biennale Europea Manifesta 7, e di opere realizzate dai due artisti africani, il pittore Evarist Fabian Chikawe e lo scultore Mambakwedza Mutasa, selezionati per la prima edizione di Art Enclosures - Residenze per artisti internazionali a Venezia.
Opera 2008 - Artisti degli atelier Bevilacqua La Masa




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In concomitanza con la 11. Mostra Internazionale di Architettura, La Fondazione Bevilacqua La Masa presenta la prima personale di Marcos Novak, artista, trans-architetto e uno dei maggiori teorici mondiali delle arti nell’epoca del cyberspazio e della cultura digitale.
“Turbulent Topologies” si inaugura il 12 settembre al Palazzetto Tito, Venezia, dove rimarrà fino al 16 novembre.
Il titolo della mostra si riferisce allo spazio vissuto come elemento fluido, sempre diverso da se stesso. L’opera più importante dell’esposizione è rappresentata da un’installazione interattiva che si ricollega alla teoria avanzata da Novak dell’architettura liquida, un’idea visionaria dove l’architettura è il risultato di progettazione virtuale che diventa reale e si ricollega ad altri campi. Un’architettura cioè ipermediale.
La mostra, divisa in due sezioni, comprende anche un cubo, nel quale il visitatore può entrare e con il quale può interagire attraverso il suono e altre sculture turbolente.
Turbolent Topologies - Marcos Novak - Fondazione Bevilacqua La Masa - Venezia



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Ne aveva parlato qualche giorno fa Exibart, lo fa oggi il Corriere. La notizia riguarda l’artista Gregor Schneider che cerca volontari che stanno morendo o morti da poco per integrarli nella sua opera pubblica.
Non ne avevo parlato perché mi sembrava il solito artista a caccia di visibilità, e la morte di un cane mi era sembrata sufficiente. La cosa probabilmente non avrà seguito, ma ha suscitato inevitabilmente molte polemiche e a quanto pare minacce.
Se si guarda alla storia dell’artista si vede che non è nuovo a stranezze ma non lo si può neanche definire uno sconosciuto che cerca attenzione. La morte è molto presente nei titoli, nel genere e nell’atmosfera dei suoi lavori. Questo mi porta a rivedere il rifiuto iniziale, suggestionato dal momento. La morte in sé può non essere arte, ma in arte viene trattata e l’arte apre dibattiti. La morte, benché sia un fatto inevitabile spaventa e rattrista e come il caso dimostra fa discutere.