Non è un semplice involucro, ma un vero e proprio soggetto di divinazione, “soffice teca” e preziosissimo scrigno. Mappa fresca e sottile dei desideri d’amore, territorio dalle affascinanti alture e dalla trama trasparente che lascia intravedere il reticolo circolatorio, che si inerpica nelle sue dolci vallate come un decoro di pizzo smeraldino, segreto e sottostante. “Pelle di donna” insomma alla quale è dedicata la mostra sottotitolata “identità e bellezza tra arte e scienza”, visibile presso la Triennale di Milano fino al 19 Febbraio 2012.
Un’esposizione-evento originale e, che tradisce alcune derive scientifiche, strutturata in sei percorsi a cura di Martina Mazzotta e Pietro Bellasia. Si parte da “La scoperta della pelle” con le cere settecentesche della scultrice e anatomista Anna Morandi, per proseguire con “Volto di donna” e “Mani sensibili”, impreziosite dalle miniature di antiche farmacie realizzate da Ettore Sobrero, con una “singolar tenzone” tra il Paradiso dell’igiene e l’Inferno della pudicizia, e via dicendo. Dagli stilemi della statuaria classica al simbolismo, dall’art nouveau alla pop art, una sfilata di grandi opere che si “fronteggiano nell’impresa singolare della rappresentazione vivente del bello, ideata dalla marchio inglese Boots Laboratories e dalla Fondazione Mazzotta.
Video da wwwc6tv

Alla Fondazione Mazzotta di Milano c’è una nuova mostra antologica su Gianluigi Brancaccio curata da Luciano Caramel. Nato nel 1936, Brancaccio frequenta la Scuola di Belle Arti e l’ambiente dei pittori comaschi. Mi ha incuriosito il fatto che gran parte della sua formazione è dovuta ai soggiorni capresi in cui ebbe modo da giovane di frequentare maestri come Carrà, Prampolini, Saetti e altri importanti pittori del Novecento.
Per questa mostra sono state selezionate 60 opere realizzate dagli anni ‘50 a oggi, tra le più significative per comprendere la complessità del lavoro di Brancaccio ispirato a Delaunay e Cézanne, ricco di allusioni, connotato da profonde ricerche volumetriche, da forti colori e marcate linee nere. Una sezione è riservata agli esordi e diverse sono le opere risalenti al fecondo e fortunato decennio degli anni ‘60.
Ma anche nei quadri più recenti, dal 1999 al 2006, protagonista è il corpo femminile, interpretato secondo paradigmi quali sensualità, mitologia, immaginario onirico. Il suo è uno stile intenso e meditativo incentrato sul classico tema del rapporto tra Eros e Thanatos. Mi colpisce in particolare il tono di rosso che spesso domina le immagini, simbolo archetipo della passione inquieta e totalizzante.
A Napoli nel 1980 due grandi dell’arte contemporanea, Warhol e Beuys, si incontravano grazie al collezionista Lucio Amelio.
A 27 anni di distanza Michele Bonuomo ha curato la mostra “Warhol - Beuys. Omaggio a Lucio Amelio“, presso la Fondazione Mazzotta che è un omaggio ai protagonisti di quell’incontro.
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Avete mai sentito parlare di Cracking art? Il gruppo internazionale Cracking Art nasce il 30 maggio 1993 con la firma del manifesto “ di fine millennio “, manifesto che ne sancisce la filosofia.
Ideologo e fondatore del movimento è Omar Ronda e con lui hanno firmato il documento aderendo a questa nuova corrente artistica: William Sweetlowe, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco .
Nel seguito il manifesto: