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Tutti gli articoli con tag Fortunato Depero

Al Mart, Mendini omaggia Depero

pubblicato da michele

Alessandro Mendini

Mendini > Depero” (al Mart di Rovereto fino al 17 ottobre) è innanzitutto l’omaggio di un architetto-designer a uno dei più grandi artisti del Novecento italiano, Fortunato Depero, e indirettamente al futurismo. Alla Casa d’Arte Futurista Depero vengono esposte le opere che Alessandro Mendini ha appositamente realizzato per l’occasione, e non c’era posto migliore.

Le rivistazioni, le citazioni, gli stravolgimenti di Mendini, infatti, convivranno con le opere di Depero, in un dialogo continuo tra artisti e tra periodi storici. Si potranno vedere soprattutto mobili e arazzi che riprendono combinazioni pittoriche futuriste, e alcuni classici del design di Mendini.

Nell’allestimento, infatti, ci saranno anche dei pezzi storici dell’architetto milanese, dalla poltrona di Proust (1978) al divano Kandissi (sempre del 1978). Un progetto di sicuro interesse che, svolto a distanza dalle celebrazioni futuriste, rende ancor più omaggio al Mart.

Mendini omaggia Depero

Alessandro Mendini Alessandro Mendini Alessandro Mendini

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A Napoli apre il Museo del '900

pubblicato da Lorenzo Mazza


Apre ufficialmente oggi venerdì 5 marzo a Castel Sant’Elmo, Novecento a Napoli (1910 / 1980) – Per un Museo in progress. Pittura, scultura e sperimentazioni grafiche, vanno a comporre il nuovo Museo con 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani e alcuni forestieri.

Opere
provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, donazioni e opere in comodato. L’allestimento è curato da Angela Tecce e Nicola Spinosa e si snoda attraverso diverse sezioni: la Secessione dei ventitré (1909); il primo Futurismo a Napoli (1910-1914); il movimento dei Circumvisionisti e il secondo Futurismo (1920 - 1930); il secondo dopoguerra (1948-1958); il Gruppo Sud; il Neorealismo, il gruppo M.A.C.; l’Informale e il Gruppo ’58.

Una sezione a parte è dedicata agli anni Settanta, con le sperimentazioni della poesia visiva e i suoi risvolti sociali. L’ultima parte dell’allestimento si confronta invece con la contemporaneità più prossima, a partire dai segni lasciati negli anni ‘80. Tra gli artisti in mostra ricordiamo: Enrico Baj, Tommaso Marinetti, Giovanni Brancacci, Edoardo Pansini (nella foto), Edgardo Curcio, Edoardo Giordano (Buchicco) e davvero molti altri. Artisti maggiori e minori, ma soltanto nella fama, che non hanno nulla da invidiare per poetica e stile ai grandi maestri del ‘900. Un Museo che dà nuova linfa alla città di Napoli e finalmente spazio a tante voci che rischiavano di essere dimenticate.

Foto in galleria di Luciano Pedicini, via Civita

Il Museo del ‘900 a Napoli
Il Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a Napoli

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Tullio Crali a Casa Depero

pubblicato da michele

Tullio Crali a Casa Depero

Fino al 25 aprile, alla Casa d’arte futurista Depero, il Mart prosegue nella esposizione delle opere di quelli che furono i “compagni di viaggio” di Depero: artisti che condividevano l’amicizia e l’arte con il genio futurista. E il titolo della mostra, “Compagni di viaggio. Tullio Crali futurista”, rimanda proprio a quell’affinità di vedute che ha reso famoso in tutto il mondo il movimento ispirato da Marinetti.

E il Marti, in questa occasione, può contare veramente su un archivio d’eccezione: quello che lo stesso Crali ha donato al museo. Nato in Montenegro nel 1910, Crali, dopo aver girato mezza Europa, diventa sodale di Marinetti, tanto che l’ispiratore del futurismo gli lascerà il compito di proseguire la poetica avviata dal movimento.

L’artista è scomparso nel 2000, e dopo molte mostre e partecipazioni alla biennale veneziana, un nuovo museo vuole rendere onore a un pezzo di storia dell’arte italiana.

Tullio Crali a Casa Depero

Tullio Crali a Casa Depero Tullio Crali, decorazione per aerostazione, 1935 Tullio Crali, Boccioni, 1942-1970

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All'asta da Babuino, l'eredità di Giacomo Balla

pubblicato da michele

Giacomo Balla, 1920

Il 2 marzo la casa d’aste Babuino di Roma metterà all’incanto una serie di opere del Novecento italiano di indubbio pregio. A sorprendere, innanzitutto, sarà l’eredità dell’artista futurista Giacomo Balla, quadri e arredi (di sua creazione) provenienti dalla sua casa-studio, dove l’artista visse tra il 1929 e il 1958.

Tra i quadri, in particolare, va segnalata la presenza di “Gioco di bimbi” (qui sopra, stima 80-90mila euro), o le “Linee di forza” (1930, 40-60mila euro). Tra gli oggetti d’arredo, verrà messo all’asta, in particolare, un tappeto disegnato dall’artista e titolato “Geometrie” (100-130mila euro), che era situato nel salotto.

Ma, oltre alle opere di Balla, verranno messe all’incanto anche quelle di molti “maestri dell’arte contemporanea”: e qui si va da Mario Sironi a Renato Guttuso, da Fortunato Depero a Carlo Carrà. Vedremo, tra le tante aste che in Europa stanno facendo registrare record su record, come se la caverà la nostra avanguardia futurista e i nostri artisti italiani

Giacomo Balla

Giacomo Balla, 1920 Giacomo Balla, 1926 Giacomo Balla, 1930

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Alitalia saluta il suo patrimonio artistico

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ve ne avevamo già accennato qui. La compagnia di bandiera continua ad andare a picco ed anche per questo 2009 si prevede una perdita dal valore di un miliardo di euro. I vertici hanno così pensato che forse era il caso di disfarsi dell’imponente patrimonio artistico di opere d’arte contemporanea, in tutto 187.

I quadri sono quelli che venivano esposti sui Dc8 e nelle sedi di Roma, Milano, Parigi e New York. Verranno venduti con un’asta notturna gestita da Finarte stasera alle 21. Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Giacomo Balla, quadri di Gino Severini appositamente commissionati e poi Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso, Mario Sironi, Fortunato Depero, Ottone Rosai, Massimo Campigli e sculture di Giacomo Manzu e Mario Ceroli.

Nel giugno scorso proprio un dipinto di Severini, La Danseuse era stato venduto da Sotheby per 21,4 milioni di euro, divenendo l’opera futurista che ha raggiunto la cifra più alta in una pubblica asta. Nel frattempo proprio in questi giorni il Commissario Straordinario Augusto Fantozzi consegnerà Alitalia nelle mani della cordata italiana del CAI, che ridurrà notevolmente l’impatto occupazionale della compagnia e la fonderà con AirOne.

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Futurismo Balneare, il reportage (2a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza


Prosegue la nostra visita virtuale alla mostra sul Futurismo Balneare in corso alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio. Cinquanta opere in mostra per riscoprire gli anni d’oro del futurismo. Tra i locals, da segnalare la presenza di Uberto Bonetti, dalla cui matita nacque la maschera simbolo del Carnevale di Viareggio, il Burlamacco. In mostra dieci opere rappresentative del suo rapporto col futurismo. Il Ritratto-caricatura di Marinetti, le aerovedute, alcuni manifesti pubblicitari e la cartellonistica del carnevale.

Più controverso il rapporto col futurismo di Moses Levy. Pur avendo aderito a quel movimento artistico d’avanguardia che successivamente divenne anche espressione artistica del regime fascista, il pittore di origine ebrea fu colpito dalle Leggi Razziali del 1938. In mostra il suo quadro più spiccatamente futurista, Tram n.7, poi Cinema Eolo e Folla sul Lungomare, che rendono viva testimonianza di quegli anni ruggenti. Moses Levy farà tesoro della lezione futurista sul colore e la vibrazione della luce, incentrandovi buona parte del suo linguaggio negli anni successivi.

Toscano anche Primo Conti, artista precocissimo che fu notato dai futuristi all’età di tredici anni quando compose l’opera musicale Romanza per violino e pianoforte. Nel 1917, quando il pittore aderì ufficialmente al Futurismo, abitava già stabilmente a Viareggio. In mostra il suo Autoritratto con Accapatoio al mare e il Saltimbanco.

Futurismo Balneare (2)Futurismo Balneare (2)Futurismo Balneare (2)Futurismo Balneare (2)

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Futurismo balneare

pubblicato da Lorenzo Mazza


La “carovana” delle celebrazioni futuriste fa tappe anche a Viareggio dove dal 10 ottobre fino al 20 dicembre è in programma Futurismo Balneare. La sede è la Gamc, Galleria di arte Moderna e Contemporanea di Piazza Mazzini, proprio di fronte al mare.

Il Futurismo a Viareggio e in Versilia. Accadimenti e Riflessi dal 1918 al 1940
è una mostra organizzata dal Comune di Viareggio e dall’associazione Caleidoscopio, a cura della nuova direttrice del centro Alessandra Belluomini Pucci e Riccardo Mazzoni. L’intento della mostra è celebrare lo speciale rapporto che questo territorio ha intrattenuto con le avanguardie del primonovecento ed in particolare il futurismo. Una storia fatta di Toscana, mare, percorsi artistici che si incrociano nella fecondità creativa delle vacanze.

Quaranta le opere in mostra, di autori come Uberto Bonetti, Primo Conti, Guido Dal Monte, Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Krimer, Achille Lega, Moses Levy, Alberto Magnelli, Alberto Magri, Antonio Marasco, Enrico Prampolini, Ram, Ardengo Soffici, Thayaht, Lucio Venna, Lorenzo Viani.

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Futurismo. Al Museo Dinamico di Forlì Baldessari e Depero a confronto

pubblicato da margherita

Lettrice e ricamatrice - 1920 - Fortunato Depero

Con la mostra “Baldessari e Depero. Futurismi a confronto”, ha inaugurato a Forlì la Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanea - Museo Dinamico.

Curata da Maurizio Scudiero e visibile fino al 13 luglio, l’esposizione anticipa le celebrazioni per il centenario dedicate al movimento futurista, la cui nascita ricorre a febbraio 2009. Questa la prima di una serie di mostre legate ad artisti o movimenti culturali che, in modo diretto o indiretto, hanno dedicato un corpus importante dei loro lavori o hanno le proprie radici nel Futurismo: Mario Schifano e alcuni artisti del Gruppo Forma 1.

Raccolte da varie istituzioni, le 80 opere si snodano in un percorso che propone il confronto tra due artisti che hanno interpretato il Futurismo in modo diverso e opposto, Fortunato Depero e Roberto Marcello Baldessari.

Baldessari e Depero. Futurismi a confronto - Museo Dinamico - Forlì
Lettrice e ricamatrice - 1920 - Fortunato Depero Lucienne - 1919 - R.M. Baldessari

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La grafica pubblicitaria di Fortunato Depero al Mart di Rovereto

pubblicato da contemporanea


Forse non tutti lo sanno, ma il futurista Fortunato Depero, nella sua variegata carriera, è stato anche illustratore pubblicitario ed editoriale. Ed è a questa produzione che il Mart di Rovereto dedica, fino al 3 febbraio, la mostra “DeperoPubblicitario. Dall’auto-réclame all’architettura pubblicitaria” di cui i colleghi di Deluxeblog hanno già parlato molto tempo fa.

Sono esposti bozzetti e tavole realizzate per vari prodotti come il liquore Strega e la Campari, oltre a copertine e pagine influenzate dal viaggio a New York nel 1929-30 e comparse su riviste come Vanity fair e Vogue.

L’artista, teorico dell’auto-réclame alla quale ogni artista di genio doveva sottoporsi e alla quale dedicò anche la serie omonima, ha dedicato il proprio impegno alla pubblicità fino agli ultimi anni, puntualmente documentati dalla mostra.

La grafica pubblicitaria di Depero

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Fortunato Depero e il teatro musicale in mostra a Roma

pubblicato da contemporanea

La Fondazione Musica per Roma presenta, all’interno dell’Auditorium della musica, il terzo appuntamento dedicato al centenario del Futurismo con una mostra intitolata “Depero e il Teatro musicale (1914 - 1930)”, che aprirà i battenti l’11 dicembre e durerà fino al 31 gennaio 2008.

Il pittore, nato a Fondo, trasferitosi in giovane età a Rovereto e impegnato nell’avventura avanguardista di inizio secolo, è passato dalle cosiddette “serate futuriste” nel corso della prima guerra mondiale, all’esperienza dei Balletti russi cui è seguita nel 1918 quella dei Balli plastici, caratterizzati dall’uso di marionette e dall’assenza di ballerini veri.

Nella sua produzione si distingue, dunque, un nucleo ispirato al mondo del teatro musicale per il quale ha lavorato come scenografo e costumista ed è proprio ai bozzetti per i costumi e per le cosiddette “scenografie mobili” da lui inventate, oltre che ad alcuni celebri dipinti sullo stesso tema, che è dedicata la mostra in questione.

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