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Tutti gli articoli con tag Gaetano Pesce

Alla Triennale di Milano l'Italia in croce di Gaetano Pesce

pubblicato da Lorenzo Mazza


Gaetano Pesce (1939), architetto e designer di origini spezzine che lavora a New York, è protagonista di una singolare installazione inaugurata ieri al CRT – Teatro dell’Arte, adiacente alla Triennale di Milano. Il profilo di un’Italia rosso fuoco, scarnificata, appesa ad un crocifisso di legno, inchiodata ed immobilizzata, campeggia coi suoi 7 metri e mezzo d’altezza nella platea del teatro. Ai suoi piedi sassi, rifiuti, una serie di panche e banchi che ci riportano in una specie di chiesa.

L’opera, alla cui idea Pesce lavora fin dagli anni settanta (allora fu bloccata dal clima politico degli ‘anni di piombo’) sarà visitabile fino al 1 maggio 2011 (h 18 – 21). Pesce festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia rappresentando un paese in croce ed invitando i visitatori ad accendere un lume votivo, a ricominciare a credere nella dignità e nella forza del nostro paese.

Lo spazio scenico diventa così il luogo di una preghiera laica, una denuncia che vuole suscitare nuovo senso di amor proprio negli italiani.

Se qualcuno di voi capita da quelle parti nei giorni della Milano Design Week, ci dica cosa ne pensa. Io non ci potrò andare, ma sono curioso di scoprire se quest’installazione è efficace dal punto di vista realizzattivo, dei materiali e dell’ambiente che occupa.

Alla Triennale di Milano l’Italia in croce di Gaetano Pesce
Alla Triennale di Milano l'Italia in croce di Gaetano Pesce

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Ospiti indesiderati alle case museo di Milano

pubblicato da michele

Ospiti indesiderati alle case museo di Milano

Ospiti indesiderati” è una mostra molto particolare: fino al 2 maggio le case museo di Milano (Poldi Pezzoli, Villa Necchi Campiglio, Casa Boschi, Museo Bagatti Valsecchi) apriranno le nuove sale a pezzi di design. Le antiche sale di questi palazzi, ornati di quadri di Fontana e di opere di Botticelli (solo per citare due nomi), ospiteranno opere di Gaetano Pesce, Ron Arad, Ettore Sottsass, Philippe Starck.

E mi sembra un’operazione tanto spericolata quanto interessante. L’idea di unire al “classico” il contemporaneo non può che stimolare l’attenzione di chi, per un motivo o per l’altro, mostra interesse verso l’arte. Ed è un’operazione che apprezzo anche perché le case museo sono un patrimonio fantastico di Milano (e non solo) molto spesso dimenticato.

Qualsiasi iniziativa che contribuisca a portare persone nelle case museo non può che avere il mio appoggio. Già da qualche anno il museo Poldi Pezzoli (tra le case museo di Milano è sicuramente quella più nota) ha istituito un aperitivo d’arte (ve ne abbiamo parlato qui); ora un’altra iniziativa cerca di rendere conosciuti questi grandi luoghi d’interesse artistico.

Ospiti indesiderati alle case museo di Milano

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Triennale Bovisa: la mano dell'architetto, recycled toys e Gaetano Pesce

pubblicato da margherita

Tavolo Kauri - Mario Botta

Anche la Triennale Bovisa si è organizzata per il Salone con una serie di eventi, alcuni un po’ deludenti a dire il vero. L’ambiente l’ho trovato meno curato e più desolato rispetto ad altri spazi, soprattutto considerando alcuni dei lavori presentati. Ad esempio il Tavolo Kauri di Mario Botta, collocato sul piazzale d’ingresso del museo. Un lavoro semplice ma spettacolare. Divertenti ma non dello stesso stile i “Recycled Toys” di Greg Lynn, Leone d’Oro della Biennale di Architettura di Venezia 2008. Grazie anche alle sue installazioni realizzate con i giocattoli riciclati che con l’intervento della tecnologia robotica diventano mattoni per costruire oggetti di uso quotidiano, l’artista si è aggiudicato il premio veneziano. Le quattro installazioni, portate alla Bovisa da Zerodisegno, rappresentano un tavolo anatra, un contenitore cane, un tavolo melanzana e una panca balena.

Altra mostra importante presente nello spazio fino al 18 maggio “La mano dell’architetto“, l’esposizione divisa in tre sedi, che raccoglie gli schizzi di 110 architetti. In questa sede alcuni lavori degli oltre 400 totali, allestiti in una stanza e nel corridoio antecedente. Non è spettacolare, ma penso sia rivolta agli amanti del disegno e agli architetti.

E dato che c’ero ho visto il Pink Pavillion di Gaetano Pesce. Mi è piaciuto il suo aspetto colorato e allegro, frutto di sperimentazione e ricerca unita al design. Senza dimenticare la sua utilità di abitazione di emergenza non inquinante. Il tema è più attuale che mai, non soltanto perché argomento social-politico, trattato al Salone e in altre occasioni, ma perché i disastri naturali recenti, motivano le ragioni di queste costruzioni. Per capire la natura del padiglione rosa, vi rimando ad un vecchio post che tratta l’argomento.

Triennale Bovisa: mostre e eventi per il Salone del Mobile
Recycled Toys - Greg LynnRecycled Toys - Greg LynnRecycled Toys - Greg LynnRecycled Toys - Greg LynnRecycled Toys - Greg Lynn

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Il Pink Pavillion di Gaetano Pesce in Triennale BVS

pubblicato da Manuel

Padiglione Rosa, Gaetano Pesce. Vista sud. Il Pink Pavillion di Gaetano Pesce è stato inaugurato da qualche giorno in occasione della mostra su Victor Vasarely in Triennale Bovisa. Il padiglione esterno è visitabile ed in futuro funzionerà come laboratorio rivolto ai bambini per le attività didattiche legate alle mostre.

La costruzione è un cubo rosa dall’aspetto antropomorfo con piante ed alberi sia sulla facciata che sul tetto. L’aspetto più importante di questa sperimentazione architettonica di Gaetano Pesce è il materiale con il quale è costruito: il poliuretano, un materiale schiumoso che permette di costruire strutture tridimensionali leggere e stabili, in tempi rapidi.

Questo materiale lo incontriamo spesso nella vita quotidiana, è ampiamente utilizzato nella costruzione di oggetti piuttosto comuni come i volanti, i paraurti, alcune parti delle calzature, ed anche in oggetti meno comuni, ma questa sua sperimentazione in ambito architettonico potrà essere utile per studiarne l’utilizzo nell’architettura d’emergenza, le caratteristiche sono molto promettenti: non è tossico e quindi le costruzioni d’emergenza potrebbero essere abitate per periodi lunghi, anche in caso di pioggia dato che è resistente alle muffe. Quando poi la situazione d’emergenza dovesse rientrare, il luogo che ha ospitato questo genere di costruzioni non rimarrebbe segnato, il poliuretano è infatti smaltibile come qualsiasi altro rifiuto solido urbano, non inquina il terreno e in alcuni casi può essere riciclato mediante macinazione o recupero e riutilizzo di materie prime.

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