Da oggi e fino al 19 aprile, in occasione del Salone del Mobile di Milano, la zona di via tortona si riempie di eventi. Alla galleria Anfiteatro (via Savona 26), va in scena “Contaminations“, una mostra che vuole non a caso mischiare codici espressivi e artisti dal carattere molto differente.
Le pareti della galleria, coperte da opere di Mimmo Rotella, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Christo, Pat Edwards, Guido Airoldi, Alfredo Rapetti, faranno da cornice agli oggetti di Joe Velluto, di Matilde, al vintage di Transforme, al tavolo Margherita di Annabella Nassetti e tanti altri oggetti di design.
Insomma, un connubio alquanto strano e a suo modo affascinante. Di certo la scelta non manca, e ognuno avrà modo di decidere se fermarsi davanti a un quadro o a un oggetto: una decisione che può avere conseguenze ben più ampie di quelle di una semplice mostra: arte o design? Io, da parte mia, ho già scelto.
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“Forgotten Divas - Il ritorno delle Stelle”: questo è il titolo della mostra di Pat Edwards, pittore che vive tra Italia e Stati Uniti, che si potrà visitare nella Galleria Anfiteatro Arte di Milano dal 19 novembre al 22 dicembre. Un ciclo di opere che ispirate alle dive del cinema muto, alla loro bellezza ma, innanzitutto, alla loro fama.
L’esposizione, infatti, vuole indurre il pubblico a riflettere sul concetto di notorietà: queste dive, dagli sguardi spesso ammiccanti e provocanti, cambiano a seconda della posizione dello spettatore, i loro colori sfumano, si creano inattesi riflessi, i colori cangianti e chiassosi svaniscono magicamente o si dissolvono in colori tenui. La gloria è vana, scompare; la felicità, è il caso di dire, è solo una questione di punti di vista.
Dunque, un periodo fortunato per Pat Edwards: dopo la mostra “Face to Face” appena conclusasi a Trieste, torna con questo nuovo progetto che, nell’originalità della tecnica, e per il palese (a volte fin troppo ostentato) richiamo alla pop art merita di essere vista. Bella l’attenzione, in questa e nelle altre mostre, al viso umano, alle sue espressioni, a ciò che, di positivo o negativo, dei lineamenti possono rivelare.