E’ ancora in corso e lo sarà fino all’8 gennaio 2012 presso la Tate Modern di Londra, Panorama, la più grande retrospettiva dedicata a Gerhard Richter. Contestualmente segnaliamo l’uscita di un interessantissimo documentario sul grande artista tedesco. Il film, diretto da Corinna Belz, si intitola Gerhard Richter Painting e segue l’artista al lavoro nel suo studio, poi nei colloqui con la gallerista newyorkese Marian Goodman e lo storico dell’arte Benjamin H. D. Buchloh.
L’interesse che suscita questo film non è certo nelle esternazioni dell’artista, sempre schivo e parsimonioso nell’uso delle parole, sostanzialmente incapace di approfondire il senso della sua arte (e per quello in fondo ci sono i critici). Il privilegio reso allo spettatore sta invece tutto nell’osservare l’artista nel vivo della creazione, e soprattuto il suo straordinario metodo di lavoro: la macchina da presa, con il senso della distanza e dell’inclinazione di un filmmaker che sa il fatto suo, ci mostra la funzione gestuale nell’uso del pennello, le grandi spatole formato tela che Richter fa scendere lentamente sul quadro, lasciando fuoriuscire squarci di colore sotto lo strato superficiale, creando sempre nuovi e imprevedibili paesaggi astratti, splendide epifanie dello sguardo.
Il film della Belz sarà presentato in anteprima durante la quarta edizione di Lo schermo dell’arte, il festival internazionale di film sull’arte contemporanea che si terrà al cinema Odeon di Firenze dal 21 al 24 novembre, a cura di Silvia Lucchese. Per chi fosse a Firenze in quei giorni, un’occasione da non perdere.

“Guardami. Il volto e lo sguardo nell’arte” è il volume, edito da Silvana editoriale, che accompagna l’omonima mostra che, a Lugano, sta cercando di fare in qualche modo il punto su uno dei soggetti artistici sui quali l’arte si è più spesso interrogata: il volto umano, e le sue infinite sfaccettature.
Il libro, di 296 pagine (34 euro), offre una lunga carrellata di sguardi: circa 80 immagini che documentano i cambiamenti che, dal 1969 a oggi, hanno caratterizzato la raffigurazione artistica dello sguardo, soprattutto la sua spersonalizzazione, dovuta anche all’introduzione della tecnologia nella rappresentazione del volto.
Gli artisti coinvolti nella mostra (e presenti nel catalogo) sono tra i più noti: Richard Hamilton, Urs Lüthi, Marisa Merz, Bruce Nauman, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Thomas Ruff, Thomas Schütte, Alex Katz, e l’immancabile Andy Warhol. I volti che ritraggono creano una vertigine nella “lettura”, un vortice di espressioni del viso, di tecniche, di persone, molto affascinante.
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Nonostante la crisi, o forse grazie all’instabilità del mercato azionario, l’arte contemporanea risponde bene e si riconferma uno degli investimenti preferiti dai ricchi.
Ne è la prova l’asta londinese di Sotheby’s del 5 febbraio, che ha visto star della serata il dipinto “Concetto spaziale“, opera del 1961 di Lucio Fontana. Stimata tra i 5 e i 7 milioni, è stata venduta per 4.409.250 sterline. Un valore inferiore che regge comunque il mercato e stabilisce un nuovo record d’asta per un dipinto della serie delle Venezie, e rappresenta la quarta cifra più alta pagata ad un’asta per un dipinto di Fontana (il record spetta a “Concetto spaziale - La fine di Dio“, opera venduta nel febbraio 2008). Il dipinto non era mai comparso in un’asta prima d’ora ed è rimasto nascosto al pubblico per più di 50 anni. La sfida ha visto coinvolti tre compratori, e alla fine la vendita è andata ad un estimatore europeo.
Sorte fortunata anche per “Stacked”, opera di Jeff Koons del 1988 venduta per quasi 2 milioni e trecento mila sterline (stima d’asta 2.2/3.2) e per “Troisdorf”, dipinto del 1985 di Gerhard Richter. Quest’ultima opera ha addirittura superato le stime, 1.5/2.0, essendo stata venduta per £2.113.250. Bene come sempre Warhol, con un auto-ritratto in tre parti del 1986 e anche lo scultore di origini indiane Anish Kapoor.
Con soli due lotti invenduti su 27, quest’asta rappresenta uno dei migliori risultati mai raggiunti nel periodo di febbraio per l’arte contemporanea, con un totale di vendita di £17.879.250.
Si è conclusa da poche ore a Londra l’asta Christie’s di inizio estate di opere di arte contemporanea, e le vendite sono andate bene. Un pò quello che ci si aspettava dalle previsioni, visto il tipo di lavori e autori presenti. Il totale della serata è stato di 86.241.600 sterline, circa 110 milioni di euro.
Jeff Koons con la scultura “Balloon Flower (Magenta)” ha battuto se stesso. L’opera è stata venduta per più di 25 milioni di dollari contro i 23 di “Hanging Heart“, aggiudicata nella precedente asta di New York. Il fiore è un pezzo unico, che fa parte di una collezione di cinque realizzati in diversi colori dall’artista (oltre al magenta anche le versioni Blue, Orange, Yellow e Red).
Tante le opere, ma l’attenzione era puntata in particolare sul dipinto “Naked Portrait with Reflection” di Lucian Freud, uno dei lavori più importanti dell’artista realizzato nel 1980 e comprato per 15 milioni di euro. In questo caso Freud non ha battutto se stesso. Il suo “Benefits Supervisor Sleeping” rimane il quadro di valore più alto e Freud rimane l’artista vivente più quotato (asta Christie’s di maggio).
Asta Christie’s - 30/06/08 - Londra


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