
Giacomo Balla pittura dinamica = simultaneita’ delle forze sarà inaugurata giovedì 11 febbraio presso la Galleria F. Russo di Roma. Una mostra per indagare intorno al Manifesto del Colore, uno scritto sull’utilizzo del colore nella pittura d’avanguardia, pubblicato da Balla il 4 ottobre 1918 all’interno del catalogo di una mostra alla Galleria Bragaglia di Roma. Il testo analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia.
Curata da Elena Gigli, la mostra sarà visitabile fino al 6 marzo e raccoglie una ventina di opere realizzate tra gli anni ’10 e gli anni ’20, provenienti da Casa Balla. Il pittore aveva cominciato col bianco e nero e dopo la guerra era passato al colore, tanto da definirne i sette punti nel Manifesto del Colore:
1. Data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa ne’ può interessare più nessuno.
2. Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse seni-futuriste o futuriste, domina il colore. Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genio italiano.
3. L’impotenza coloristica e il peso culturale di tutte le pitture nordiche, impantanano eternamente l’arte, nel grigio, nel funerario, nello statico, nel monacale, nel legnoso, nel pessimista, nel neutro o nell’effeminatamente grazioso e indeciso.
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Il 2 marzo la casa d’aste Babuino di Roma metterà all’incanto una serie di opere del Novecento italiano di indubbio pregio. A sorprendere, innanzitutto, sarà l’eredità dell’artista futurista Giacomo Balla, quadri e arredi (di sua creazione) provenienti dalla sua casa-studio, dove l’artista visse tra il 1929 e il 1958.
Tra i quadri, in particolare, va segnalata la presenza di “Gioco di bimbi” (qui sopra, stima 80-90mila euro), o le “Linee di forza” (1930, 40-60mila euro). Tra gli oggetti d’arredo, verrà messo all’asta, in particolare, un tappeto disegnato dall’artista e titolato “Geometrie” (100-130mila euro), che era situato nel salotto.
Ma, oltre alle opere di Balla, verranno messe all’incanto anche quelle di molti “maestri dell’arte contemporanea”: e qui si va da Mario Sironi a Renato Guttuso, da Fortunato Depero a Carlo Carrà. Vedremo, tra le tante aste che in Europa stanno facendo registrare record su record, come se la caverà la nostra avanguardia futurista e i nostri artisti italiani…
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Ve ne avevamo già accennato qui. La compagnia di bandiera continua ad andare a picco ed anche per questo 2009 si prevede una perdita dal valore di un miliardo di euro. I vertici hanno così pensato che forse era il caso di disfarsi dell’imponente patrimonio artistico di opere d’arte contemporanea, in tutto 187.
I quadri sono quelli che venivano esposti sui Dc8 e nelle sedi di Roma, Milano, Parigi e New York. Verranno venduti con un’asta notturna gestita da Finarte stasera alle 21. Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Giacomo Balla, quadri di Gino Severini appositamente commissionati e poi Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso, Mario Sironi, Fortunato Depero, Ottone Rosai, Massimo Campigli e sculture di Giacomo Manzu e Mario Ceroli.
Nel giugno scorso proprio un dipinto di Severini, La Danseuse era stato venduto da Sotheby per 21,4 milioni di euro, divenendo l’opera futurista che ha raggiunto la cifra più alta in una pubblica asta. Nel frattempo proprio in questi giorni il Commissario Straordinario Augusto Fantozzi consegnerà Alitalia nelle mani della cordata italiana del CAI, che ridurrà notevolmente l’impatto occupazionale della compagnia e la fonderà con AirOne.
Il 2009 segna il centenario della nascita del primo grande movimento d’avanguardia italiano, il Futurismo, avvenuta a Milano nel 1909. Ne abbiamo già parlato e ne riparleremo ancora, dato che saranno molte le manifestazioni organizzate per ricordare l’evento in tutta Italia, e tra le prime città ad occuparsene proprio Milano (dopo Rovereto e Bologna), per tutto il 2009 la capitale del Futurismo.
A differenza di altre esposizioni, quella che si inaugura il 12 febbraio alla Fondazione Stelline, “F.T. Marinetti = Futurismo”, è la prima mostra interamente dedicata alla figura di Filippo Tommaso Marinetti. Attraverso cinquanta opere e una ricca sezione documentaria, verrà ricostruita la multiforme attività dell’ideatore e fondatore del Movimento Futurista, scrittore ed editore di testi futuristi, vero detonatore del nuovo corso dell’arte italiana, il genio della rivoluzione estetica che segna il cambiamento radicale nella società e nella cultura italiana degli inizi del ‘900.
Dal 5 dicembre al 29 marzo 2009, Alessandria e la sua provincia celebrano la grande e irripetibile stagione dell’arte piemontese del Novecento, con una mostra sviluppata in cinque sedi diverse.
“‘900. Cento anni di creatività in Piemonte” sarà dislocata a Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica ad Alessandria, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, il Movicentro ad Acqui Terme e l’oratorio di San Bartolomeo a Valenza, in un percorso espositivo che comprende 250 opere di oltre 150 artisti come Pellizza da Volpedo, Giulio Paolini, Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio e molti altri.
Il Piemonte sembra essere stata una delle principali regioni che ha dato impulso a movimenti e correnti come il Divisionismo, il Futurismo, la Metafisica, il Novecento, l’Astrattismo, la Pop art, l’Arte povera e l’Arte concettuale. E allo stesso tempo nella regione hanno trovato terreno fertile anche personalità isolate come Pietro Morando, Adriano Parisot, Paola Levi Montalcini, Umberto Mastroianni.
Si parte dalla fine dell’Ottocento con Pellizza da Volpedo e dalla grande stagione divisionista e post-divisionista per arrivare agli autori emersi tra il 1990 e il 2008 come Saverio Todaro, Fabio Viale, Nicola Bolla, Botto & Bruno, Marzia Migliora e tanti altri.
Per informazioni Palazzo del Monferrato.
‘900. Cento anni di creatività in Piemonte



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Sabato 25 ottobre inaugura alle 18 presso la galleria Di Paolo Arte di Bologna “Futurismo 1910-1915, il centenario del manifesto”, una mostra che raccoglie opere appartenenti al primo perdiodo del Movimento.
Ad aprire il percorso espositivo due lavori di Giacomo Balla, tra cui l’opera simbolo del Futurismo, la scultura “Il Pugno di Boccioni”. Segue un raro autoritratto di Luigi Russolo esposto in diverse mostre dedicate al Movimento e alle Biennali del 1960 e del 1968. Esposto anche uno dei primi quadri astratto-geometrici della storia, “Conflitto tragico” opera del 1913 di Leonardo Dudreville. Tra i diversi lavori in mostra anche alcune carte di Achille Funi, artista che si rivelerà anticipatore di alcuni stilemi futuristi e delle successive periferie sironiane.
L’esposizione rimane aperta fino al 30 gennaio 2009. Il sito della galleria è in fase di ristrutturazione, quindi non sono disponibili informazioni, ma l’indirizzo per vedere la mostra è in Galleria Falcone e Borsellino, 4a/b Bologna.