Dal 6 febbraio al 23 maggio, al Mart di Rovereto, si potrà visitare la mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix, da Füssli a Degas”. Il titolo, molto lungo, è quanto mai esplicativo: l’intento dei curatori (Guy Cogeval e Beatrice Avanzi) è quello di indagare il fruttuoso rapporto tra arte e teatro, in un periodo, tra l’altro, dove palchi e platee riscuotevano molto più successo di adesso.
Jacques-Louis David, Eugène Delacroix, Ingres e Degas sono soltanto alcuni degli autori dei quadri presenti alla mostra. Oltre 200 opere (tra cui il celebre “Giuramento degli Orazi“), alcune mai viste in Italia, a testimoniare dalla fine del Settecento alle soglie del Ventesimo quanto arte e teatro si siano condizionati.
In mostra ci saranno anche disegni e modelli di scenografie. Opere provenienti da importanti musei, tra i quali il Louvre, il Musée d’Orsay, il British Museum e il Metropolitan Museum di New York. Una mostra di respiro internazionale e molto originale, dal tema molto affascinante.
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Il soggetto di questo dipinto che David realizzò nel 1784 è ispirato ad un episodio leggendario della storia romana: Gli Orazi e i Curiazi.
Per concludere la guerra che da tempo infuriava, Roma e la città rivale di Albalonga decisero di far combattere in duello tre campioni per parte, rispettivamente gli Orazi e i Curiazi. Alla fine vinsero gli Orazi e Roma sottomise quindi l’odiata Albalonga. L’artista raffigura i tre Orazi che si preparano alla battaglia e ricevono le armi dal padre Publio Orazio.
La scena si svolge lungo una linea orizzontale, senza andare in profondità, come se si trattasse di un rilievo di epoca romana, sullo sfondo tre archi con colonne in stile dorico contribuiscono a sottolineare la severità dell’ambiente e la solennità del momento, come si vede anche dai gesti dei protagonisti.
Alla forza fisica e morale degli uomini, con i muscoli tesi e guizzanti, vengono contrapposte la debolezza e la fragilità delle donne che nella scena non hanno alcun ruolo attivo ma si limitano a piangere.
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