
Considerato uno dei più grandi artisti inglesi della sua generazione, Henry Moore viene ricordato alla Tate Britain di Londra.
La mostra, intitolata semplicemente Henry Moore, prende in esame un periodo specifico dell’artista, quello che va dagli anni Venti ai primi anni Sessanta. L’intenzione è quella di sovvertire l’immagine familiare più nota dello scultore, ripercorrendo gli esordi di figura radicale e d’avanguardia, e mettendo in luce i lavori del periodo. Sculture e disegni dove i toni sono più cupi ed erotici, dettati da una morbida ansietà e da una figura complessa.
L’arte di Moore si confronta con i temi politici e sociali del suo tempo, dalle guerre mondiali a quella fredda, dal tema della sessualità a quello della psicoanalisi, dall’arte primitiva a quella surreale (di cui si vedono le forti influenze). E al centro il corpo umano, attraverso il quale l’artista esprime i suoi sentimenti riguardo al mondo.
Le opere chiave della mostra sono rappresentate dalle figure femminili distese scolpite in olmo e dai disegni che ritraggono Londra nel periodo della guerra. L’esposizione prosegue fino all’8 agosto.
Una delle maggiori collezioni d’arte americane è pronta ad essere messa all’asta da Christie’s New York. Sidney and Frances Lasker Brody, di Los Angeles, hanno messo insieme una fortuna in opere d’arte valutata almeno 150 milioni di dollari.
La collezioni comprende nomi del calibro di Henri Matisse, Alberto Giacometti, Henry Moore, Georges Braque, Edgar Degas e Edouard Vuillard. Ma il vero fiore all’occhiello della stessa è un nudo di Picasso. Si tratta di una delle più grandi e preziose raccolte di arte moderna mai messe insieme da una singola generazione di collezionisti.
Solo il Picasso (intitolato “Nudo, foglie verdi e busto”) potrebbe valere più di 90 milioni di dollari. Raramente è stato visto in pubblico. La collezione cominciò con una scultura di Henry Moore che Sidney Brody mise sotto l’albero di Natale per sua moglie. Da lì, si è fermata solo oggi.