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Tutti gli articoli con tag Jean Michel Basquiat

Una mostra tributo a Jean Michel Basquiat

pubblicato da Barbara

Dal 13 agosto 2011 il Museum of African American Cinema di Harlem, ospita una mostra intitolata “Manifest: a Conjuration of Radiance”; 35 artisti espongono i loro lavori ispirati a Jean Mchel Basquiat, l’artista afroamericano che morì di overdose il 12 agosto 1988.

L’opening della mostra ha visto la proiezione del bel documentario di Tamra Davis “Jean-Michel Basquiat: The Radiant Child”, presentato l’anno scorso nella selezione speciale al Sundance Film Festival, e in cui viene dipinta l’aura iconoclasta di Samo, nel contesto di un artista di successo, con amici come Andy Warhol e Julian Schnabel, e però suo malgrado sempre a confronto con le problematiche del razzismo.

I lavori in mostra non saranno semplici copie, ma opere di pura ispirazione che verrano messe in vendita; un’occasione d’oro per i fan della storia dei graffiti e di questo street artist antesignano born in Brooklin, che curiosamente però non è mai stato semplice ammirare, a causa delle poche occasioni espositive a lui dedicate.

Foto | Grazia

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The RAMM:ELL:ZEE Battle Station - Rammellzee al MOCA di Los Angeles

pubblicato da Barbara

The RAMM:ELL:ZEE from MOCA on Vimeo.

Ecco il video commemorativo del graffiti artist e icona hip-hop Rammellzee, scomparso nel 2010, e presente ora al The Curve del MOCA di Los Angeles. Writer, rapper, scultore, personaggio enigmatico e misterioso, Rammellzee era nato nel Queens a New York, dove iniziò la carriera di graffiti artist che l’ha portato a indagare il potere liberatorio del realizzare lettere in 3D sui muri.

Battle Station è il nome che diede al suo loft di Tribeca, dove visse per molti anni, e in queste immagini si respira in pieno l’atmosfera emanata dalle sue opere; le maschere da samurai del futuro, le statue e gli oggetti dipinti con sprazzi di vernice fluorescente, come in una grande astronave giocattolo.

RAMM:ELL:ZEE Battle Station è uno degli eventi che compongono la prima retrospettiva dedicata ai graffiti ospitata da un grande museo, Art In The Streets; presenti nomi come Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Todd James, Barry McGee, Steve Powers, Fab 5 Freddy, Lee Quiñones, Swoon e JR. Dagli anni ‘70 fino ad oggi, percorre le tappe principali di questa disciplina contemporanea vista attraverso le città simbolo del suo sviluppo: New York, Los Angeles, San Francisco, London, e Sao Paulo. Fino all’8 agosto 2011.

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SAMO©, Basquiat in azione

pubblicato da Lorenzo Mazza

Non c’è niente di meglio di un bel video per conoscere meglio Jean Michel Basquiat. Se poi la colonna sonora è Sabotage dei mitici Beastie Boys, allora l’omaggio all’artista statunitense scomparso nel 1988 è di tutto rispetto.

Nato nel 1960 a new York da genitori haitiani, Basquiat si interessa alla pittura fin da bambino. A otto anni, durante un ricovero ospedaliero a seguito di un’incidente, si folgora con il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray.

A 17 anni alla City-as-School di Manhattan, conosce Al Diaz, un giovane graffitista con cui crea il marchio SAMO, “Same Old shit” (la solita vecchia merda). Qualcosa di più di una semplice tag che ricopre i muri al massimo evolvendosi nel lettering. Samo© (saves idiots - salva gli idioti) è il vettore di messaggi ermetici e dalla forte connotazione politico-sociale che tra il 1977 e il 1978 fanno capolino nella city.

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Gli anni 80. Il trionfo della pittura. Da Schifano a Basquiat

pubblicato da michele

Sandro Chia, Pasto appassionato, 1982, 257,8x335,3, olio su tela

Dal 17 ottobre 2009 al 14 febbraio 2010 si potrà visitare al Serrone della Villa Reale e all’Arengario di Monza la mostra “Gli anni 80. Il trionfo della pittura. Da Schifano a Basquiat”. Il tentativo è quello di dare un contribuito alla comprensione della vita artistica degli anni ‘80, un periodo culturalmente spesso snobbato, ma che, nelle arti pittoriche, rappresenta una importante fucina e un determinante momento di sperimentazione.

Movimenti artistici e individualità saranno al centro di questa esposizione. Dalla Transavanguardia italiana ai graffitisti statunitensi fino alla Figuration Libre francese: circa cinquanta artisti - Mario Schifano, Mimmo Paladino, Keith Haring a Jean Michel Basquiat tra gli altri - saranno presenti in oltre 100 opere.

Sembra interessante soprattutto il confronto diretto di tendenze artistiche appartenenti a Stati e culture diverse: speriamo che ciò contribuisca a dare una visione globale di quella che fu l’arte in quel decennio. Tendenze e attitudini diverse dovrebbero inoltre mettere in luce cosa (e chi) di quegli anni, ha trovato strada nella produzione artistica attuale. Una mostra che mira in alto. Resta da vedere se, effettivamente, sarà all’altezza delle promesse. Noi, ovviamente, speriamo di sì.

Gli anni 80. Il trionfo della pittura. Da schifano a Basquiat

Sandro Chia, Pasto appassionato, 1982, 257,8x335,3, olio su tela Francesco Clemente, Senza titolo (Autoritatto con limone), 1980, 29,50x20, olio su tela Carlo Maria Mariani, La scuola di Roma, 1980, 360x460, carboncino su carta montato a mano

Continua a leggere: Gli anni 80. Il trionfo della pittura. Da Schifano a Basquiat

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Jean Michel Basquiat e "Downtown 81"

pubblicato da francesco

Com’era la vita a Manhattan nel 1981? L’occasione pr riscoprirlo è la proiezione del film “Downtown 81″, stasera al Cineclub Detrour di Roma (via Urbana 47, ore 21, info 06.45490845). Protagonista del film, diretto da Edo Bertoglio (potete leggere una sua intervista qui), è un giovanissimo Jean Michel Basquiat, che interpreta se stesso e incarna un’intera generazione di writer. Gli amici di Detour definiscono Basquiat

artista geniale della public art di strada offerta a chiunque abbia occhi per guardare. Il suo stile: istintivo, criptico, deliziosamente infantile e maleducato. Per qualcuno Jean è solo un teppista. Tutta la città è per lui un’immensa superficie dove poter lasciare un segno visibile del proprio passaggio e questo aspetto della sua arte è sottolineato in Downtown 81.

E’ una vera e propria immersione nella cultura underground degli anni Ottanta: tra gli altri attori troviamo infatti protagonisti del “paesaggio sonoro” della New York dell’epoca, come Deborah Harry a Kid Creole and the Coconuts, oltre a Victor Bockris, amico e biografo di Andy Warhol. Al termine della proiezione free drink e videoproiezioni.

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