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Tutti gli articoli con tag John Bock

Arte e cibo (2): Eat Art Gallery

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il termine Eat Art fu inventato da Daniel Spoerri per indicare arte interattiva fatta con prodotti alimentari. Due anni dopo l’apertura del suo ristorante a Düsseldorf al Burgplatz, l’artista svizzero fondò la Eat Art Gallery, esattamente nel 1970. Questo posto ha ispirato numerosi artisti a produrre varie edizioni di materiali commestibili e di opere ricavate da rifiuti alimentari. La mostra “Eating the Universe” naque da un’idea di Peter Kubelka, ex professore di Cinema e Cucina al Städelschule di Francoforte, per un TV-show di cucina pensato come un happening artistico.

Fino al 28 febbraio 2010 la Kunsthalle di Düsseldorf ripropone Eat Art, una mostra che illustra l’attrazione continua nei confronti del grande tema del cibo, visto come interfaccia fondamentale fra arte e vita. Al giorno d’oggi questo tema ha una rilevanza enorme, sul particolare sfondo di questioni come la ricchezza e la fame, l’anti-consumismo e i movimenti anti-globalizzazione, la dietologia moderna e show cooking, maniaci della salute e fast food.

La mostra è strutturata in due sezioni, sulla base della selezione delle opere seminali di Daniel Spoerri, così come alcune delle serie più importanti create per la Eat Art Gallery. Una piccola parte storica ripercorre le origini della Eat Art e presenta una ricostruzione della galleria e delle sue attività. La parte principale della mostra offre una vasta gamma di lavori più recenti che riguardano l’uso di materiali commestibili. Lavori che comprendono a livello scultoreo la rilevanza estetica del cibo. La cucina come luogo creativo e sociale della produzione e l’impatto mediatico degli spettacoli gastronomici.

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A Torino, "Il teatro della performance"

pubblicato da michele

Il teatro della performance. Marina Abramović.Ulay. AAA.AAA

Dal 24 ottobre al 31 gennaio, alla Gam (Galleria di Arte Moderna) di Torino, va in scena, è il caso di dire, “Il teatro della performance“. Una mostra originalissima, perché intende mostrare non tanto (non solo) la storia della performance, ma gli scenari che i diversi artisti hanno allestito a teatro delle loro performance.

Vi avevamo già annunciato in questo post che a inaugurare l’esposizione ci sarebbe stata forse una delle più popolari performer esistenti, Marina Abramović. Ora vi proponiamo alcune immagini. (Qui sopra, un’immagine della performance AAA-AAA della Abramović).

A partecipare a questa bella mostra, che ripercorre alcuni momenti significativi della performance dagli anni ‘50 a oggi, ci saranno molti artisti: il “cruento” John Bock, Herman Nitsch, con i suoi “teatri” di religiosa memoria e, tra gli italiani, Michelangelo Pistoletto, con la sua “Orchestra di stracci”.

Una mostra interessante per il taglio, per le personalità che hanno partecipato con le loro opere, e perché mette in luce una storia e dei teatri, quelli della performance che, sebbene siano parte integranti del gesto artistico, spesso si confondono, svaniscono quasi agli occhi dello spettatore.

Il teatro della performance

Il teatro della performance. Marina Abramović.Ulay. AAA.AAA Il teatro della performance. JOHN BOCK Il teatro della performance. Hermann Nitsch. Installation

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