Esce fuori come per magia dagli archivi di mamma RAI questo vide del 1° aprile 1980. Un insolito documentario con i colori e la narrazione di una tv che abbiamo dimenticato, mi regalato un frammento di storia nascota che voglio condividere con voi.
Più volte sottolineato dalla voce narrante, una Napoli che vuole essere come New York, ospita l’incontro di Joseph Beuys e Andy Warhol. Il tutto si svolge in notturna, in un noto locale di jazz, il City Hal Café (1980 - 2001): il video ha le musiche di sottofondo di Pino Daniele.
Ma l’anima di questo incontro, luomo dietro le quinte (e nemmeno troppo) che desiderava portare la brezza dell’avanguardia artistica nella sua città, è Leopoldo Mastelloni. Per chi non lo ricordasse, attore di teatro, regista e cantante, Mastelloni è uno dei volti della cultura queer italiana: partendo da Artaud per approdare al varietà televisivo sin dagli anni ‘70, ha più volte recitato en travesti dichiarando apertamente la sua omosessualità.
Che dire: una punta di nostalgia per questa Italia? Forse…

Se conoscete Joseph Beuys saprete della sua operazione In Difesa della Natura. Natura terrestre, natura umana, natura creativa, principalmente. Mercoledì 12 maggio grazie al lavoro di Lucrezia De Domizio Durini e del Prof. Mauro Ballero nasce all’Orto Botanico di Cagliari un simbolico Giardino di Beuys, quale Segnale Stabile del Maestro tedesco Joseph Beuys.
Nel Giardino di Cagliari troveranno posto la Libera Creatività e la Solidale Collaborazione: alberi e gli arbusti sono simboli permanenti del pensiero del maestro tedesco: Rosmarino - simbolo di energia, Alloro – simbolo di grandiosità della cultura, Olivo - simbolo di pace e di produttività, Quercia - costanza, forza e longevità e la Rosa rossa della Democrazia Diretta.
Nel Giardino sardo di Beuys ci sarà spazio anche per l’artista economista Vitantonio Russo e per le panchine rosse di Marco Bagnoli. Nel giorno dell’inaugurazione sarà messa a dimora una Quercia e verrà data lettura delle poesie – Difesa della Natura. La giornata parte alle ore 11 con l’incontro pubblico Chi è Joseph Beuys? L’inaugurazione ufficiale è prevista per le 17.

Lo scorso weekend si è aperta una nuova galleria a Roma. Ag Arte Contemporanea, in via Panisperna, animerà la vita culturale del rione Monti. L’allestimento inaugurale, visitabile fino al 15 maggio, è dedicato al grande artista tedesco Joseph Beuys.
All’ingresso, si nota subito sui muri dello spazio una sorta di scarabocchio, che a ben guardare rappresenta un elettrocardiogramma. Andando avanti si scopre un’installazione, è Vestito terremoto, realizzato il 17 aprile 1981 nell’allestimento Terremoto in Palazzo, dedicato ai tragici smottamenti che colpirono Irpinia e Basilicata nel 1980.
Completano la mostra alcuni documenti video, manifesti e fotografie, provenienti dalla collezione di Lucio Amelio, estimatore ed amico di Beuys. La mostra è curata da da Graziano Menolascina ed è aperta tutti i giorni (esclusi festivi), dalle 12 alle 22.

Il termine Eat Art fu inventato da Daniel Spoerri per indicare arte interattiva fatta con prodotti alimentari. Due anni dopo l’apertura del suo ristorante a Düsseldorf al Burgplatz, l’artista svizzero fondò la Eat Art Gallery, esattamente nel 1970. Questo posto ha ispirato numerosi artisti a produrre varie edizioni di materiali commestibili e di opere ricavate da rifiuti alimentari. La mostra “Eating the Universe” naque da un’idea di Peter Kubelka, ex professore di Cinema e Cucina al Städelschule di Francoforte, per un TV-show di cucina pensato come un happening artistico.
Fino al 28 febbraio 2010 la Kunsthalle di Düsseldorf ripropone Eat Art, una mostra che illustra l’attrazione continua nei confronti del grande tema del cibo, visto come interfaccia fondamentale fra arte e vita. Al giorno d’oggi questo tema ha una rilevanza enorme, sul particolare sfondo di questioni come la ricchezza e la fame, l’anti-consumismo e i movimenti anti-globalizzazione, la dietologia moderna e show cooking, maniaci della salute e fast food.
La mostra è strutturata in due sezioni, sulla base della selezione delle opere seminali di Daniel Spoerri, così come alcune delle serie più importanti create per la Eat Art Gallery. Una piccola parte storica ripercorre le origini della Eat Art e presenta una ricostruzione della galleria e delle sue attività. La parte principale della mostra offre una vasta gamma di lavori più recenti che riguardano l’uso di materiali commestibili. Lavori che comprendono a livello scultoreo la rilevanza estetica del cibo. La cucina come luogo creativo e sociale della produzione e l’impatto mediatico degli spettacoli gastronomici.

In corso a Berlino fino al 10 gennaio 2010 una mostra davvero interessante che ripercorre attraverso l’esperienza di artisti come Joseph Beuys, Jörg Immendorf, Anselm Kiefer, A.R. Penck (Der Übergang, 1963 - nella foto) il periodo della divisione della Germania. Arte e Guerra Fredda - Posizioni tedesche 1945-1989 è una mostra che comincia una riflessione a venti anni dal 9 novembre 1989, il giorno della caduta del muro di Berlino.
Due differenti tipologie di umanità a confronto che hanno coesistito a partire dagli anni ‘50. Una spaccatura che si riassume nella contrapposizione tra astrattismo a ovest e realismo socialista a est. Ma la cultura si sa non si ferma e passa attraverso i muri, al punto che oggi, con sguardo lucido, è possibile trovare molti punti di contatto tra gli artisti delle due Germanie.
Nonostante partissero da un background ideologico completamente differente, le storie delle arti nei due paesi si sono spesso venute a incrociare. Durante la Guerra Fredda tra la Repubblica Federale e quella Democratica l’arte ha avuto un’importante funzione comunicativa, per arrivare, all’alba della reunificazione, a svolgere unaa funzione di traino di tanti progetti di ricostruzione identitaria.

Riparte alla grande la programmazione della Fondazione Stelline di Milano. Dal 24 settembre, United artist of Italy. Ventidue fotografi italiani attivi a partire dagli ani sessanta e i loro scatti che ritraggono artisti. Joseph Beuys, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Pasolini, Calvino, Moravia e molti altri.
Ritratti attraverso gli occhi delle macchine fotografiche di Claudio Abate, Aurelio Amendola, Gabriele Basilico, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Giorgio Colombo, Mario Cresci, Mario Dondero, Federico Garolla, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Mimmo Jodice, Nanda Lanfranco, Uliano Lucas, Attilio Maranzano, Nino Migliori, Ugo Mulas, Paolo Mussat Sartor, Paolo Pellion, Ferdinando Scianna.
Un racconto della storia delle arti a partire dai volti dei loro protagonisti. Ritratti da differenti angolutare gli artisti lasciano intravedere angoli inconsueti della loro personalità. La mostra a cura di Massimo Minini rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2010.

A chi è appassionato d’arte contemporanea e allo stesso tempo vuole approfondirne le matrici storiche, consiglio di di acoltare Ram Live. Ram Live è un progetto di RadioArteMobile, una web radio è un luogo virtuale dedicato alla messa in onda di memorie ed esperienze artistiche.
Alla base di tutto c’è un approccio etico all’ascolto, attraverso cui far passare anche l’esperienza estetica. Un progetto unico nel suo genere che si basa su un imponente archivio di sound art, rare interviste, musica, documentazioni di performance e progetti ’sul campo’, monografie sugli artisti e, non ultima, una programmazione dedicata all’arte e alla cultura contemporanea.
Uno streaming incessante, 24 ore su 24, curato dalla direttrice Ilari Valbonesi e da Luca Vitiello. I palinsesti sono facilmente consultabili sul sito di Ram e consentono di programmare i propri ascolti in tutta calma. Joseph Beuys, Nam June Paik, Andy Warhol, Carmelo Bene, Baudrillard, Cronenberg, Pasolini… solo per fare qualche nome di ciò che è in onda questi giorni. Le voci degli artisti, i suoni e i rumori delle loro vite, delle loro azioni, i dietro le quinte….per ascoltare meglio vi consiglio di attaccare il pc alle casse dello stereo.

In contemporanea con Manifesta e fino al 16 novembre, il Mart di Rovereto ospita “Eurasia. Dissolvenze geografiche dell’arte”, un evento curato da Achille Bonito Oliva e da diversi nomi internazionali che intendono recuperare le intenzioni di Joseph Beuys e del suo progetto intitolato, appunto, Eurasia, una sorta di stato fittizio ideato nel 1967, un anno dopo la performance “Eurasian siberian symphony”.
La riflessione di Beuys, teorico della scultura sociale e della creatività come unico strumento di emancipazione dell’individuo, riguardava la possibilità di fondare un’arte che abbracciasse senza distinzioni occidente e oriente, Europa e Asia. Le dissolvenze del titolo richiamano appunto le sfumature e le emergenze culturali che la mostra intende evidenziare, al di là di ogni confine geopolitico.
La rilettura del progetto di Beuys ad opera di Oliva ruota attorno ad Eurasienstab, film girato dall’artista tedesco nel 1968 ad Anversa, e vede dialogare tra loro esponenti italiani e internazionali del panorama artistico odierno (Stefano Cagol, Mircea Cantor, Adrian Paci, Elena Nemkova e molti altri) oltre ad un altro nome storico, Alighiero Boetti.
A Napoli nel 1980 due grandi dell’arte contemporanea, Warhol e Beuys, si incontravano grazie al collezionista Lucio Amelio.
A 27 anni di distanza Michele Bonuomo ha curato la mostra “Warhol - Beuys. Omaggio a Lucio Amelio“, presso la Fondazione Mazzotta che è un omaggio ai protagonisti di quell’incontro.
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