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Tutti gli articoli con tag Leonardo Da Vinci

Eccezionale scoperta, il 'Salvator Mundi' è un dipinto di Leonardo da Vinci

pubblicato da Lorenzo Mazza

Un quadro originariamente venduto per 60 euro nel 1958 all’asta, potrebbe in realtà essere un’opera di Leonardo Da Vinci e valere circa 150 milioni di euro (un vero record di vendita). Si tratta del Salvator Mundi (o Salvatore del mondo che dir si voglia), un olio su tavola di legno (dimensioni 66×47 cm), che ritrae Cristo con la mano destra che benedice e la sinistra che sorregge un globo.

Da principio il quadro era stato attribuito ad un allievo di Da Vinci, Antonio Boltraffio, ma, ad una più attenta analisi, è emersa l’ipotesi che l’abbia dipinto lo stesso maestro. Secondo alcune ricerche, potrebbe trattarsi di un dipinto scomparso, che era stato di proprietà dei re Carlo I e Carlo II d’Inghilterra. Ne sono convinti Martin Kemp, professore emerito di Storia dell’Arte all’Università di Oxford e un pool diesperti americani ed italiani. Molte infatti sono le caratteristiche in comune con un altro quadro del maestro toscano, il San Giovanni Battista del Louvre di Parigi. Ma anche il restauro, che ha rimosso strati di vernice scoloriti e ritocchi posticci applicati durante tentativi di restauro precedenti, avrebbe rivelato la mano di Leonardo.

Oggi l’opera fa parte di una collezione privata americana e sarà presentata pubblicamente per la prima volta alla National Gallery di Londra prima di Natale.

Il Salvator Mundi prima e dopo il restauro
Il Salvator Mundi prima e dopo il restauro

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La Gioconda torna a Firenze? Timida apertura del direttore del Louvre

pubblicato da Lorenzo Mazza


La Gioconda torna a Firenze? Sembra un po’ una richiesta bizzarra, ma in qualche modo a Firenze la Gioconda ci è stata. Proprio nella città gigliata Leonardo cominciò a dipingere il quadro, come ci testimonia il Vasari, che fu però ripreso e ritoccato dal maestro almeno tre volte, come ha riportato l’analisi ai raggi X. L’opera venne comunque comprata da Francesco I, re di Francia, al prezzo di 4.000 ducati.

Fatta questa premessa, l’ultima volta che la Gioconda ha visitato forzosamente l’Italia, è stato nel 1913. Venne infatti rubata dal Louvre nel 1911 da un ladro italiano, che tentò di rivenderla due anni dopo a un antiquario fiorentino. Allora fu brevemente esposta alla Galleria degli Uffizi, prima di tornare al Louvre.

Adesso è sempre Silvano Vinceti, a presiedere il Comitato per il rientro della Gioconda a Firenze nel 2013, sostenuto dal Ministro dell Cultura Giancarlo Galan e dal Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Vinceti sostiene che “questo sarebbe un evento di enorme valore storico e culturale, nonché una occasione meravigliosa per tutta l’Italia”, intenzionato a raccogliere 100.000 firme nei prossimi mesi per sostenere la campagna.

Nonostante le timide aperture di Vincent Pomarede, direttore del Louvre, le possibilità del tour della Gioconda in Italia sono davvero poche (”ogni tentativo di muoverla provocherebbe danni ingentissimi”). Dopo la vacanza americana (Washington e New York) nel 1962, l’ultima ‘uscita’ risale al 1974, quando fu esposta a Mosca e Tokyo.

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'Leonardo Da Vinci Remastered', il contest Photoshop

pubblicato da Lorenzo Mazza

'Leonardo Da Vinci Remastered', il contest Photoshop

Vi ricordate di FreakingNews, il sito che, mese dopo mese, propone dei Photoshop contest tematici? Beh, io ogni tanto ci capito per farmi qualche bella risata e a volte rimango sbalordito dalle idee e dalla bravura di chi partecipa a questi concorsi, senz’altro scopo se non quello di divertirsi creativamente.

Oggi vi voglio così presentare alcune immagini tratte dal contest in onore del 559imo compleanno di Leonardo Da Vinci, che si è celebrato lo scorso 15 aprile. C’è un moderno Leonardo fuori dai Da Vinci Studios che vende le sue opere e le macchine volanti. Una Mona Lisa in bikini che sfoggia un cappellocon la scritta Art is dead. Una pagina del Codice Atlantico appena ritrovata, in cui si scopre che Leonardo aveva inventato addirittura anche un prototipo di Mac e poi un Leonardo Di Caprio da Vinci (che lentamente sta ‘rosicando’ un po’ di popolarità on line al maestro fiorentino).

‘Leonardo Da Vinci Remastered’, il contest Photoshop

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Gioconda, trovato un cranio e alcuni frammenti di ossa

pubblicato da Lorenzo Mazza


All’inizio gli archeologi avevano avuto paura di rimanere a mani vuote, poi oggi sono stati ritrovati alcuni resti mortali, un cranio e frammenti di ossa, che potrebbero essere compatibili con il profilo della donna che ha posato per Leonardo da Vinci, Mona Lisa. Un teschio femminile di medie dimensioni è stato portato alla luce oggi in un ossario ad un metro e mezzo sotto il livello del pavimento della cappella.

Bisogna capire se il cranio sia in connessione anatomica con i frammenti di costole e vertebre ritrovati, se appartengano quindi alla stessa persona. L’obbiettivo del team di ricercatori guidati da Silvano Vinceti è di poter ricostruire il volto di Lisa Gherardini Del Giocondo che, prima di morire si pensa si possa essere rifugiata nel convento di Sant’Orsola a Firenze dalla figlia Marietta, monaca.

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Una grande retrospettiva su Arcimboldo a Palazzo Reale

pubblicato da Lorenzo Mazza

Tutto è pronto per l’apertura, domani, giovedì 10 febbraio 2011, di Arcimboldo a Palazzo Reale. Milano ricorda Giuseppe Arcimboldo, che qui nacque nel 1527, figlio di Biagio, un artista che lavorava presso la Fabbrica del Duomo. Dal 1562 fu pittore alla corte degli Asburgo a Vienna e poi a Praga, da dove fece ritorno nel 1587. La sua vicenda artistica fu ben presto dimenticata ed etichettata sotto la nomenclatura di ’scuola di Leonardo’, finché il suo lavoro venne recuperato nel Novecento, grazie all’interesse delle avanguardie e soprattutto dei surrealisti.

Arcimboldo aveva sicuramente fatto tesoro degli studi di anatomia e del tratto grottesco del maestro di Vinci, ma si era spinto oltre, innovando radicalmente l’approccio alla figurazione. La sua intuizione era sottile e geniale: utilizzare parti di vegetali, pezzi di frutta e verdura, tuberi, fiori, animali, per comporre, in un intricato puzzle, volti umani. Si tratta spesso di ritratti di personaggi esistenti e illustri, in cui è sempre possibile rintracciare i singoli elementi costitutivi, dipinti con maestria e verosimiglianza.

Il percorso allestito a Palazzo Reale, a cura di Sylvia Ferino (Kunshistorisches Museum – Vienna), è visitabile fino al 20 maggio 2011 e fornisce una visione nuova e approfondita del rapporto tra Arcimboldo e Milano. Si parte proprio dai disegni grotteschi e dalle caricature di Leonardo e di Girolamo Della Porta, Bernardino Luini, Giovanni Antonio De Predis, Cesare da Sesto, Francesco Melzi, Giovanni P. Lomazzo, Giovanni A. Figino, Vincenzo Campi e Camillo Procaccini.

Una grande retrospettiva su Arcimboldo a Palazzo Reale
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Orazio e Petrarca, nuove rivelazioni sulla Gioconda di Leonardo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ogni anno ai aggiunge un nuovo tassello per risolvere il “complicato enigma” della Gioconda (le virgolette le metto perché sinceramente la Mona Lisa mi piace proprio così, misteriosa). All’inizio del 2011 non potevamo così mancare di presentarvi qualche nuova scoperta. Ross Kilpatrick, professore della Queen’s University in Canada, a partire da alcuni riferimenti letterari presenti nell’opera, ha ipotizzato una nuova visione del capolavoro vinciano. Nel quadro ci sarebbero immagini ispirate alle opere di Orazio e del Petrarca. La tecnica sarebbe quella dell’invenzione, per cui alle spalle della Gioconda spunta un paesaggio arido, ripreso dall’Ode 1. 22 di Orazio e da due sonetti del Petrarca.

“Mandami in aride pianure, senza un albero che venga ristorato dalla brezza estiva, un angolo di mondo oppresso dalle nebbie e dall’avversità di Giove; mandami in una terra desolata, dove troppo vicino ruota il carro del Sole, Lalage continuerò ad amare, lei che sorride dolcemente e dolcemente parla”. (Orazio, ibidem)

In entrambi i passi dei due autori si celebra una giovane donna sorridente, promettendo di amarla e seguirla in tutto il mondo, dalle montagne, ai deserti aridi, alle umide paludi. Sull’effettiva ispirazione del paesaggio sullo sfondo della Gioconda, gli esperti ancora dibattono. Le ultime indicazioni parlano della campagna aretina (terra d’origine del Petrarca), mentre la studiosa Carla Glori è convinta che si tratti del paesaggio di Bobbio, un paese ai piedi delle colline piacentine. Lo storico dell’arte Silvano Vinceti avrebbe infatti scoperto, ben nascosti (tanto che io non li vedo!) i numeri 7 e 2, nella campata del ponte di pietra. Secondo la Glori questo sarebbe un chiaro riferimento al 1472, anno in cui una devastante alluvione (con straripamento del fiume Trebbia) distrusse il ponte di Bobbio.

Nel frattempo, poco prima di natale, il professor Vinceti, del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali avrebbe dato notizia della scoperta di alcune lettere (L, S, CE, B…) negli occhi della Gioconda. Si tratterebbe di un codice con cui si indicano le iniziali di Bianca Giovanna Sforza, figlia illegittima di Ludovico il Moro. Ma altri studiosi hanno contestato la scoperta, dicendo che i cosiddetti simboli nascosti non sarebbero altro che crepe apparse nel dipinto ad olio nel corso dei secoli.

Dal mio personale punto di vista, credo che il futuro ci regalerà sempre nuove interpretazioni della Gioconda. Non penso d’altronde se ne abbia a male il grande Leonardo, che forse aveva previsto tutto questo e molto altro, per non farci annoiare.

Orazio e Petrarca, nuove rivelazioni sulla Gioconda di Leonardo
Orazio e Petrarca, nuove rivelazioni sulla Gioconda di Leonardo

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Nuove scoperte dal restauro della Vergine delle Rocce

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si parla ancora di Leonardo da Vinci. Concluso il progetto di restauro durato 18 mesi per riportare all’antico splendore la Vergine delle Rocce, la prima rivelazione dice che il maestro toscano dipinse il quadro da solo e non, come si era pensato finora, con l’aiuto di altri pittori.

Il dipinto, una versione successiva di quello esposto al Louvre di Parigi, sembra che non sia stato completamente finito. Il processo di pulizia ha rivelato dettagli a lungo nascosti sotto uno strato di vernice applicata tra il 1948 eil 1949 e da allora in via di degradazione. Questo restauro approssimativo aveva ridotto consistentemente la sottile ombreggiatura dell’immagine, in particolare le aree più scure.

Il restauro ha dunque rivelato che le diverse parti del dipinto sono state completate in tempi diversi, con la mano dell’angelo appena abbozzata e le principali figure quasi finite.

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I segreti dello 'sfumato' di Leonardo da Vinci

pubblicato da Lorenzo Mazza



Un team di ricercatori francesi sta studiando la Gioconda di Leonardo per carpire il segreto della tecnica dello ’sfumato’, che ha conferito ad un capolavoro come la Gioconda quel velo di sogno e di mistero. Linee e contorni sfumati a loro volta hanno creato l’illusione della profondità e le ombre.

Lo studio sulla tecnica pittorica di Leonardo è stato condotto da Philippe Walter, senior scientist presso la sede a Parigi del Laboratoire du Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France. Gli esperti vogliono scoprire quale quantità e qualità di olio è stato mescolato coi pigmenti, nonché la natura dei materiali organici presenti nei colori.

Gli strati ultra-sottili di smalti e pigmenti utilizzati per ottenere transizioni dirette dal chiaro allo scuro, uniti a pigmenti ed additivi, sono il segreto delle ombre sui volti. Per il resto, aspettiamo le conclusioni della ricerca e la pubblicazione che ne seguirà.

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A Milano Leonardo tra politica e urbanistica

pubblicato da Lorenzo Mazza


Comincia oggi martedì 8 giugno a Milano nella Biblioteca Ambrosiana e nella Sala del Bramante (Santa Maria delle Grazie) una mostra che comprende 44 fogli del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. L’esposizione sfata il mito del Leonardo ‘forzatamente’ apolitico, artista e genio isolato, immune a qualsiasi tipo di passione politica.

Marco Versiero, professore di storia delle dottrine politiche all’Università l’Orientale di Napoli, ha passato al setaccio i 1.100 fogli del Codice Atlantico, per portare alla luce il pensiero del genio fiorentino a partire dai suoi studi urbanistici, per passare attraverso lo sviluppo delle vie di comunicazione (imponente la parte sui canali navigabili) e giungere infine ad una sintesi del proprio pensiero politico-filosofico attraverso preziosi aforismi.

Foto // Wikipedia

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Christie's potrebbe aver scambiato Leonardo da Vinci per un anonimo artista tedesco

pubblicato da margherita

Dettaglio disegno che potrebbe essere La bella addormentata di Leonardo da Vinci

Forse Christie’s potrebbe aver fatto una cattiva valutazione e aver scambiato un disegno di Leonardo da Vinci per un dipinto tedesco del XIX secolo. Questo quanto sostiene l’ex possessore dell’opera in questione, Jeanne Marchig, che ha fatto causa alla casa d’asta, sostenendo che il disegno era La bella addormentata di Leonardo il cui valore potrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di sterline. Invece è stato venduto per poco più di 11 mila sterline, vista la mancata attribuzione.

Il disegno, il profilo di una ragazza, che dovrebbe essere Bianca Sforza figlia del duca di Milano, è ora esposto in una mostra in Svezia e attribuito a Leonardo da Vinci.

La cosa si presenta però complessa. Christie’s sostiene quanto valutato ed in questo è supportata da altri esperti che ritengono che la mano non sia quella di Leonardo. L’accusa dice invece che ci sono prove evidenti del contrario e che la casa d’aste è stata negligente e non ha condotto ricerche scientifiche.

E’ probabile che la questione richiederà molto tempo, certo se si dimostrasse essere un vero disegno di Leonardo, pessima analisi di Christie’s.

Via | Guardian.uk

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