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Tutti gli articoli con tag Londra

Non è tutto Banksy quel che luccica

pubblicato da Lorenzo Mazza

Un po’ di giorni fa nella city sono apparsi nuovi stencil e subito si è fatto il nome di Banksy. Il primo a Kentish Town (vicino a Camden Town) raffigura una bambina con un lecca-lecca, che trascina il suo carretto caricato con un missile. Molti blog inglesi hanno dichiarato che si tratta del primo Banksy del 2012 e che nell’anno olimpico l’artista di Bristol sarà molto prolifico a Londra. C’è chi – come Mediabistro, sostiene che “possiede tutti i tratti dei suoi stencil irriverenti e una dichiarazione di stampo decisamente politico”.

Il pezzo non è stato riconosciuto e pubblicato sul sito di Banksy. Nella mia modesta opinione si tratta di un fake: non mi convincono i colori utilizzati e nemmeno la precisione nell’esecuzione. Neppure mi convince il ‘ratto che prende il sole‘ comparso a Hunstanton Norfolk, con la scritta Sunnin’ it. Lo stile grafico è decisamente diverso, e manca di tutto quel sapore, quello spessore ironico e pungente tipico di Banksy.

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Manzoni in mostra a Londra

pubblicato da Daniele


Alla Gagosian Gallery diu Londra è in mostra un retrospettiva sul grande artista italiano Piero Manzoni dal titolo Azimut. La mostra raccolgie le opere prinicpali di Manzoni, quelle contenute nei cicli realizzati tra il 1956 e il 1963, Achrom, Linee, Uova Scultura e Corpi d’Aria, con tele sperimentali realizzate da amici e collaboratori della rvista-progetto Azimut, come Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Dadamaino, e Lucio Fontana, che di tutti lore era un po’ lo spirito guida.

Ed è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo curato dallo storico dell’arte Francesca Pola, che comprende la storia del progetto Azimut/Azimuth e molte riproduzioni degli originali della rivista, fondata nel 1959. Con ogni evidenza, la riflessione di un artista come Manzoni, morto all’età di appena 29 anni, è tuttora fondamentale perchè ha agito, in modo ancora più estremo provocatorio di Marcel Duchamp, sull’idea stessa di arte, attaccandone il cuore funzionale, legato in modo perverso al culto del nome e del mercato. La sua lezione è sempre valida, oggi più che mai.

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I segreti di Leonardo, una guida interattiva

pubblicato da Daniele


Mentre i visitatori continuano ad affollare la mostra che si è rivelata campione d’incassi di quest’anno, Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano alla National Gallery di Londra, il sito del Guardian ha deciso di dedicare uno speciale interattivo all’evento. Il critico d’arte Jonathan Jones fornisce uno sguardo dettagliato su alcuni dei disegni più belli del grande maestro del Rinascimento, selezionando una serie di opere che vanno dalle caricature grottesche a nudi sublimi.

Com’è noto, nei suoi disegni anatomici Leonardo mostra una grande precisione scientifica, ma anche compassione per la vita umana e la mortalità. Jonathan Jones esamina i delicati disegni di crani realizzati dall’artista e rivela come Leonardo utilizzasse una scrittura rovesciata - leggibile solo ricavandone l’immagine speculare - per proteggere ‘i suoi segreti’.

La guida interattiva realizzata dal team del Guardian è su questo link. Cliccando sulle immagini si ottengono informazioni complete sull’opera, e uno strumento lente consente di ingrandire il disegno per ottenere una visualizzazione dettagliata e in alta risoluzione. Per ogni sezione è possibile ascoltare l’audio dell’analisi critica proposta da Jones. Ma è solo il primo capitolo. Il Guardian, infatti, ha deciso di pubblicare una nuova gallery interattiva su Leonardo ogni settimana fino alla conclusione della mostra, prevista per il febbraio 2012.

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Marlene Dumas in mostra a Londra

pubblicato da Daniele

La pittura di Marlene Dumas
Marlene Dumas, pittrice sudafricana naturalizzata olandese, è di quegli artisti che lasciano il segno. Dotata di una grande potenza espressiva, infonde nei suoi quadri una forte inquietudine, mai disgiunta dalla carica di una vitalità radicale.

Attualmente la Dumas è in mostra alla Frith Street Gallery di Londra con una personale, Forsaken, che ha partire dal titolo (abbandonato) dà la misura e il senso di un progetto molto sentito. Dumas si confronta con il pensiero e l’iconografia cristiani senza rinunciare alla sua visione della vita fortemente laica, umanissima. Il corpo è il messaggio, si potrebbe dire parafrasando la famosa definizione di McLuhan. E’ nei volti e nei corpi che è inscritta la vita ed è nella sofferenza di portare ed esibire un corpo che si misura il senso di un percorso etico ed estetico dell’esistenza.

Nel lungo corollario di ritratti a olio, introdotti dalla figura della crocifissione, risuona il disperato adagio evangelico: “Dio mio, Dio mio… Perché mi hai abbandonato?”. Ma qui l’abbandono riguarda tutti e la Dumas, che nel suo paese fu anche attivista dei movimenti contro l’Apartheid, sembra allora recuperare lo spirito ecumenico e il coraggio di Desmond Tutu. Non il perdono che laverebbe ogni peccato, ma la consapevolezza e l’accettazione dell’universalità che ogni essere umano porta con sé.

Che senso avrebbe, altrimenti, rappresentare i volti di Amy Winehouse, Bin Laden, Lawrence d’Arabia, se non riconoscendo in essi il segno di una dimensione esistenziale che riguarda ognuno? I loro volti sfrangiati, sfumati, bagnati riflettono l’altrove impenetrabile di ogni singola vicenda umana, riportano il giudizio nel suo luogo elettivo. Cioè nel confronto inesauribile con gli altri e con sé, nel rispetto che richiede ogni epifania dell’abbandono.

La pittura di Marlene Dumas
La pittura di Marlene DumasLa pittura di Marlene DumasLa pittura di Marlene DumasLa pittura di Marlene Dumas

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Londra scopre l'architettura sovietica d'avanguardia

pubblicato da Daniele

Building the Revolution
Una nuova mostra alla Royal Academy di Londra, Building the Revolution: Soviet Art and Architecture, 1915 to 1935 esamina l’avanguardia nell’architettura russa, ispirata alla pittura costruttivista che incarnava l’energia e l’ottimismo del nuovo stato socialista sovietico. La mostra è aperta dal 29 Ottobre 2011 al 22 Gennaio 2012.

La spinta a creare una nuova società socialista in Russia incoraggiò il tentativo di individuare una sintesi tra arte radicale e architettura. Questa reciprocità creativa si riflette nelle idee architettoniche e nei progetti di artisti come Kazimir Malevic, Vladimir Tatlin, Liubov Popova, El Lizzitsky, Ivan Kluin e Gustav Klucis, e nei disegni di architetti come Konstantin Melnikov, Moisei Ginsburg, Ilia Golosov ei fratelli Vesnin, così come Le Corbusier e Erich Mendelsohn, gli architetti europei che furono arruolati per contribuire a plasmare la nuova utopia.

La mostra accosta fotografie di grandi dimensioni degli edifici con i relativi disegni e dipinti di stampo costruttivista, fotografie d’epoca e periodici. Molte delle opere non sono mai state mostrate al pubblico inglese. In concomitanza con la mostra, è stata installata nel cortile Annenberg della Royal Academy una ricostruzione del monumento di Vladimir Tatlin per la Terza Internazionale, conosciuto come Torre di Tatlin, appositamente commissionato da Jeremy Dixon di Dixon Jones Architects. Una mostra di supporto nello Spazio Architettura (23 settembre - 29 gennaio 2012) esplora la visione e la concezione simbolica della Torre di Tatlin e svela l’affascinante processo intrapreso per la sua ricostruzione speciale alla Royal Academy.

Building the Revolution
Building the RevolutionBuilding the RevolutionBuilding the RevolutionBuilding the Revolution

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Scarpe in mostra a Londra

pubblicato da Daniele


Sulla scia di alcune celebrità che ritengono che la scarpa ideale dovrebbe assomigliare a una chela di granchio ingioiellata arriva una mostra dedicata alle scarpe progettate per essere quasi del tutto non indossabili. Shoes for Show: the Sculptural Art of High Heels, che si apre a Londra il mese prossimo, dimostra che le scarpe possono offuscare il confine tra arte e moda.

“Non volevo evitare rifiutare la funzionalità [delle scarpe], ma concentrarmi sulla loro bellezza inserendole nel contesto di una galleria come fossero pezzi d’arte scultorea”, ha spiegato il curatore della mostra, Shonagh Marshall. “Volevo evidenziare la proporzione matematica e la precisione che c’è nello shoe design”. Tra gli oggetti esposti vi sono le scarpe indossate da Beyoncé nel video di Run the World (immagine sopra): create dal designer inglese Maverick Gareth Pugh, assomigliano ad armature dall’aspetto medievale.

E la prova che l’ossessione per le scarpe bizzarre pervade ogni grado della cultura sta nella forma di un paio di sandali d’oro disegnati da Rupert Sanderson per l’Aida di Verdi in scena alla Royal Opera House lo scorso anno. Ma che le scarpe “impraticabili” non siano appannaggio della modernità lo dimostra il premio-scarpa, prestato dalla collezione di scarpe del museo di Northampton, che risale all’Expo del 1851. Con un tacco da quattro pollici e ricami incredibilmente raffinati, l’oggetto è stato progettato per dimostrare il talento del suo anonimo creatore, piuttosto che per essere indossato.

Poi c’è il designer di scarpe Christian Louboutin - le cui en pointe tempestate di Swarovski sono incluse nella mostra - che ha sollevato polemiche mettendo in relazione i tacchi alti con la libido femminile. Pare che Louboutin abbia detto che “infilare il piede in una scarpa col tacco vi porta in una situazione potenzialmente orgasmica”, affermazione che ha fatto roteare gli occhi alle femministe.

Via | The Guardian

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Lucy Liu, dal cinema all'arte

pubblicato da Daniele

Le opere di Lucy Liu in mostra a Londra
Lucy Liu è nota ai più come attrice di Charlie’s Angels e dei film di Tarantino, ma di recente si è dedicata all’arte e all’esplorazione del suo lato spirituale. Una ricerca che adesso si conclude con una nuova mostra di sue opere astratte a Salon Vert a Londra. Il punto focale della mostra è un pezzo intitolato Seventy Two, una serie di 72 dipinti di inchiostro separati ispirati ai 72 nomi di Dio, un’idea ispirata al Libro dell’Esodo. Le 72 immagini presentano uno stile ricco di suggestioni diverse, dalla calligrafia cinese alle forme più occidentali di astrazione, e sono accompagnate da un assortimento di object trouvé, come ali di farfalla, ossa e vetro.

“Si può meditare su ogni titolo” Liu spiega al Guardian , “e si può manifestarlo nella propria vita, che si tratti di prosperità, guarigione o fertilità. Ci sono 72 possibilità diverse. Ho pensato che era davvero affascinante”. Liu ha anche creato i versi che accompagnano ciascuna immagine. Le piccole frasi servono come strumento per approfondire la natura spirituale del suo lavoro, anche se inizialmente Liu era indecisa se inserirle: “Non voglio essere troppo esoterica, ma aiutare a visualizzare le idee e i pensieri che si hanno quando si pensa al titolo e ci si focalizza su esso”.

Nonostante il suo riconoscimento internazionale come attrice, Liu si è rivolta alle sue radici artistiche sette anni fa quando ha deciso di tornare a New York, acquistare uno studio e iscriversi alla New York School Studio. Liu ha allestito tre mostre fino ad ora, ma Seventy Two rappresenta una convergenza tra il suo interesse per la spiritualità, la cultura e l’ignoto.

Via | The Guardian

Le opere di Lucy Liu in mostra a Londra
Le opere di Lucy Liu in mostra a LondraLe opere di Lucy Liu in mostra a LondraLe opere di Lucy Liu in mostra a LondraLe opere di Lucy Liu in mostra a Londra

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Una Tube Map formato mondo

pubblicato da Anna Castiglioni

Tube map Of The World

La tube map, la storica mappa della metropolitana di Londra, si allarga fino agli estremi del Pianeta Terra, rimanendo ad ogni modo bidimensionale. La cartina della “tube” londinese è oramai un’icona in tutto il mondo e viene utilizzata da circa 28 milioni di persone ogni anno per non perdersi nel dedalo di linee metropolitane della capitale britannica, seconda per estensione solo a Shangai. Chi è stato a Londra lo sa bene: impossibile non perdersi almeno una volta. La mappa è considerata tra l’altro uno dei pezzi più importanti del design britannico; progettata originariamente da Harry Beck nel 1931 nel suo tempo libero, mentre lavorava come ingegnere presso il London Undergound Signal Office, ha subito diverse variazioni, in particolare passando da un diagramma geografico alla lineare forma attuale.

La mappa riscontra un enorme successo e viene annunciato come un pezzo rivoluzionario per la comunicazione grafica. Citato da studiosi e progettisti come un “classico del design” , è stato più volte oggetto di interpretazione artistica: David Booth, ad esempio, nel 1986 creò una serie di manifesti pubblicitari con le linee della metropolitana colorate da tubetti spremuti di colore e furono esposti alla Tate Gallery. E ancora Paul Middlewick nel 1987 trovò 20 specie di animali disegnati tra le linee della mappa, creando i famosi Animals on the Underground. Simon Patterson fece la stessa cosa, ma trovando profili di personaggi famosi. L’autore di questa creazione è invece una donna, Tish Wrigley, il cui lavoro è stato evidenziato sulla rubrica Another Loves e votato come migliore della settimana.

Via | AnotherMag

Londra - Tube Map
Londra - Tube MapLondra - Tube MapLondra - Tube MapLondra - Tube Map

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David Hockney e il cinema

pubblicato da Daniele


Dopo aver vissuto venticinque anni in California, David Hockney ritorna in Inghilterra, dove decide di reinventare la sua pittura ripartendo da zero, lavorando en plein air in tutte le stagioni e in tutte le condizioni atmosferiche. Un film segue la realizzazione del Bigger Trees Near Waters, il più grande quadro mai dipinto all’aperto, composto da 54 tele, poi donato alla Tate Gallery di Londra.

La nuova opera di David Hockney, dopo sette anni di lavoro, sarà esposta in una grande mostra alla Royal Academy di Londra. “Mi è venuto in mente che avrei potuto salvare il cinema”, ha detto con una certa modestia Hockney definendo il progetto di esporre i suoi film-paesaggio, in cui nove telecamere vengono adoperate per creare grandi immagini in movimento su più schermi. In questo modo l’artista ha elaborato ulteriormente la sua cifra artistica, quella della scomposizione in quadri - in fotogrammi se vogliamo - molto ricorrente nei suoi dipinti.

Il film mostra lo stesso paesaggio in ciascuna delle quattro stagioni ed è stato girato quando viveva a Bridlington, catturando la bellezza dei paesaggi dello Yorkshire orientale. In mostra ci saranno circa 150 opere, che comprendono dipinti, disegni, sketchbooks e disegni realizzati sul suo iPad. Hockney è riuscito a rendere l’est dello Yorkshire un suo paesaggio, proprio come Constable fece con il Suffolk. “Nessuno ha diretto David in quello che stava preparando per questa mostra”, ha detto il co-curatore Mark Livingstone. “Aveva la galleria a sua disposizione e ha fatto il lavoro che voleva fare.” Ed ha aggiunto: “Penso che i dipinti che ha realizzato dal 2005 rappresentino il corpus di opere più impressionante che abbia mai fatto nella sua vita.” A Bigger Picture sarà alla Royal Academy tra il 21 gennaio e il 9 aprile.

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E' il Lloyd l'edificio preferito dei londinesi

pubblicato da Daniele

Lloyds building
L’edificio Lloyd di Londra ha ispirato la battuta secondo cui il mercato assicurativo è nato in un caffè ed è andato a finire in una caffettiera. Il Lloyd è stato descritto anche come una piattaforma petrolifera, la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, macchina di rianimazione e - più banalmente - un pugno nell’occhio. Ma il complesso progettato da Richard Rogers, sede del mercato più antico del mondo assicurativo fin dal 1986, è stato votato come l’edificio preferito di Londra dal 1980.

In un sondaggio condotto dalla stessa compagnia Lloyd, confontandolo con altre costruzioni sorte dopo il 1980, l’edificio inside-out della città - in cui scale, ascensori e tubature sono poste all’esterno lasciando libero lo spazio interno - ha battuto nelle preferenze il London Bridge, il Broadgate, il MI6 e la Tower 42. Quasi il 40% delle persone intervistate hanno indicato negli ascensori esterni, storicamente i primi mai costruiti in Inghilterra, la caratteristica preferita. Secondo l’amministratore delegato Lloyd, Richard Ward, si tratta di “un edificio fantastico, e al suo interno davvero molto efficiente. Ma è anche molto costoso da mantenere, perché ogni cosa è dislocata esternamente e quindi esposta alle intemperie”. Il Lloyd è stato costruito dopo il Centre Pompidou, progettato da Renzo Piano e dallo stesso Rogers a Parigi, e sarà quotato in ottobre.

Via | The Guardian

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