
Dopo aver vissuto venticinque anni in California, David Hockney ritorna in Inghilterra, dove decide di reinventare la sua pittura ripartendo da zero, lavorando en plein air in tutte le stagioni e in tutte le condizioni atmosferiche. Un film segue la realizzazione del Bigger Trees Near Waters, il più grande quadro mai dipinto all’aperto, composto da 54 tele, poi donato alla Tate Gallery di Londra.
La nuova opera di David Hockney, dopo sette anni di lavoro, sarà esposta in una grande mostra alla Royal Academy di Londra. “Mi è venuto in mente che avrei potuto salvare il cinema”, ha detto con una certa modestia Hockney definendo il progetto di esporre i suoi film-paesaggio, in cui nove telecamere vengono adoperate per creare grandi immagini in movimento su più schermi. In questo modo l’artista ha elaborato ulteriormente la sua cifra artistica, quella della scomposizione in quadri - in fotogrammi se vogliamo - molto ricorrente nei suoi dipinti.
Il film mostra lo stesso paesaggio in ciascuna delle quattro stagioni ed è stato girato quando viveva a Bridlington, catturando la bellezza dei paesaggi dello Yorkshire orientale. In mostra ci saranno circa 150 opere, che comprendono dipinti, disegni, sketchbooks e disegni realizzati sul suo iPad. Hockney è riuscito a rendere l’est dello Yorkshire un suo paesaggio, proprio come Constable fece con il Suffolk. “Nessuno ha diretto David in quello che stava preparando per questa mostra”, ha detto il co-curatore Mark Livingstone. “Aveva la galleria a sua disposizione e ha fatto il lavoro che voleva fare.” Ed ha aggiunto: “Penso che i dipinti che ha realizzato dal 2005 rappresentino il corpus di opere più impressionante che abbia mai fatto nella sua vita.” A Bigger Picture sarà alla Royal Academy tra il 21 gennaio e il 9 aprile.

L’edificio Lloyd di Londra ha ispirato la battuta secondo cui il mercato assicurativo è nato in un caffè ed è andato a finire in una caffettiera. Il Lloyd è stato descritto anche come una piattaforma petrolifera, la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, macchina di rianimazione e - più banalmente - un pugno nell’occhio. Ma il complesso progettato da Richard Rogers, sede del mercato più antico del mondo assicurativo fin dal 1986, è stato votato come l’edificio preferito di Londra dal 1980.
In un sondaggio condotto dalla stessa compagnia Lloyd, confontandolo con altre costruzioni sorte dopo il 1980, l’edificio inside-out della città - in cui scale, ascensori e tubature sono poste all’esterno lasciando libero lo spazio interno - ha battuto nelle preferenze il London Bridge, il Broadgate, il MI6 e la Tower 42. Quasi il 40% delle persone intervistate hanno indicato negli ascensori esterni, storicamente i primi mai costruiti in Inghilterra, la caratteristica preferita. Secondo l’amministratore delegato Lloyd, Richard Ward, si tratta di “un edificio fantastico, e al suo interno davvero molto efficiente. Ma è anche molto costoso da mantenere, perché ogni cosa è dislocata esternamente e quindi esposta alle intemperie”. Il Lloyd è stato costruito dopo il Centre Pompidou, progettato da Renzo Piano e dallo stesso Rogers a Parigi, e sarà quotato in ottobre.
Via | The Guardian

Dopo la Gioconda, adesso anche alcuni affreschi della Cappella Sistina sono stati ricreati alla London Marathon utilizzando 12.090 cubi di Rubrick. Undici appassionati di puzzle e rompicapi si sono ritrovati per 400 ore (più di 15 ore), sistemando minuziosamente ogni singolo cubo per ottenere l’esatto colore del capolavoro di Michelangelo.
In una fase iniziale Cube Works Studio ha fatto una mappatura degli affreschi a Roma, per predisporre un modello dove ogni singolo quadrato del cubo corrisponde ad un pixel (in tutto sono 108.810). Questi 12mila cubi sono solo la prima parte di un progetto più ampio, che intende ricreare l’intera Cappella Sistina con 250.000 cubi, circa 50 tonnellate da appendere al soffitto.
Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik





Grande successo ierisera da Christie’s Londra per la Post-War and Contemporary Evening Auction, l’asta dedicata all’arte del dopoguerra e contemporanea. 45.640.200 sterline realizzate, pari circa a 55 milioni di euro. Ha dominato la classifica dei prezzi – circa 9 milioni di euro battuti - Silver Liz (nella foto), dipinto di Andy Warhol del 1963, uno degli unici due raffiguranti la celebre attrice e icona di Hollywood, con i suoi leggendari occhi viola.
Poi Loopy, opera del 1999 di Jeff Koons, ha realizzato 4.180.136 euro, record per un dipinto dall’artista e Mappa (1989) di Alighiero Boetti, venduto per € 2.253.064, più del doppio delle stime di prevendita. Un quadro di Pistoletto, la scritta Ti amo in bianco su sfondo rosso, ha realizzato circa 250 mila euro.
Stabiliti record per Jules de Balincourt, Alighiero Boetti, Glenn Brown, i fratelli Chapman, Chris Ofili, per un dipinto di Jeff Koons e per un’opera su carta di Roy Lichtenstein. Gli acquirenti provengono per il 58% dall’ Europa, con il Regno Unito al 30%, 4% dalle Americhe e il 5% dall’Asia.

È un Matisse meno conosciuto, quello che fa la sua comparsa alla Nahmad Gallery di Londra. Colpito al cuore dal colore e dalla luce della Costa Azzurra, proprio come il russo Chagalldipinse alcuni dei suoi più bei quadri. Sono panorami luminosi e sensuali, dove la gioia di vivere prende la forma di fiori e paesaggi marini sconfinati, in cui la figura umana si immerge.
Henri Matisse: Rêve de Bonheur sarà allestita fino al 23 luglio, presentando anche una serie di quattro monumentali bronzi. Sono opere che si sono sviluppate a fianco della sua produzione pittorica, sculture monolitiche, femminili, create tra il 1909 e il 1930.

Nella grande asta del 22 giugno 2010 dedicata agli impressionisti e ai maestri dell’arte moderna di Londra, Sotheby’s metterà in venditarà un capolavoro di Edouard Manet: Autoritratto con tavolozza, il cui valore è stimato tra i 25mila e i 35 mila euro.
“Si tratta sicuramente dell’autoritratto più grande di Manet, ma anche uno dei più grandi autoritratti molto nella storia dell’arte“, dichiara Charles Moffett di Sotheby’s. Dipinto nel 1878, ben rappresenta lo stile e l’audacia del maestro francese. Di autoritratti ce n’è solo un altro, al Bridgestone Museum of Artdi Tokyo.
Al di là delle prevedibili impennate di prezzo che il quadro farà in asta, questo dipinto, sobrio ed elegante è un invito ad entrare nell’animo dell’artista. Ricco di profusioni e sottili rimandi ai capolavori narcisistici dei maestri che l’hanno preceduto, come Velasquez e Rembrandt.

Steve Forbes, fondatore e capo di Forbes Inc. (fra le altre cose, editore della celebre rivista) ha deciso di mettere in vendita una sua collezione piuttosto singolare.
Si tratta di ben 150 lotti (curati e divisi in 3 aste da Christie’s, fra Londra e New York di cimeli legati alla figura storica di Sir Winston Churchill. Le aste si terranno in giugno, presentano oggetti, lettere, abiti e fotografia per un valore complessivo di 1,5 milioni di dollari.
I cimeli raccontano la vita del Primo Ministro britannico negli anni e negli eventi fra il settembre del 1939 e il giugno del ‘45. Il solo documento autografo in cui Churchill mette insieme i suoi appunti sullo scoppio della Battaglia d’Inghilterra, potrebbe valere fino a 120.000 sterline.

Una grande mostra di mappe antiche è proprio quello che ci vuole per ricordarci, anche in tempi di predominanza di Google Maps, su ogni telefonino, quanto un tempo fosse poco scontato e affascinante creare strumenti per la navigazione e l’esplorazione del mondo conosciuto. E per navigazione, qui, s’intende quella con vela e onda.
The British Library ne ha appena allestita una, che sarà aperta a Londra da domani, venerdì 30 aprile, fino al 19 settembre: “Magnifiche mappa: potere, propaganda e arte” è il suo suggestivo titolo. I curatori della Biblioteca Britannica hanno attentamente scelto gli esemplari più affascinanti, fra più di 4 milioni di mappe conservate negli archivi a loro disposizione.
Quello che ne viene fuori non è semplicemente un viaggio nei limiti geografici e tecnici dei cartografi delle epoche passate. E’ uno studio, che può fare anche il visitatore meno tecnicamente preparato, nelle paure, nelle ambizioni, nei problemi dei tempi passati. Che, con fare più artistico che scientifico, venivano puntualmente riportati nelle produzioni dei cartografi.
Il sito della Biblioteca permette anche di osservare 4 mappe più da vicino - grazie alla tecnologia Flash, e al vostro browser di fiducia. Basta andare a questo indirizzo, per cominciare.

L’artista americana Pae White è riuscita ad aggiudicarsi una delle commissioni artistiche più prestigiose del momento, ma nel cuore dell’Inghilterra. Sarà lei a realizzare la più grande installazione di neon d’Europa, all’interno della metropolitana di Londra.
L’opera sarà montata presso la stazione di Glouchester Road e sarà aperta al pubblico per tre anni, a partire da quest’estate. Sarà lunga 80 metri e alta più di 3 e mezzo. Le dichiarazioni di White sono entusiastiche:
“Voglio portare la luce nella metropolitana. […] Sarà come un gigantesco tappeto persiano di luce”.

Il tassista londinese che ha avuto la fortuna di trasportare Damien Hirst in persona, da Chelsea Harbour a Mayfair, 18 mesi fa, potrebbe realizzare fino a 5000 sterline (quasi 5700 euro) dalla vendita di un piccolo schizzo che ricevette come mancia dall’artista.
Niente male davvero per una mancia lasciata in seguito a una corsa del valore di “sole” 20 sterline. Il tassista in questione è un grande appassionato di illustrazione e di pittura. Infatti, lo schizzo contiene un augurio (”Non rinunciare all’arte”), oltre a tre dei maggiori “simboli” dell’arte di Hirst: un teschio, uno squalo e una farfalla.
Il 21 aprile il disegno sarà messo all’asta da Dreweatts & Bloomsbury. Non c’è dubbio che Jon Horsley, il tassista in questione, in 15 anni di onorata carriera non aveva mai ricevuto una mancia così preziosa.