
La città eterna negli ultimi tempi si è spesso fatta teatro di furti di opere d’arte. Questa volta la protagonista è una ‘donna delle pulizie’ romana (53 anni), che, insieme al marito (41 anni), ha tentato di rubare 5 tele di Mario Schifano per un valore complessivo di 300 mila euro.
La vecchia proprietaria della villa presso cui la ragazza lavorava si era sentita poco bene e si era trasferita per qualche giorno dai figli, lasciando libero campo alla coppia di ladri. Ma i due, mentre stavano per giungere alla loro villa di Ostia Antica, sono incappati in un normalissimo posto di blocco e l’ingombrante refurtiva, posta nel bagagliaio, ha dato subito nell’occhio.
Nel frattempo, mentre la proprietaria dei quadri non si era nemmeno accorta del furto, gli agenti di polizia stanno cercando di esaminare altri casi irrisolti furti d’arte, che potrebbero essere avvenuti con una dinamica simile.
Da oggi e fino al 19 aprile, in occasione del Salone del Mobile di Milano, la zona di via tortona si riempie di eventi. Alla galleria Anfiteatro (via Savona 26), va in scena “Contaminations“, una mostra che vuole non a caso mischiare codici espressivi e artisti dal carattere molto differente.
Le pareti della galleria, coperte da opere di Mimmo Rotella, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Christo, Pat Edwards, Guido Airoldi, Alfredo Rapetti, faranno da cornice agli oggetti di Joe Velluto, di Matilde, al vintage di Transforme, al tavolo Margherita di Annabella Nassetti e tanti altri oggetti di design.
Insomma, un connubio alquanto strano e a suo modo affascinante. Di certo la scelta non manca, e ognuno avrà modo di decidere se fermarsi davanti a un quadro o a un oggetto: una decisione che può avere conseguenze ben più ampie di quelle di una semplice mostra: arte o design? Io, da parte mia, ho già scelto.
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Ancora una mostra a Torino in occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone. Il Sepolcro vuoto: un percorso d’arte contemporanea intorno alla Sindone va in scena da sabato 10 aprile a venerdì 23 maggio a Palazzo Barolo di Torino.
55 opere di 33 artisti che ripercorrono episodi della vita, della morte e della risurrezione del Cristo, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Sergio Agosti, Michele Baretta, Ermanno Barovero, Anna Borgarelli, Sergio Cappellini, Antonio Carena, Neri Ceccarelli, Enrico Colombotto Rosso, Willy Darko, Davide De Agostini, Roberto Di Pasquale, Carlo D’Oria, Omar Galliani, Gabriele Garbolino Ru, Titti Garelli, Mario Giammarinaro, Piero Gilardi, Francesco Gonin, Alexander Kossuth, Piero Lerda, Nene Martelli, Ottavio Mazzonis, Carlo Rivetti, Vito Russo, Mario Schifano, Federico Severino, Luigi Stoisa, Francesco Tabusso, Gianni Maria Tessari, Sergio Unia, Alessandro Verdi, Huang Yang, Maya Zignone.
Un allestimento curato da Giovanni Cordero ma reso possibile grazie all’appello del Papa, che nei mesi scorsi a chiamato a raccolta gli artisti più devoti, invitandoli a offrire generosamente alcune loro opere alla Chiesa. Il Vaticano rinnova così il suo millenario rapporto con le arti (da diversi decenni in stand-by), nel tentativo di affascinare anche attraverso il contemporaneo, i pellegrini che da molte parti d’Italia e d’Europa giungeranno a Torino.

Dal 16 gennaio a Parma riapre la sede espositiva di Palazzo del Governatore, che ospita assieme alle Galleria San Ludovico e le Scuderie della Pilotta Novecento, Arte, fotografia, moda, design, architettura. Un’eccezionale mostra che a dieci anni dalla fine del ventesimo secolo prova a tracciarne un percorso che ne mette in luce la straordinarietà.
Più di tremila metri quadrati di superficie espositiva che ospiterà opere provenienti dalla collezione del Csac, Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma Curata da Arturo Carlo Quintavalle la mostra sarà l’occasione per inaugurare lo spazio appena restaurato che nel corso del 2010 sarà animato da residenze d’artista, incontri e performance.
La mostra ci presenta, disposte una accanto all’altra, come una serie di diapositive, opere di artisti come Mario Sironi, Piero Consagra, Mario Schifano, Enrico Baj, Renato Guttuso e grandi maestri della fotografia come i fratelli Alinari, Mimmo Jodice e Man Ray (nella foto).
Dal 17 ottobre 2009 al 14 febbraio 2010 si potrà visitare al Serrone della Villa Reale e all’Arengario di Monza la mostra “Gli anni 80. Il trionfo della pittura. Da Schifano a Basquiat”. Il tentativo è quello di dare un contribuito alla comprensione della vita artistica degli anni ‘80, un periodo culturalmente spesso snobbato, ma che, nelle arti pittoriche, rappresenta una importante fucina e un determinante momento di sperimentazione.
Movimenti artistici e individualità saranno al centro di questa esposizione. Dalla Transavanguardia italiana ai graffitisti statunitensi fino alla Figuration Libre francese: circa cinquanta artisti - Mario Schifano, Mimmo Paladino, Keith Haring a Jean Michel Basquiat tra gli altri - saranno presenti in oltre 100 opere.
Sembra interessante soprattutto il confronto diretto di tendenze artistiche appartenenti a Stati e culture diverse: speriamo che ciò contribuisca a dare una visione globale di quella che fu l’arte in quel decennio. Tendenze e attitudini diverse dovrebbero inoltre mettere in luce cosa (e chi) di quegli anni, ha trovato strada nella produzione artistica attuale. Una mostra che mira in alto. Resta da vedere se, effettivamente, sarà all’altezza delle promesse. Noi, ovviamente, speriamo di sì.
Gli anni 80. Il trionfo della pittura. Da schifano a Basquiat
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E’ la città come palcoscenico e teatro di eventi, il tema della mostra “Viva l’Italia. L’arte italiana racconta le città tra nascita, sviluppo, crisi. 1948-2008“, dal 25 ottobre all’11 gennaio 2009 a Palazzo della Penna, Perugia.
Un luogo privilegiato e incubatore di avvenimenti ed esperienze, che era stato già affrontato alla Biennale del 1948. De Chirico, Sironi, Guttuso, Vedova e Afro sono stati tra i primi artisti del dopoguerra a indagarla nella pittura. Negli anni Sessanta l’hanno raccontata Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Mario Schifano. Negli anni Ottanta Arduino Cantafora, in quelli Novanta Bruno Zanichelli e Pierluigi Pusole fino ad arrivare al 2000 con Salvino, Grazia Toderi, Botto & Bruno. In sostanza gli ultimi cinquant’anni d’arte italiana che raccontano la città attraverso più di quaranta lavori.
Inoltre l’opera luminosa inedita “Il volto degli altri” di Marco Lodola verrà installata sulla facciata del Palazzo sede della mostra, curata da Luca Beatrice.
Viva l’Italia. L’arte italiana racconta le città tra nascita, sviluppo, crisi. 1948-2008 - Palazzo della Penna - Perugia


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Negli anni Settanta la tv a colori arriva in Italia e Mario Schifano ne rimane affascinato a tal punto, da cominciare a sperimentare con il mezzo, sia realizzando film sperimentali sia mescolando su tela pittura e immagini televisive. E’ di questi anni il ciclo “Televisori e Inventario” cioè foto di programmi tv da lui stesso scattate e, dopo averle stampate, contaminate con colori e segni.
A dieci anni dalla scomparsa dell’artista, la Fondazione Dino Zoli ripropone questo tipo di lavori a Forlì nella mostra “Mario Schifano. Fine della trasmissioni“.
L’esposizione sarà aperta al pubblico da sabato 25 ottobre 2008 a domenica 18 gennaio 2009 con un’offerta di circa 60 opere quasi tutte dedicate alla televisione. La parte più importante della mostra è costituita dai “PassaggiTv”, dove Schifano partendo da un’immagine transitoria sul televisore, poi fotografata e riportata su tela, termina il lavoro ritoccandola a mano con smalti colorati. Si tratta di immagini classiche che fanno parte della memoria televisiva dalla storica scritta fine delle trasmissioni (ripresa come titolo dell’esibizione) a l’ora esatta alle immagini dei telegiornali.
Completano il percorso una serie di video e di fotografie di Schifano.
Mario Schifano. Fine delle trasmissioni - Fondazione Dino Zoli - Forlì


Come già anticipato, dopo la mostra allo GNAM di Roma, la retrospettiva su Mario Schifano, a dieci anni dalla scomparsa, si sposta a Milano.
Dal 17 ottobre al 1 febbraio 2009, “Schifano. 1934-1998. Selected Works” viene riproposta alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese, alla Fondazione Stelline e all’Accademia di Brera.
Un artista icona che ha contribuito al rinnovamento dell’arte internazionale, Schifano ha prodotto tanto e in velocità; ha conosciuto Tzara e Duchamp, Rauschenberg e Kline, Dine e Jasper Jones, senza dimenticare Andy Warhol; è stato uno degli artisti rappresentati dalla grande gallerista americana Ileana Sonnabend.
In mostra sono illustrati i quarant’anni di attività di questo artista, tra i primi a sperimentare innesti tra pittura e musica, cinema, video, fotografia, con attenzione alla multimedialità verso il ciclo finale della sua produzione. L’ultima sezione del percorso include i disegni realizzati con il poeta Frank O’Hara e le polaroid, mentre chiude la retrospettiva il montaggio antologico dei film dello stesso Schifano.
Informazioni e prenotazioni: Civita (+39) 02.43353522, servizi@civita.it.
Schifano. 1934-1998. Selected works - Mario Schifano - Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Fondazione Stelline e Accademia di Brera - Milano



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Si è inaugurata ieri alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna la mostra dedicata a Mario Schifano a dieci anni dalla sua morte.
Achille Bonito Oliva, curatore dell’esposizione, ha intrattenuto i giornalisti presenti alla conferenza stampa con aneddoti della sua amicizia con l’artista “il mio nemico più intimo” che “quando morì non sapevano se fare le condoglianze a me o alla vedova”.
Pittore con una produzione vulcanica, oltretutto sporcata da una grande quantità di falsi, Schifano dipingeva traendo spunto da tutto ciò che vedeva, soprattutto su giornali e televisione: “io aspetto un segnale per partire. Basta niente, un giornale, un libro, un titolo, un’insegna…”.
Mario Schifano 1934-1998 Mostra alla GNAM


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Palazzo Pigorini di Parma ospita fino al 22 giugno “America Anemica”, il diario del viaggio compiuto da Mario Schifano negli Stati Uniti nel 1970 e condensato in 14 dipinti precedenti il viaggio (1962-1967), 100 polaroid e oltre 200 fotografie.
Il materiale doveva servire, nelle intenzioni dell’artista, a realizzare un film sugli USA che però non vide mai la luce. I paesaggi ritratti sono quelli che Schifano avrebbe definito “Paesaggi anemici”, privi di una vera e propria identità o di connotazioni naturalistiche forti.
“America Anemica” rientra nel progetto dell’Agenzia agli eventi culturali speciali per la valorizzazione della città di Parma come punto di riferimento nell’orizzonte dell’arte contemporanea a livello internazionale.
via | ArteEgo
Mario Schifano e la sua America



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