Il suo espressionismo astratto (definizione nella quale non si riconosceva e che, nonostante ciò, è rimasta attaccata al suo lavoro come una specie di “marchio di fabbrica) ha fatto sognare e riflettere, ha incantato e trasmesso messaggi nascosti ed evidenti. Le origini russe, l’impianto religioso della formazione, lo spirito di un attento e profondo conoscitore della società americana, ma anche la curiosità e la passione per l’insegnamento.
Non tutti sanno che Mark Rothko, oltre che indiscusso maestro della pittura contemporanea, fu anche un fine conoscitore e un accorto indagatore del mondo dell’arte e dei suoi meccanismi. Il risultato di una tale “serietà intellettuale”, nutrito da una notevole erudizione, ha dato luogo in una serie di scritti sull’arte davvero poco noti, conservati dai suoi discendenti e pubblicati postumi.
Testi nei quali, sull’eco delle onde del mare, le parole si susseguono come le tele, per filiazione, ognuna accompagnata da un altra, come in una specie di evoluzione lineare e coerente.
I quadri devono avere qualcosa di miracoloso: nel momento stesso in cui sono completi termina anche l’intimità tra la creazione e il creatore, che diventa uno straniero. A partire da quell’istante l’opera apparirà ai suoi occhi, come a quelli chiunque, la risoluzione inattesa e senza precedenti di un bisogno che resterà per sempre familiare.
Video da Inex2012
Dal 5 giugno al 26 settembre il Mart di Rovereto apre le porte alla mostra “Arte americana 1850-1960”, attraverso la collaborazione con la Philips Collection di Washington, con la quale si era già allestita la mostra “Da Goya a Manet, da Van Gogh a Picasso. Moltissimi gli artisti che, nell’arte americana di quegli anni, hanno rivestito un ruolo di primaria importanza.
Si va da Edward Hopper ad Arthur Dove, da Adolph Gottlieb a Philip Guston, da Jackson Pollock a Clyfford Still, fino a Mark Rothko. Una panoramica di pittori che, più di tutti, hanno contribuito a creare uno stile espressivo tipicamente americano. La mostra, infatti, può essere letta come un percorso di comparazione con l’arte nostrana.
Sembra tanto lontana dalla nostra tradizione l’action painting, lo stile espressivo di Hopper e l’espressionismo astratto. La mostra può rivestire infatti anche un interesse di tipo storico-sociologico: è l’occasione per effettuare un confronto tra una nazione, gli Stati Uniti d’America, diventata nazione molto prima dell’Italia e un Paese, il nostro, che nel periodo considerato ha lottato per la propria indipendenza e ha subito più direttamente i grandi conflitti del Novecento.

Non che Londra non fosse già una piazza molto prestigiosa di per sé, per il musical “Red” (con Alfred Molina nel ruolo principale), dedicato alla figura del maestro Mark Rothko.
Ma di certo l’annuncio del trasferimento delle scene e del cast del musical a Broadway, per la prossima primavera, aggiunge valore a un lavoro unico nel suo genere.
Bravissimo nel difficile ruolo assegnatogli da John Logan Molina, che ormai può considerarsi un attore specializzato nel ritrare grandi artisti del passato.

La Tate di Liverpool ha annunciato il ritorno dei Seagram Murals di Mark Rothko dopo più di vent’anni dalla prima e unica esposizione della serie.
Era il 1958 quando a Mark Rothko fu commissionata una serie di dipinti per il ristorante del lussuoso Four Seasons di New York, sito nel Seagram Building. Il pittore si dedicò anima e corpo all’incarico per otto mesi, durante i quali realizzò tre versioni della serie.
A lavoro compiuto però, Rothko ritenne che l’opera non fosse adatta al clima glamourous del ristorante, e la serie non fu mai esposta. I dipinti, caratterizzati dall’intensità emotiva dell’arte di Rothko furono poi presentati alla Tate di Liverpool nel 1988. L’evento fu sensazionale per il carattere “ambientale” della serie, il cui allestimento fu curato dallo stesso Rothko.
L’effetto sconvolgente, i colori cupi mutuati dai viaggi a Pompei e a Firenze, dove Rothko fu influenzato in particolare dal clima avvolgente e quasi claustrofobico della Biblioteca Medicea Laurenziana progettata da Michelangelo.
La mostra inaugurerà a ottobre e seguirà le indicazioni originali dell’allestimento voluto dall’artista.
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Sarà inaugurata il 20 novembre a Vercelli, presso lo spazio espositivo Arca, e resterà aperta al pubblico fino all’1 marzo 2009 la mostra dal titolo Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana.
Promossa dalla Regione Piemonte e dalla Città di Vercelli in collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (presso il cui museo - lo ricordo - è possibile ammirare fino al 12 ottobre una bella esposizione di opere americane più risalenti) e curata da Luca Massimo Barbero, la mostra costituisce la seconda tappa del progetto iniziato l’anno scorso con la mostra Peggy Guggenheim e l’immaginario surreale. Saranno esibite molte straordinarie opere dell’avanguardia della prima metà del ‘900, selezionate dalla sensibilità artistica della Guggenheim.
Un ruolo centrale nell’esposizione sarà riservato a Jackson Pollock (del quale potranno ammirarsi ben quattordici opere) e a Mark Rothko, di cui verranno esposte alcune rare opere degli anni ‘40.
Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana
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Serata esuberante ieri sera da Christie’s, per l’asta che vedeva in vendita opere da record di Freud, Bacon, Warhol. Il primo di una serie di appuntamenti dedicati al contemporaneo che animeranno questa settimana di primavera le case di Christie’s, Sotheby’s, Phillips de Pury & Co. e Bonhams.
Christie’s nella serata ha realizzato 215 milioni di euro. Il pezzo più caro venduto il “No.15″ di Mark Rothko, aggiudicato per la cifra di quasi 33 milioni di euro. Ma tanti i quadri venduti a cifre considerevoli con conferma di nomi ormai affidabili nel campo dell’arte.
Come detto in precendenza, il dipinto “Benefits Supervisor Sleeping” di Lucian Freud con oltre 21 milioni di euro ha raggiunto la cifra predetta, battendo il record di prezzo di vendita per un artista vivente. Ottimi risultati anche per Andy Warhol, con una serie di opere da svariati milioni come “Double Marlon”, “Shadow Painting”, “Campbell’s Soup Can (Pepper Pot)” e “Last Supper”. Si aggiungono anche i 18 milioni del dipinto “Three Studies for Self-Portrait” di Francis Bacon e i 9 milioni di “Abstraktes Bild” opera di Gerhard Richter. Anche Jeff Koons, che ha perso lo scettro, con 7 milioni per un suo lavoro e Richard Prince con quasi 5 milioni di euro per “Man-Crazy Nurse #2″ sono stati tra i lotti di maggiore successo.
Asta Christie’s - 13/05/08 - New York

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“Un quadro vive attraverso la compagnia altrui, espandendosi e prendendo vita negli occhi dell’osservatore sensibile.”
Dopo le installazioni luminose di inaugurazione, fra poco meno di un mese arriva al riaperto Palazzo delle Esposizioni la mostra monografica su Mark Rothko.
Organizzata da Arthemisia e curata da Oliver Wick, l’esposizione intende coprire il percorso artistico di Rothko in generale, con attenzione alle opere di qualità e impatto. Circa 70 dipinti tra opere figurative e surrealiste insieme a quelle classiche, raccolte con il contributo degli eredi dell’artista e di musei internazionali.
Mark Rothko, Palazzo delle Esposizioni, Roma, dal 6 ottobre al 6 gennaio 2008.
Immagine: Mark Rothko, Senza titolo, 1969, Collezione Kate Rothko Prizel.

Il 15 maggio la tela di Mark Rothko intitolata “white center (yellow, pink and lavander on rose)” è stata venduta da Sotheby’s a New York, per la cifra record di 72,84 milioni di dollari.
La tela, 205×141 cm, dipinta nel 1950, dal 1960 apparteneva alla collezione del potentissimo banchiere David Rockefeller.
Il quadro è molto bello e possiede delle cromie raffinatissime.
Se si considera che dal vero le qualità delle opere di Rothko sono ampiamente maggiori di quelle trasmesse in foto, e che Rothko è forse il più grande astrattista dopo Kandinskij, allora si può dire che pagare questa tela 72,84 milioni sia stato, in fondo, un buon affare.