
Mat Collishaw, nato a Nottingham nel 1966, è uno del ‘gruppo’ dei Young British Artist. Lavora con fotografia, scultura e installazione, recuperando un certo gusto estetico per il classico e un approccio allo studio della luce mutuato dal barocco. Attratto dai contrasti (vita – morte, tranquillità - caos) esprime attraverso il corpo la propria tensione.
I suoi ultimi lavori saranno in mostra da sabato 18 settembre al 20 novembre 2010 a Verona, alla Fama Gallery, che raccoglie l’eredità della Byblos Art Gallery. Modern Pastimes è un allestimento a cura di Danilo Eccher in cui spicca Ophelia, la video scultura in marmo bianco di Carrara, che esprime la drammaticità dell’amore nella fusione tra elemento tecnologico e materia grezza, naturale.
In mostra anche zoetrope e altre piccole sculture in vetroresina e dei quadri con nature morte di uccelli. Per chi ama il genere, si tratta sicuramente di un’ottima occasione per vedere
Mat Collishaw, Angelo Filomeno, Yasumasa Morimura, Tony Oursler e Sissi saranno protagonisti, dal 22 gennaio al 27 marzo, di una mostra alla Byblos Art Gallery di Verona organizzata intorno al tema, appunto, del trucco, della falsificazione dell’immagine, della maschera.
“Il trucco e le maschere” vede esposti i lavori di alcuni dei più affermati artisti contemporanei. Da segnalare innanzitutto Yasumasa Morimura, che gioco con il tema della perdita della soggettività sovrapponendo il proprio volto a quelli di personaggi storici.
Ma merita un discorso a sé anche Tony Oursler, uno dei primi sperimentatori della cosiddetta “Arte multimediale”: scultura, proiezioni, registrazioni audio creano una sorta di angoscia nello spettatore, che si ritrova a ragionare (e a vivere) in uno spazio angosciante.
Mat Collishaw è stato uno dei protagonisti più trasgressivi della YBA, quando scandalizzava il pubblico e la critica con immagini sessuali ambigue o violente. Ed è il suo lavoro fotografico di un foro di proiettile su di una testa, “Bullet Hole”, che ha ispirato il titolo della mostra “Freeze” curata da Damien Hirst. Il primo del gruppo, inoltre, ad essere stato comprato da Saatchi.
Tuttavia, dopo questa spinta iniziale, si è tenuto lontano dagli esibizionismi dei suoi colleghi, pur continuando a produrre arte provocatoria. Perversione, cattiveria e ipocrisia sono sempre i soggetti ricercati, così come la combinazione di immagini storiche con quelle moderne. Ma nel corso degli anni lo stile si è raffinato ed è stata aggiunta la manipolazione digitale. Oggi è interessato soprattutto a confondere i contorni tra reale e irreale.
Alla Haunch of Venison di Londra è in corso fino al 31 agosto “Shooting Stars“, una mostra che comprende una serie di lavori recenti.